Rai, il canone aumenta di 1,50 euro

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    Aumenta il Canone Rai: per il 2010 la tassa per il possesso di un apparecchio tv (che viene poi girata dal Governo alla Tv di Stato) ammonta a 109 euro a fronte del 107, 50 dello scorso anno. Una decisione presa con un dectreto firmato dal Ministro allo Sviluppo Economico per adeguare il canone al tasso d’inflazione. Sul piede di guerra le associazioni dei consumatori, che invece chiedono uno ‘sconto’ per quanti sono passati nel 2009 al digitale terrestre: un passaggio non proprio indolore per molti. In alto un vecchio ‘spot’ del canone Rai (1977) in cui il ‘testimonial’ era Emilio Fede (tratto da Blob).

    Siamo alle solite: il nuovo anno porta inevitabilmente degli aumenti nei contratti di fornitura e puntale arriva anche l’aumento del Canone Rai. Un aumento dettato sì dalla ‘necessità’ di adeguare la tassa all’inflazione, ma soprattutto un modo per recuperare denaro a fronte di un’evasione crescente.

    Proprio sulla lotta all’evasione punta il Pd con Enzo Carra, segretario della commissione di Vigilanza Rai, critico con la decisione presa dal Ministero dello Sviluppo Economico: il motto ‘Pagare tutti, pagare meno’ è sempre attivo in un Paese come il nostro che va avanti a botte di Scudi Fiascali e Condoni.

    Intanto il Consiglio Nazionale degli Utenti, che fa parte dell’Agcom, ha nettamente contestato l’aumento, anche considerando le difficoltà e i disservizi legati al passaggio al Digitale Terrestre che nel 2009 ha coinvolto Piemonte, Lazio e Campania. “Assolutamente da evitare l’aumento del canone, soprattutto a fine 2009, anno che ha visto il passaggio al digitale in diverse aree, tra cui Roma, con notevoli difficoltà per i cittadini” ha scritto in una nota il Cnu che ha poi auspicato una maggiore trasparenza nell’impiego del denaro pubblico: “Sarebbe utile che i cittadini conoscessero con esattezza quali attività il canone va a finanziare e quali invece sono realizzate con la pubblicità”.

    Alla ricerca di uno sconto sul canone per le regioni ‘colpite’ dal passaggio al DTT, inoltre, molte associazioni dei consumatori: una proposta di sicura presa sui telespettatori che difficilmente potrà essere ascoltata dal Governo, alle prese con il crescente e preoccupante deficit della Rai. Ma così com’è, la situazione è decisamente iniqua: pochi fedeli che pagano il canone e ne subiscono l’aumento, molti che fanno orecchie da mercante. E’ vero che la giustizia non è di questa terra, ma un piccolo sforzo lo si potrebbe fare.