Canale 5, Il Senso della Vita dal 27 marzo vs Un Medico In Famiglia 7

Canale 5, Il Senso della Vita dal 27 marzo vs Un Medico In Famiglia 7

Il senso della Vita torna su Canale 5: prima puntata domenica 27 marzo in prime time con Luciano Ligabue e Christian De Sica tra gli ospiti

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    Paolo Bonolis torna su Canale 5 con Il Senso della Vita, promosso questa stagione nel prime time domenicale. La prima puntata, infatti, è fissata per domenica 27 marzo e dovrà scontrarsi con l’esordio della settima stagione di Un Medico in Famiglia che torna su RaiUno con Giulio Scarpati, ma senza Lino Banfi e Pietro Sermonti. Bonolis, però, dichiara di non volersi piegare allo stress da Auditel: “Andiamo in onda la domenica non a caso: è una serata che non paga molto negli ascolti di Canale 5, tra abitudine alla fiction di Raiuno e campionato di calcio. Insomma, se devi andare basso con gli ascolti, almeno lo fai con qualcosa di dignitoso“. Lo spirito è quello giusto. Tra i desiderata del conduttore un’intervista a Roberto Saviano.

    Nessuna dichiarazione di guerra, nessun baldanzoso approdo al prime time di Canale 5: Paolo Bonolis sceglie un ‘basso profilo’ per lanciare la nuova stagione de Il Senso della Vita, che riparte nella prima serata della domenica di Canale 5 a partire dal prossimo 27 marzo e che dovrebbe durare 10 settimane, al netto di prolungamenti.

    Considerati i precedenti, che hanno visto anche la repentina cancellazione di Stasera che Sera!, condotto da Barbara d’Urso e annunciato come una ‘svolta’ nell’offerta festiva dell’ammiraglia del Biscione, meglio non farsi troppe illusioni: tutto quello che verrà ‘di più’ sarà un successo e l’atteggiamento ci sembra quello giusto per sperare in un risultato interessante.

    Ma cosa ha preparato Bonolis per questa seconda parte della stagione tv, iniziata in autunno con Chi Ha Incastrato Peter Pan? Di certo ritroverà al suo fianco Luca Laurenti, spalla insostituibile e partner di mille ‘bisbocce’: con lui attraverserà la scaletta delle varie puntate, che prevedono l’ormai classica foto-intervista e le imperdibili classifiche esistenziali e alcune novità, come l’intervista ‘pop’ e una miniconferenza.

    E si parte col botto: nella prima puntata, infatti, al centro della foto-intervista ci sarà Luciano Liguabue, mentre Christian De Sica si sottoporrà all’intervista Pop; le classifiche, invece, verteranno sui cinque buoni motivi per cui valga la pena essere Papa Ratzinger e i cinque buoni motivi per cui dubitare. La miniconferenza, invece, è dedicata a un giovane del Malawi che ha costruito un mulino con le sue mani partendo da un libricino anni ’60 trovato nella scuola di un villaggio vicino al suo: “Questo spazio sarà una sorta di ‘inno alle idee’” spiega Bonolis.

    E a proposito di idee, a Bonolis non dispiacerebbe avere per ospite Roberto Saviano: “Vieni Via con Me (‘accusata’ da Bonolis di ver copiato l’idea degli elenchi dalle sue classifiche, a loro volta ispirate da una rubrica del settimanale Cuore, n.d.r.) era molto bella, ci ha mostrato un Saviano inedito ed è stata preceduta da un trampolino di polemiche politiche impareggiabile. Se fosse andata male sarebbe stata una notizia. Mi piacerebbe realizzare una foto-intervista con Saviano ma sto aspettando l’ok di Mediaset, perché l’azienda non è mia“.

    Non sono previsti, invece, ospiti politici, la cui partecipazione sarebbe comunque limitata dalla Par Condicio che scatterà a breve per le elezioni amministrative e per il successivo referendum; di fatto, però, si tratta anche di una scelta editoriale: “Non ci saranno dibattiti su nessun argomento, sennò finisce sempre che uno dice una cosa e l’altro dice che non è vero“. Unica eccezione prevista nella prima puntata, nella quale sarà ospite Antonio Borghesi dell’Idv. “Lo abbiamo chiamato perché è stato protagonista di un’iniziativa molto particolare: aveva presentato un ordine del giorno per eliminare il diritto dei parlamentari di ottenere dopo soli due anni e mezzo di legislatura una pensione che va dai tremila ai novemila euro, contro i mille che prende in media un lavoratore dopo 30-40 anni di lavoro. Beh, lo hanno bocciato all’unanimità. Allora in studio abbiamo fatto un piccolo eserimento di democrazia diretta, per capire quanto ci rappresenta la politica, e tutti erano a favore…“. Di temi i cui parlare ce n’è a iosa.

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