Call the Midwife su Rete 4, trama lenta per un cast d’eccezione: la serie tv sopravvive

Call the Midwife su Rete 4, trama lenta per un cast d’eccezione: la serie tv sopravvive

Call the midwife su Rete 4: la trama non convince la prima serata, ma il cast è d'eccezione

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    Call the Midwife su Rete 4 va in onda col titolo L’amore e la vita. Ha una trama da Rai Uno e un cast tipico di una non meglio precisabile rete italiana. Un trailer racconterebbe tutta la storia in meno di un minuto: il ritmo è così lento che, pur di farsela piacere, le hanno cambiato persino il nome. La bellezza di Call the Midwife, però, è altra: il racconto delle levatrici nella Londra degli anni ’50 presuppone un suo tempo, che “rispetta” i personaggi rappresentati. Semmai, il problema è che Rete 4 la tratta come quello che non è: una soap da “provare” in prima serata, al pari di una qualunque Tempesta d’Amore.

    Dopo il debutto della prima stagione alla domenica, la serie è stata spostata senza troppi risultati nella serata nel prime time del martedì. Da ieri, inoltre, la rete ha deciso di trasmettere anche la nuova seconda stagione, nello stesso giorno di messa in onda.

    Gli ascolti sono stabili: si tengono intorno ai 900.000 telespettatori; un risultato non troppo soddisfacente ma nemmeno deprecabile, viste le premesse di cui abbiamo appena parlato.

    Non è detto, infatti, che, pian piano, gli spettatori non si abituino maggiormente al prodotto. L’attenzione del pubblico è stata mostrata già con altre serie, che mai avremmo immaginato di vedere su Rete 4 quest’anno: da The Bible – La bibbia (più di tre milioni di telespettatori) e la già lodata Downton Abbey, capolavoro altrove ma in Italia “relegata” alla rete minore del Biscione.

    Nei primi due appuntamenti di ieri sera abbiamo visto una trama più interessante, rispetto a quella della prima stagione: anche la tecnologia ha fatto il suo ingresso nelle svolte narrative della serie tv; è infatti il periodo in cui esplode il boom di richieste: la novità del gas che non fa sentire il dolore del parto.

    Allo stesso modo, a dare un po’ di grinta ad un racconto intenso ma troppo lento per gli spettatori di Rete 4, abituati a passioni sfrenate e a inseguimenti mozzafiato per gelosie irreversibili, invece, l’interiorità di Jessica Reine, già nel ruolo di Emma Grayling in Doctor Who:

    Nel secondo capitolo continuiamo a raccontare le coraggiose storie, sociali e mediche, che hanno commosso e colpito il pubblico dei primi episodi‘, spiega l’ideatrice della serie Heidi Thomas. ‘Prostituzione, ma anche violenza familiare, morte infantile e disabilità – prosegue Thomas – saranno tra i temi della nuova stagione: parleremo del successo della campagna del Servizio Sanitario Nazionale contro la TBC e accenderemo i riflettori sui diritti delle donne, legati alla riproduzione, negli Anni ‘50‘.

    Definita il miglior debutto degli ultimi 10 anni su BBC, un “posto” davvero pronto ad ospitare serie tv come questa, è ancora tutto da definire?

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