Calabrò attacca la tv italiana, Ruffini difende RaiTre

Calabrò attacca la tv italiana, Ruffini difende RaiTre

il presidente dell'agcom corrado calabrò in una intervista ha criticato duramente la televisione generalista italiana ma paolo ruffini ha risposto alle accuse e difeso i programmi di rai tre

    Corrado Calabrò

    La televisione di casa nostra è banale, volgare e fa male a bambini e ragazzi. Parola del presidente dell’Agcom Corrado Calabrò, che in una intervista ad un quotidiano non ha risparmiato dure critiche ai programmi in onda sul piccolo schermo. Nel mirino ovviamente soprattutto i reality ma anche gli spot alimentari. Paolo Ruffini però rivendica la qualità della sua Rai Tre.

    “La tv italiana, con le sue banalità e le sue volgarità è al di sotto di altre tv europee e il divario rispetto alle reti Ue è crescente”, ha affermato Corrado Calabrò, presidente dell’Autorità garante delle comunicazioni, in una intervista pubblicata a firma di Alessandra Comazzi su La Stampa.

    La tv come cattiva maestra, di popperiana memoria, è il leit motiv delle sue accuse lanciate alla televisione generalista rea di ignorare “il ritrovato interesse dei giovani per il teatro, per i concerti, anche di musica classica, per le mostre, per i musei”, di preferire trasmissioni che insistono sul “ripetitivo quando non sul becero” e di proporre modelli “che possono indurre all’emulazione da parte dei giovani”.
    Forse però come fa giustamente notare Mussi Bollini, capostruttura per la tv dei ragazzi di Rai Tre, il presidente Calabrò prima di parlare e criticare non si sarà sintonizzato di domenica sulla terza rete quando alle 9 di mattina va in onda il Gran concerto, programma ideato da Raffaella Carrà e condotto da Alessandro Greco, tutto incentrato proprio sulla musica classica.

    Calabrò poi se la prende con il continuo bombardamento di pubblicità di merendine, gelati e patatine cui vengono sottoposti i bambini italiani mentre guardano la tv, “sebbene in Italia – sottolinea – sia vietata la trasmissione di spot nei programmi per bambini”. E ancora una volta in questo suo affondo tiene in considerazione solo l’emittenza privata e i principali canali della tv pubblica, dimenticandosi del terzo canale della Rai. “Intanto ci sono delle norme, anche severe, sulla pubblicità – ribatte il direttore di Rai Tre Paolo Ruffini –. E noi le rispettiamo: nei nostri pomeriggi non ce n’è mai”. “Sono amareggiata – gli fa eco Mussi Bollini – perché c’è un grande sforzo da parte della rete, anche di Raidue, e sembra che non facciamo mai niente.

    Noi, a Trebisonda e a Gran concerto mostriamo i ragazzi come sono veramente. E non sono dei bellimbusti obesi, ottusi e bulli”. Capita l’antifona?

    Il presidente dell’Agcom ha infine comunicato che presto sarà avviata un’analisi per verificare la qualità della programmazione tv con l’obiettivo di redigere un “libro bianco sugli effetti della programmazione nei confronti dei bambini e sulla qualità della tv”, sperando che nel frattempo dia un’occhiata, ogni tanto, anche a Rai Tre.

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