Bruno Vespa giudica i colleghi: si salvano Ferrara e Mentana (?)

Bruno Vespa giudica i colleghi: si salvano Ferrara e Mentana (?)
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    Bruno Vespa voti colleghi

    Bruno Vespa si prepara a tornare su raiUno con la 16ma stagione di Porta a Porta e per l’occasione non esita a dare le pagelle ai suoi colleghi stimolato da Tv Sorrisi e Canzoni che pubblica domani una sua intervista. Molte le frecciate e i giudizi tranchant sui vari ‘rivali’; diciamo che si ‘addolcisce’ solo con Alessio Vinci, ormai rubricato sotto la voce ‘deboli minacce’. Ma vediamo cosa pensa Vespa dei suoi colleghi giornalisti.

    Partiamo proprio da Alessio Vinci, suo diretto concorrente nella seconda serata tv (sebbene ormai lo scontro si limiti al mercoledì, visto che la seconda delle due puntate settimanali di Matrix andrà in onda di venerdì, tradizionale giorno di riposo per Vespa e i suoi). “E’ un gentiluomo – dice Vespa di Vinci – La differenza tra noi però è totale, generazionale e di formazione. Lui viene da un giornalismo anglosassone, io da uno mediterraneo. Lui da news molto strette; io ho avuto la fortuna di partire dall’elenco degli spettacoli al Tempo de L’Aquila, per arrivare a Porta a porta. Ho fatto veramente tutto e ho un’esperienza più larga. Negli scontri diretti vinco larghissimamente io. Vado a memoria su quest’anno: 62 a 15 o a 13, contando due-tre pareggi“. Una dichiarazione che ha il sapore di un paterno ‘pat-pat’ sulla spalla: il ragazzo non costituisce una minaccia….

    Riconosce i meriti, poi, di Giuliano Ferrara, a breve in onda con la nuova stagione di Qui Radio Londra in coda al Tg1 delle 20.00: “È tornato, fa i suoi cinque minuti. Giuliano è un campione assoluto, l’uomo più colto“.

    Nutrito invece il frangente di dichiarazioni sulla squadra de La7 (e non è un caso, visto che ormai solo La7 cerca di tenere alta la bandiera dell’informazione tv in chiaro, distribuendola senza riserve nel proprio palinsesto). Positivo, per Vespa, la sostituzione a In Onda di Luisella Costamagna con Nicola Porro, chiamato ad affiancare Luca Telese. “Lei funzionava, ma hanno fatto benissimo.

    La7 ultimamente scivolava un po’ troppo a sinistra” sentenzia Vespone.

    Veniamo quindi a Enrico Mentana, suo vero antagonista ai tempi del testa a testa con Matrix: “Il successo del suo Tg La7 è meritato. Ha la fortuna di non dover fare un tg generalista. Al Tg1 non potrebbe mai mandare in onda quel tg, ma uno decisamente più noioso“. Onore delle armi a un rivale all’altezza o frecciatina per la ‘fuga’ da Mediaset?

    Toni meno amichevoli per Gad Lerner di cui non approva la faziosità: “Non mi pare che sia l’esempio luminoso da seguire citato in commissione di vigilanza: dovete fare come Lerner! Ha altre virtù, ma uno non spegne il televisore dicendo: oddìo, non ho capito Lerner come la pensava, stasera…“.

    Ma la sua spina nel fianco resta Michele Santoro, verso il quale un certo ‘livore’ non si è mai sopito, nonostante l’uscita di Santoro dalla Rai. “Sarà sempre in prima linea – dice Vespa – Anche se ora inventa questa formula multimediale, non ha mai smesso di essere il trascinatore politico, colui che serve il popolo. È un signor professionista, anche se l’ho sempre considerato oggettivamente, serenamente, amichevolmente incompatibile con il servizio pubblico“. Un capolavoro di ‘diplomazia’.

    In conclusione un inatteso commento su Antonio Ricci, verso il quale un paio di settimane fa Gad Lerner aveva avuto parole di fuoco, definendolo “un profeta con le tasche gonfie”: “È il dominus della nostra tv – chiosa Vespa – Più di così… Fa quello che vuole, come vuole, quando vuole. Ha il successo che si è guadagnato, che cosa gli puoi dire?“. Invidia? Ammirazione? Frecciatina? Con Vespa è difficile disambiguare…

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