Breaking Bad, Bryan Cranston sa come finisce; Vince Gilligan “perplesso” per gli Emmy

Breaking Bad, Vince Gilligan perplesso per gli Emmy visto che la serie diventa sempre più dark; e Bryan Cranston ad EW

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    Vince Gilligan, Bryan Cranston ed Aaron Paul

    Sette nomination tra cui una come miglior serie drammatica ed una a testa per Bryan Cranston ed Aaron Paul: la marcia di Breaking Bad agli Emmy continua inarrestabile anche in questo 2010 (in totale sono 16 le candidature dal 2008 ad oggi), ed il creatore Vince Gilligan si è detto contento ma un po’ perplesso. “Ogni hanno la nomination ha un significato più ricco e profondo, ma la cosa mi fa anche riflettere perché ogni anno questo show diventa più dark: ma non diventiamo più dark perché è bello – ha aggiunto il creatore – stiamo raccontando la storia di un uomo che vende metanfetamine per soldi, e da questo non può venire niente di buono”. E non leggete il resto dell’intervista se non siete a pari con la terza stagione di BB…

    Bryan Cranston è stato intervistato da Entertainment Weekly dopo la nomination agli Emmy, ed ha rivelato di aver sempre saputo che il suo personaggio sarebbe cambiato drammaticamente: “Con Breaking Bad stiamo facendo qualcosa di mai sperimentato prima, cambiare completamente un personaggio e farlo diventare qualcuno di totalmente diverso, una cosa mai successa in televisione. Certe esperienze cambiano il modo in cui una persona vede le cose e le sue reazioni, ma è possibile diventare un signore della droga e un assassino quando prima si era un tranquillo insegnante di chimica?

    Particolarmente importante in tal senso il penultimo episodio della terza stagione, quando Walt uccide due spacciatori senza pensarci mezzo secondo: “L’episodio che più mi ha lasciato a bocca aperta è il dodicesimo – ha confermato Cranston ad EW – quello in cui Walt va da Jesse che vuole uccidere due persone e li investe con l’auto e quando vede che uno di loro è ancora vivo, prende una pistola e gli spara in testa”.

    Nel season finale abbiamo visto un flashback del passato con un giovane Walter White, e l’attore ha spiegato che “interpretare questi flashback è divertente, vedete un personaggio totalmente diverso rispetto al Walter di oggi, mi piace interpretare quel Walt perché è ancora speranzoso, ha un passo più leggero, non ha ancora due figli…e poi capite che state guardando un flashback, che queste cose sono passate”.

    Cranston ha poi aggiunto di non sapere come i telespettatori reagiranno a questo cambiamento di Walt, “all’inizio – ha spiegato – i telespettatori si immedesimavano in lui, che voleva provvedere alla sua famiglia: era l’uomo qualunque che tentava di fare la cosa giusta, ma ora è cambiato: i telespettatori rimarranno con lui, o lo abbandoneranno? Non lo sappiamo, ma per noi questa imprevedibilità è eccitante”.

    E se qualche giorno fa Vince Gilligan voleva una data di scadenza per non intaccare la qualità delle sceneggiature della serie, adesso Cranston rivela di sapere come la serie finirà, anche se non sa i dettagli: “So quale sarà la fine della serie, ma non so come ci arriveremo e non voglio saperlo: non c’è una strada prestabilita, troveremo la nostra strada. Non chiedo mai a Vince cosa succederà, anche lui non lo sa: magari ha un’idea ma poi – ha concluso l’attore – come successo negli anni passati con l’aggiunta di Bob Odenkirk (Saul), Giancarlo Esposito (Gus) e Jonathan Banks (Mike l’investigatore privato), le cose cambiano”.