Breaking Bad 4, intervista a Vince Gilligan sul finale di stagione

Breaking Bad 4, intervista a Vince Gilligan sul finale di stagione

All'indomani della fine di Breaking Bad 4, Vince Gilligan parla dell'evoluzione del season finale e dell'evoluzione dello show

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    Ieri sera in America su AMC è andato in onda il season finale della quarta stagione di Breaking Bad: in attesa di conoscere il responso del pubblico vi postiamo – ma attenzione agli spoiler – un’intervista che TV Squad ha fatto a Vince Gilligan per chiedere lumi sulla strepitosa puntata finale: si tratta di un’intervista fiume di Maureen Ryan di cui vi proponiamo le parti principali.

    Dopo una stagione di tensione, Breaking Bad si è chiuso ieri sera con una puntata da oltre un’ora e mezza in cui abbiamo tra l’altro assistito alla morte di Gus Fring, che il creatore di BB, Vince Gilligan, aveva in mente fin da prima di cominciare a scrivere la stagione: “Sapevamo che era un personaggio straordinario ma la città non era grande abbastanza per Walter White e Gustavo Fring: sin dagli inizi di questa stagione sapevamo che le cose avrebbero dovuto risolversi in una maniera o nell’altra, abbiamo discusso brevemente della morte di Walt – possibilità subito scartata – così come abbiamo discusso molte altre possibilità (inclusa la morte o comunque un qualcosa di terribile ai danni di Hank, Skyler o Jesse. Alla fine abbiamo scelto il minore di tutti i mali, avrei odiato se lo show fosse andato avanti senza Aaron Paul e non ci sarebbe stato show senza Bryan Cranston”.

    Non è escluso in futuro che rivedremo ancora un po’ di Gus Fring e forse di Tio Hector, e se è vero che Giancarlo Esposito si era integrato benissimo nei meccanismi dello show, ci sono state due stagioni senza la sua presenza: “Ovviamente perdere Gus non è perdere il Winnegabo, ma c’è stato un momento nella terza stagione in cui ho pensato che il Winnebago fosse un simbolo potente per lo show, una pietra ‘visuale’ di cosa sia Breaking Bad.

    Ma come abbiamo perso il Winnebago, pur non volendolo, abbiamo perso Gus Fring: d’altronde cerchiamo sempre di pensare che in questo show non ci sono vacche sacre”.

    Una delle domande cui il finale di Breaking Bad 4 non ha risposto è se Walt ha avvelenato Brock (non con la ricina, come si pensava, ma con un altro veleno), Gilligan ha spiegato che preferisce siano i fan a rispondere a questa domanda, ma che “per quanto mi riguarda, lo ha fatto, per una ragione molto pragmatica, l’autoconservazione, non per proteggere solo se stesso, ma la sua famiglia): un gesto audace e disperato che è servito a riavvicinare Jesse – anche se Jesse avrebbe potuto ucciderlo, possibilità molto concreta nell’episodio 4.12 – ma anche un atto compito con sangue molto freddo, che avvicina sempre più Walt all’inferno”.

    Per quanto riguarda la sempre crescente malvagità di Walt, “non usiamo la scusante che deve proteggere la famiglia – ha detto Gilligan – l’idea di fondo dello show sin dal primo giorno era di prendere un uomo buono e farlo diventare cattivo: ad un certo punto si smette di fare il tifo per il cattivo, che – sperabilmente – rimane sempre interessante. La storia è piena di cattivi – da Darth Vader a JR – che sono coraggiosi, intelligenti e vivono la vita come vogliono: non facciamo il tifo per loro ma li rispettiamo, e la stessa cosa succede probabilmente per Walter: non condividiamo i suoi metodi, ma ammiriamo la sua intelligenza per come sa uscire fuori dalla situazione, anche se tutto quello che gli è successo – come abbiamo visto nella prima stagione, quando Walt rifiutò l’offerta del suo ricchissimo ex partner di laboratorio – è fondamentalmente colpa sua”.

    Per quanto riguarda la quinta stagione e ultima stagione da 16 episodi di Breaking Bad, non è chiaro come verrà trasmessa – “questo spetta ad AMC”, ha detto Gilligan, secondo cui probabilmente verrà trasmessa in due parti – mentre sul fronte creativo ci si comincerà a pensare a metà novebre, quando riapriremo la stanza degli sceneggiatori: “Vorrei che questo show non finisse mai, ma deve farlo – ha concluso lo sceneggiatore – Breaking Bad ci mancherà terribilmente quando non ci sarà più, ma ora come ora siamo concentrati sul chiudere al meglio lo show, lo dobbiamo ai telespettatori che ci hanno portato fin qui”.

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