Boss in incognito, anticipazioni prima puntata: Rai2, Costantino Della Gherardesca e il lavoro

Boss in incognito: su Rai2 Costantino Della Gherardesca da lunedì 27 gennaio alle 21

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    Un vero Boss in incognito? Ha tutte le carte in regola per approdare definitivamente nel mondo della conduzione. L’ascesa, da concorrente “prestato” alla tv, a conduttore di punta di Rai2, potrebbe consacrarsi con la nuova produzione del servizio pubblico, in collaborazione con Endemol Italia:

    Boss in incognito, adattamento di Undercover Boss, sbarca sulla seconda rete italica da lunedì 27 gennaio 2014, con al timone Costantino Della Gherardesca.

    Insomma, se gli ascolti confermassero e/o superassero la media di rete (il 7,5%), il “grande salto” di Costantino Della Gherardesca è presto detto, fatto: prendete un po’ di sano snobismo, shakerate con una fisicità non perfetta (in una tv di silhouette e stakanovisti) e aggiungete un pizzico di (auto)ironia;

    il conduttore è pronto a debuttare su Rai2 col nuovo docu-reality sul mondo del lavoro che – dice – avrà poco a che vedere con The Apprentice su SkyUno e che vede la partecipazione di Flavio Briatore, dopo l’esperienza gradevole alla conduzione di Pechino Express 2 (prodotto da Magnolia).

    Dunque, Boss in incognito non sarà The Apprentice. Su questo non c’è dubbio. A chiarirlo è lo stesso conduttore alle pagine de Il Mattino, in cui spiega le sostanziali differenze col talent show della tv satellitare:

    «Un programma a suo modo sovversivo, diverso da tutti i talent. E lontanissimo da The Apprentice, che pure si rivolge al mondo del lavoro: lì c’è Flavio Briatore, amico e socio della Santanché, mentre io mi sento più serenamente vicino ai lavoratori».

    Una sperimentazione in tv su cui i dirigenti e gli addetti ai lavori sembrano voler puntare abbastanza, fiduciosi del connubio che porta diverse novità (la conduzione e un nuovo format in Italia, già di successo in diversi paesi), complice anche un numero non eccessivo di quattro puntate, avvalendosi dell’arte fine del montaggio:

    «Si tratta di un talent show completamente fuori dalle regole, non parla di lusso, vip, celebrità assortite. E’ tutto girato in esterno e io faccio il narratore: il conduttore lo fa il montaggio, perché dopo aver girato tutto diventa fondamentale la confezione. Ho tolto i panni del pagliaccio per mettermi quelli del servizio pubblico: un’esperienza emotivamente molto coinvolgente che spero possa avvicinare gli spettatori alla vita reale e riesca ad evitare quel sapore di casta, l’intrattenimento vecchio stampo che si respira in tanti dibattiti in studio».

    Gli ascolti? Non sembrano la prima preoccupazione, se è vero che…

    «Sarebbe bello arrivare al 6%, ma comunque saremo sempre meglio di certe serie tv recitate pessimamente e finte dall’inizio alla fine».

    Come dargli torto anche se, forse, era meglio non usare l’inflazionato termine “Boss”, nel titolo, già frutto di polemiche per Real Time e non così gradevole per tutti i telespettatori, a quanto pare. Comunque, il programma è scritto da Cristiana Farina, Alessia Ciolfi, Yuri Grandone e Giona Peduzzi, mentre la regia è affidata a Giorgio Romano (subentrò alla regia di Stefano Sartini a La Pupa e il Secchione, su Italia1, nel 2010).

    Anticipazioni prima puntata: il primo ‘Boss’ è il romano David Assan

    Il protagonista della prima puntata di Boss in incognito è David Hassan, proprietario e presidente di un’importante realtà nel campo dell’abbigliamento e della camiceria internazionale. David vive a Roma con sua moglie e i suoi cinque figli. E’ un uomo che ha tutto, fuorché una cosa fondamentale: il tempo. La sua famiglia lo vorrebbe di più a casa, ma il lavoro gli impedisce di dedicarsi a loro come vorrebbe. Hassan ha deciso di andare sotto copertura perché in questo momento di crisi anche le aziende che sono riuscite a tenersi a galla devono stare in guardia.

    L’unico modo per continuare a crescere è rendere la filiera produttiva impeccabile, dalla fabbrica alla vendita al dettaglio. David vuole ottimizzare ogni più piccolo particolare della sua azienda. E, per farlo, non può che calarsi in essa partendo dal basso. Ovviamente in incognito. Si spoglierà del suo completo firmato e vestirà i panni di magazziniere, di autista delle consegne, di operaio nella sua fabbrica e persino di commesso. E in questa veste non avrà più a che fare con business-men come lui ma con esigenti e incontentabili clienti che metteranno a dura prova la sua pazienza. David sarà ancora allenato fisicamente e mentalmente a questo genere di lavoro di prima linea? Riuscirà a trovare falle da correggere per rendere perfetto il suo sistema? Verrà riconosciuto?

    Ma gli obiettivi di David non sono solo questi. Tra i suoi compiti principali ci sarà quello di individuare tra i suoi impiegati delle persone meritevoli, che gli insegnino, man mano, un lavoro e che lo aiutino a scoprire i punti critici della sua azienda. Persone che alla fine, tornato nei suoi panni da Boss, premierà, perché una grande azienda non è nulla senza grandi dipendenti.