Bonolis: “Si vuole delegittimare Sanremo”

Bonolis: “Si vuole delegittimare Sanremo”

In un'intervista rilasciata a Radio Radio questa mattina, Paolo Bonolis risponde alle critiche sollevate in questi giorni dai media e dalla politica circa il milione di euro percepito come compenso

    Paolo Bonolis all’Ariston

    Paolo Bonolis interviene in diretta a Due di Tutto, trasmissione di Radio Radio condotta da Marcello Micci e Roberta Lupi, per fare il punto sulle immancabili polemiche che precedono, accompagnano e seguono il Festival di Sanremo. “E’ un classico di Sanremo, si vuole delegittimare il Festival, quest’anno mi sembra con particolare acrimonia, con qualsiasi stratagemma, anche quello del mio compenso”.

    Ne parlavamo proprio questa mattina: che si parli male del Festival è un esercizio connaturato all’evento stesso. Per di più tirar fuori la questione del compenso di Paolo Bonolis quattro mesi dopo il suo annuncio ci sembra davvero pretestuoso, ancor più se viene utilizzato per costruirci una polemica politica.

    E in mattinata Paolo Bonolis è intervenuto in diretta a Radio Radio non solo per presentare l’imminente Festival, al via martedì 17, ma anche per rispondere alle polemiche suscitate in questi giorni dal suo compenso.

    Con il suo solito stile un po’ verboso, Bonolis attacca il circo che si scatena intorno al Festival, consapevole di essere, per ruolo, nell’occhio del ciclone. “E’ un classico del Festival – dice Bonolis – si crea sempre, ma quest’anno noto con una particolare acrimonia, la stessa volontà, da parte di non so quali persone che portano dentro delle infelicità, la volontà di delegittimare un’occasione di serenità. C’è la voglia – sottolinea – di veder tutto intristito, brutto e si usa allora qualsiasi stratagemma, anche questo mio ultimo del compenso”.

    A proposito del tanto contestato milione di Euro di contratto Bonolis chiarisce: “Se avessi fatto qualcosa che non quadrava non lo avrei fatto. È un’offerta che mi è stata fatta e ho accettato. Sono 8 mesi di lavoro ed è impegnativo in un mercato, quello televisivo, che per 8 mesi se vuole fare qualcosa in un certo modo ha una determinata tariffa. Niente di trascendentale, anche perché è la medesima degli anni precedenti. Solo che quest’anno torna utile sviluppare il discorso, come se il problema fosse questo e non altri. L’importante è la gestione delle problematiche. Invece di risolverle facciamo pensare che siano altre e a quelle a cui veramente bisognerebbe mettere mano non ci pensa nessuno. C’è sempre questa enorme fronda di persone che cercano di delegittimare tutto, di gettare ombre su ogni cosa.

    Ti fanno vivere la cultura del sospetto, dell’intrigo. Sembra non ci sia più niente di bello e meraviglioso al mondo. Non che noi – aggiunge – si sia belli e meravigliosi, però si prova a regalare un’emozione che è una cosa normale e uno dei motivi per stare ancora con gli occhi aperti invece di andare nell’aldilà“.

    Il ‘conflitto’ con la critica è quindi aperto: “Sono cosciente delle aspettative alte, ma il mondo si divide in quelli che fanno e in quelli che criticano. E’ molto più semplice distruggere che costruire: per distruggere basta un attimo, basta una parola”.

    Per risollevarsi d’animo, “visto che non c’è cosa che mi intristisce di più che vedere una persona che cerca di sorridere e un’altra che cerca di togliergli il sorriso“, Bonolis parla della musica del Festival e soprattutto dei suoi giovani. “Grandi canzoni quest’anno, anche tra i giovani, visto che i loro brani sono stati lavorati da grandi della musica che accompagneranno le Proposte sul Palco giovedì sera. Sono giovani eccellenti, scelti proprio da coloro che gli faranno da padrini, che hanno come si dice l’orecchio assoluto, e che hanno letto nelle loro capacità interpretative grandi potenzialità. In prova ho vissuto esperienze forti con i loro brani, una speranza per il futuro della nostra musica”.

    Tra i padrini anche personaggi che non sono mai saliti sul palco dell’Ariston, come Pino Daniele o Burt Bacharach, vera leggenda della musica internazionale la cui partecipazione è paragonabile a quella di Louis Armstrong o José Feliciano. E riprendendo la questione dei critici pronti a sparare a zero Bonolis aggiunge: “Ci sono persone che vogliono fare le cose con passione e con il cuore e che saranno con noi sul palco. L’importante è che la gente sappia distinguere”.

    Grande attesa anche per l’arrivo delle conigliette di Playboy: “Anche questa è una delle meravigliose facce dell’ipocrisia. Le conigliette sono un aspetto di una rivista che ha attraversato la storia della cultura mondiale per 50 anni: ci hanno scritto Hemingway, Truman Capote, Umberto Eco, è una rivista che ha segnato un cambiamento profondo nel nostro modo di accedere alla morale. Sarà un momento sicuramente divertente”.

    Ultima notazione per il gruppo ospite di giovedì, i giamaicani Easy Stars All Star: “Li ho ascolti di straforo quest’estate e li ho trovati inzialmente un po’ folli: hanno rivisitato i Pink Floyd in chiave reggae e hanno riscritto Dark Side of the Moon. Un esperimento piacevolissimo, un disco bellissimo, una di quelle sfaccettature della della musica che un palcoscenico come Sanremo deve scovare e presentare”.

    Noi restiamo in ascolto, martedì è vicino e saremo lì a seguire il Festival: perché Sanremo è Sanremo.

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