Bondi: “Tg troppo morbosi, pensiamo ai bimbi”

Il Ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi, critica l'atteggiamento dei telegiornali italiani, troppo inclini alla morbosità soprattutto nel trattare casi di cronaca nera

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    Il Ministro Sandro Bondi richiama i tg italiani: troppa morbosità nel raccontare fatti di cronaca nera, senza rispetto per i più piccoli che durante i telegiornali sono davanti al televisore. Al Ministro non è piaciuto il trattamento riservato alla news sul Babbo Natale killer che ha sterminato una famiglia lo scorso 25 dicembre.

    Ogni tanto monta la polemica sulle forme dell’informazione giornalistica italiana: questa volta nel mirino non c’è la parzialità di qualche conduttore di trasmissioni di approfondimento politico, bensì le scalette e il trattamento delle notizie da parte dei tg nazionali.

    Ad aver scatenato ‘l’ira funesta’ del ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, il reiterato compiacimento con cui sono state trasmesse immagini e resoconti della strage compiuta in California da un uomo travestitosi da Babbo Natale che nel gorno della nascita di Cristo ha sterminato la famiglia della sua ex-moglie. Una notizia certo troppo ghiotta per poter essere ignorata, ma che per il ministro è stata raccontata con eccessiva dovizia di particolari, turbando i più piccoli legati alla bonaria immagine del vecchietto che porta i regali a bordo della sua slitta.

    L’informazione, sia pubblica che privata, tratta vicende di cronaca nera senza alcuna cautela e senza alcuna considerazione di chi guarda la televisione, almeno in alcune fasce di ascolto. Qualche giorno fa tutti i telegiornali hanno dato grande risalto ad una notizia raccapricciante e orribile, dagli effetti imprevedibili sulla psicologia dei bambini, ripetuta da tutti i telegiornali il giorno di Santo Stefano, con la solita morbosità nel raccontare i particolari e nell’indugiare nell’orrore senza fine“: questo l’attacco del Ministro che ha poi spiegato di essersi trovato in difficoltà davanti al proprio figlio che gli chiedeva ragione di tanta crudeltà. Continua, infatti, il ministro: “Non ho potuto e saputo spiegare a mio figlio le ragioni di tanta cieca ferocia, che non ha pietà dei bambini e che avviene proprio alla vigilia del Natale, cioè nel giorno in cui la famiglia si riunisce nel segno del calore degli affetti. Possibile che nessuno sia in grado di calcolare le conseguenze che tali notizie hanno nell’animo dei bambini?“.

    Le dichiarazioni, rilasciate in un’intervista a Il Tempo, si concludono con un invito, quello di dare più spazio alle buone notizie: “Possibile che i telegiornali siano diventati una serie ininterrotta di notizie catastrofiche, di racconti dell’orrore, di fatti di sangue? Siamo proprio sicuri che non vi sia spazio in televisione per un’informazione che parli del bene che tante persone promuovono senza alcun tornaconto?“. Missione apprezzabile, peccato che non sia proprio in linea con alcuni capisaldi del giornalismo.

    In ogni caso Emilio Fede, direttore del Tg4, non esita a dare ragione al ministro, rivendicando la sua linea editoriale, da tempo poco incline a morbosità che offendano i più piccoli; su opposte posizioni, invece, il direttore di RaiNews24, Corradino Mineo, che sposta il focus sul cattivo giornalismo, ben più pericoloso di una notizia ‘scomoda’: la soluzione non sta nell’autocensura pedagogica, ma sul recupero dello stile e del mestiere. E su questo ci troviamo d’accordo: cosa dire, infatti, dei tg ridotti sempre più a rotocalchi rosa, con rubriche gastronomiche, spazio shopping e viaggi, gossip e chi più ne ha più ne metta? Senza contare la ‘sciatteria’ di alcuni servizi.

    La questione sollevata da Bondi, per quanto condivisibile e ragionevole, ha per noi un difetto di fondo, che accomuna le sue ‘riflessioni’ alle prese di posizione del Moige: non si può eliminare dalla tv tutto quello che i genitori sono ‘culturalmente’ impreparati a spiegare ai propri figli. Il mondo reale non ha niente a che fare con le favole di Disney Channel.