Berlusconi: “In Rai lavorano solo ‘prostitute’ e raccomandati di sinistra”

Berlusconi: “In Rai lavorano solo ‘prostitute’ e raccomandati di sinistra”

Berlusconi:"In Rai lavorano solo 'prostitute' e raccomandati di sinistra"

    Silvio Berlusconi

    Incauta dichiarazione del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, prima di un pranzo con gli eurodeputati del suo partito: “Voglio essere chiaro: lo sanno tutti nel mondo dello spettacolo, in certi situazioni, in Rai, si lavora soltanto se ti prostituisci oppure se sei di sinistra“. Siamo sicuri che seguiranno un comunicato esplicativo e una bufera politico-istituzionale.

    La “notizia” è stata appena battuta dall’Ansa e si attendono, come consuetudine, chiarimenti sulle affermazioni, che appaiono però piuttosto nette. “In Rai non c’è nessuno che non sia stato raccomandato, a partire dal direttore generale che non è certo stato scelto attraverso una ricerca di mercato” ha aggiunto Berlusconi, cui immaginiamo risponderanno, a stretto giro di posta, i vertici di Viale Mazzini. Ma del resto il leader di Forza Italia e padre del prossimo Partito del Popolo delle Libertà non ha certo tutti i torti: del resto il sistema dello spoil system (non propriamente meritocratico) ha permesso la nomina della sua segretaria Debora Bergamini alla direzione dell’Ufficio Marketing durante il suo governo.

    In ogni caso il tema della raccomandazioni (e del conseguente nepotismo) in Rai è uno dei cavalli di battaglia anche del più “antipolitico” dei comici italiani, Beppe Grillo: qui potete rivedere un estratto del suo spettacolo – tratto da una recente puntata di Annozero, in cui elenca, con nomi e cognomi, figli, fratelli, mogli, insomma gruppi parentali che lavorano nella Tv di Stato. Ma da qui a accusare quanti lavorano in Rai di “prostituzione” (non si sa se Berlusconi la intendesse “ideologica” o meno) pensiamo ci sia qualche differenza.

    Restiamo in attesa di smentite e aggiornamenti.

    Intanto, sulla questione delle intercettazioni che lo hanno visto protagonista con Agostino Saccà, ex presidente di RaiFiction, dichiara che si è trattato di un atto criminale: “Non ho sentito le intercettazioni, ma non c’è nulla di preoccupante salvo che siamo in un Paese in cui non c’è più la libertà“. E ha aggiunto: “Si tratta di una cosa veramente criminale. Quello che è successo è un attacco violento all’intimità, al diritto di privacy e alla vita di qualcuno. Mettere on line ciò che qualcuno dice al telefono, parlando liberamente, significa attaccare la privacy”. Per approfondire la questione e rinfrescarsi la memoria sugli avvenimenti cui si riferisce il leader di Forza Italia vi consigliamo di rileggere un nostro articolo di qualche giorno fa, disponibile qui.

    561