Berlusconi querela Report, l’Agcom diffida il Tg1 e richiama il Tg4

Berlusconi querela Report, l’Agcom diffida il Tg1 e richiama il Tg4

Silvio Berlusconi querela Report per diffamazione, l'Agcom diffida il Tg1 e richiama Tg4 e Studio Aperto per forti squilibri a favore della maggioranza e del governo

    Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha deciso di querelare per diffamazione Report per la puntata di domenica scorsa, 17 ottobre, incentrata sulle ville del Premier ad Antigua e sui suoi interessi nei paradisi fiscali. Di contro l’Agcom diffida il Tg1 di Augusto Minzolini per il “forte squilibrio” a favore della maggioranza e del governo e richiama il Tg4 e Studio Aperto: qualora tali comportamenti dovessero continuare, verranno presi dall’Agenzia Garante per le Comunicazioni seri provvedimenti.

    Silvio Berlusconi è pronto a querelare Report per diffamazione: stando all’avvocato del premier, Niccolò Ghedini, Report (o meglio tutti i responsabili del programma) verrà citato in sede civile con richiesta di integrale risarcimento dei danni. “Non guardo più questa tv di sinistra” avrebbe detto il premier durante l’Ufficio di presidenza del Pdl di mercoledì scorso. Milena Gabanelli, per quanto preoccupata, non si scoraggia e annuncia battaglia: “Ci difenderemo… la differenza fra me e lui è che se io mi sento diffamata non posso tirare in tribunale lui, mentre lui può’ tirare in tribunale me“.

    L’Agcom, invece, diffida il Tg1 e richiama il Tg4 e Studio Aperto per il “forte squilibrio a favore della maggioranza e del governo” e minaccia ulteriori provvedimenti nel caso in cui la situazione non dovesse cambiare.

    Un’allerta che ha raccolto il plauso di Pd e Idv, che da tempo evidenziano la condotta ‘faziosa’ del Tg di Augusto Minzolini, che però non ci sta: “Non mi risultano disparità di trattamento – ha detto il direttore del TG dell’ammiraglia Rai che contesta peraltro i dati cui si appella l’Agcom, diversi da quelli dell’Osservatorio di Pavia – Rai e Autorità dovrebbero mettersi d’accordo per prima cosa sui dati da utilizzare. In più nell’ultimo periodo le vicende politiche hanno riguardato prevalentemente la maggioranza e il governo, così come in estate il governo resta presente, mentre i politici vanno in vacanza e c’è un problema di reperibilità“. A suo fianco Minzolini trova il dg della Rai Mauro Masi (“Non ritengo che il Tg1 non sia sufficientemente pluralista“) e Daniele Capezzone (“Minzolini ha avuto il coraggio di rompere una cappa di conformismo“).

    Secco il direttore del Tg4, Emilio Fede che non intende accettare richiami “da un parlamentino spesso suggestionato da scelte ideologiche“. “Faccio da 50 anni questo mestiere, ho 27 anni di Rai e 20 anni di Mediaset alle spalle e rispondo deontologicamente a quello che sono” ha aggiunto Fede. Più cauto Giovanni Toti, direttore di Studio Aperto, che fa sua una delle motivazioni adottate da Minzolini per difendersi: “Questi richiami hanno sicuramente un loro senso, bisognerebbe però tenere presente la notiziabilità degli eventi“.

    La situazione dell’informazione in Italia si fa sempre più deprimente, almeno questa è la nostra sensazione. Voi che ne pensate?

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