Berlusconi, Processo Mediaset: rischio 3 anni e 8 mesi per evasione fiscale

Berlusconi, Processo Mediaset: rischio 3 anni e 8 mesi per evasione fiscale

Berlusconi condannato a tre anni e otto mesi per evasione fiscale

da in Mediaset, Silvio Berlusconi
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    Berlusconi nel processo Mediaset

    Guai in vista per l’ex-premier Silvio Berlusconi, che, tra i tanti processi a suo carico, è chiamato ad affrontare – e nella migliore ma improbabile delle ipotesi, a superare – quello legato alla compravendita dei diritti televisivi Mediaset, iniziato un anno fa. Il processo regge su un’accusa ben precisa, secondo la quale Berlusconi avrebbe gonfiato i profitti dell’impero che gli ha permesso di governare per anni e anni dal 1994, attraverso società offshore ed evasione fiscale, ai danni dello stato e non solo: uno tra i tanti paradossi a cui siamo abituati, purtroppo, e che potrebbe costargli ben tre anni e otto mesi di detenzione. Rifacendoci all’accurata descrizione del sito Iljournal.it, veniamo ai dettagli: ‘Il processo Mediaset – così esordiva la redazione nel 2011 – è uno dei procedimenti giudiziari a carico di Silvio Berlusconi. Nata da un filone del processo All Iberian, l’inchiesta si concentra su una presunta compravendita di diritti televisivi effettuata da Mediaset con altre società offshore, sempre riconducibili al gruppo di Berlusconi, con l’intento di far lievitare il prezzo e accumulare fondi neri all’estero su cui non venivano pagate le tasse‘. Frode fiscale, insomma.

    In pratica – prosegue Iljournal.itl’ipotesi dell’accusa è che Mediaset non avesse acquistato direttamente negli Stati Uniti i diritti televisivi per trasmettere alcuni programmi o film, ma avesse costituito una serie di società con sede legale in paradisi fiscali (offshore) incaricandole di acquistare appunto i diritti televisivi e rivenderseli tra di loro maggiorando ad ogni passaggio il prezzo‘.

    Ed ecco cosa avrebbe fatto Mediaset, secondo l’accusa:

    Alla fine [...] avrebbe acquisito i diritti pagandoli più del reale valore ma il surplus generato sarebbe rimasto comunque a disposizione di queste aziende offshore intestate a diversi prestanome.

    Si generavano quindi fondi neri (280 milioni di euro in dollari, lire, franchi francesi e svizzeri e fiorini olandesi) su cui non venivano pagate le tasse e oltre al fisco venivano frodati anche gli azionisti di Mediaset‘.

    Il processo è arrivato a una svolta, visto che il pm di Milano, Fabio De Pasquale, oggi chiede che Berlusconi venga condannato a oltre tre anni di reclusione assieme a Confalonieri, per il quale, invece, il magistrato ha proposto quattro mesi in meno; con loro sono accusate altre otto persone, tutte per lo stesso e vergognoso motivo: evasione fiscale ai danni dello stato e degli investitori (e a favore, ovviamente, dell’ex-premier).

    Tutto deriverebbe dalla presenza delle impronte digitali di Silvio Berlusconi sui fondi neri; il pm vede in lui ‘l’apice della catena di comando dei diritti fin dal 1998‘ e ‘non può essere considerato come gli altri per il ruolo che ha avuto in politica in qeusti anni‘.

    Berlusconi ha ritenuto assurde tali teorie ed è pronto a dare battaglia. La vicenda, comunque, sembra essere destinata a concludersi una volta per tutte. Il boss di Mediaset la spunterà?

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