Berlusconi parla per tre ore e cancella il Tg1

Berlusconi parla per tre ore e cancella il Tg1

Dura tre ore la conferenza stampa di fine anno di Berlusconi e slitta l'edizione delle 13

    Silvio Berlusconi si dilunga nella consueta conferenza stampa di fine anno a Villa Madama e salta l’edizione delle 13.30 del Tg1. Beh, ‘dilungare’ è un po’ un eufemismo, visto che il premier ha parlato per circa tre ore, rispondendo in maniera non proprio concisa alle tante domande dei giornalisti presenti. “Una conferenza stampa degna di dittatori come Kim il Sung” commenta Pierluigi Bersani. In alto un estratto della conferenza.

    E’ la prima volta che un Tg slitta per far spazio a una conferenza stampa politica: in altri casi si è provveduto a interrompere la conferenza per dare spazio all’informazione. E si fa fatica a ricordarne una così lunga: è durata, infatti, tre ore (senza alcuna interruzione) la conferenza di fine anno promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, appuntamento canonico del periodo pre-natalizio. Berlusconi non si è certo risparmiato e, dimentico dei tempi televisivi, ha amabilmente chiacchierato con i giornalisti elencando tutti i propri successi personali e gli obiettivi raggiunti dal suo Governo.

    Il Tg1 non ha potuto, quindi, che lasciargli spazio, cancellando di fatto l’edizione delle 13.30. “Nessuno ha notato la differenza” ha commentato ironicamente questa sera David Parenzo ai microfoni della Zanzara di Radio24. Qualcuno invece se n’è accorto: dall’opposizione si sono levate proteste e cori unanimi di dissenso per il monologo del Premier, la cui logorrea è stata paragonata dal leader del PD, Pierluigi Bersani, al dittatore coreano Kim Il Sung. “Ma in quale paese europeo succedono cose così?” si chiesto retoricamente Bersani.

    Si agita anche la Commissione di Vigilanza Rai: il commissario PD Vincenzo Vita punta il dito contro il direttore del Tg1, Augusto Minzolini.

    Nel vasto campionario delle scelte gravissime, scorrettissime, faziosissime, e manipolatorie del Tg1 minzoliniano – si legge in una sua nota – ci mancava anche la diretta fiume della conferenza stampa del presidente del Consiglio. C’è solo da chiedersi fino a quando andrà avanti questa storia“.

    Ma Minzolini si difende, archiviando tutte le proteste come “scemenze”: “Era l’avvenimento del giorno. Dovevo forse tagliare gli ultimi interventi che tra l’altro riguardavano i giornali dell’opposizione come L’Unità e Il Fatto? Mi avrebbero detto che tagliavo il contraddittorio…” risponde Minzolini. Chi avrà ragione?

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