Berisa, Becucci, Baldini: il lato B dei reality

Berisa, Becucci, Baldini: il lato B dei reality

Ferdi Berisa vince il Grande Fratello 9 e completa il tris di vincitori dei reality con Matteo Becucci a XFactor, e di Marco Baldini a La Fattoria: lato B del reality non solo per il comune cognome con la B, ma soprattutto per l'essere delle persone 'comuni', con storie non semplici alle spalle

    Ferdi Berisa, Matteo Becucci, Marco Baldini

    Ferdi Berisa ha vinto il Grande Fratello 9, Matteo Becucci XFactor 2, Marco Baldini La Fattoria 4: cosa hanno in comune i tre vincitori? Oltre alla B del cognome il low profile, l’impegno, la costanza, l’avere delle storie alle spalle non facili. Tre persone ‘normali’, in contesti ipercompetitivi, che non hanno cercato la polemica per emergere. E il pubblico li ha premiati.

    A dire il vero anche i secondi classificati rispecchiano questa tendenza, rivelandosi sostanzialmente intercambiabili ai vincitori. Un po’ come successo l’anno scorso al GF8 tra Teresa Stinziani e Mario Ferretti.
    Al posto di Ferdi Berisa ci sarebbe potuto essere Marcello Torre Calabria, vincitore morale di questa edizione, e non per questo sarebbe cambiata di molto la morale della favola, l’elemento determinante che emerge in una storia al momento della sua chiusura.
    Certo, Ferdi e Marcello sono molto diversi per carattere, formazione, esperienze e stile di vita: due grandi lavoratori, senza dubbio, ma se in Marcello resiste un’ingenuità straordinaria per i suoi 31 anni, Ferdi ha una consapevolezza e una ‘maturità’ diversa, derivata dai suoi 22 anni vissuti a velocità doppia.

    In comune l’aver lottato per tutta la vita dall’emarginazione, come ha notato Signorini durante la finalissima che potete ripercorrere con la nostra blogcronaca.

    Emarginazione razziale per il montenegrino di origini rom sbarcato in Italia da clandestino a 9 anni, avviato alla malavita dal padre e poi affidato all’Istituto Don Orione di Fano, che però si è rimboccato le maniche, ha vissuto da solo, ha studiato, ha trovato un buon lavoro, si è ben integrato a Fano, canticchia Gaber e De André ed è ‘condannato’ alla diversità per lo stato di apolide che non gli permette di lasciare l’Italia e viaggiare come i suoi coetanei. Un motto: “Siamo nati per qualcosa di grande”.

    Emarginazione sociale per Marcello che dal primo giorno confidava a Gianluca di non avere nessun vero amico per la sua timidezza, la sua ‘stravaganza inconsapevole’, il suo carattere permaloso, il suo essere sopra le righe senza volerlo: in una parola si potrebbe definire lo ‘sfigato’ del gruppo, che si sveglia ogni mattina alle 3.30 per andare al lavoro e scimmiotta ‘quelli giusti’.

    Entrambi sono poi stati accusati dai compagni del Grande Fratello 9 di essere ‘calcolatori’: a Ferdi è stato rinfacciato di aver usato la sua storia per vincere, anche perché da subito è stato individuato come il potenziale trionfatore, considerato il passato che ha immediatamente colpito pubblico e concorrenti; a Marcello è stato contestato il pensiero fisso della vittoria, l’aver più volte dichiarato di essere il più bisognoso. Un vittimismo che a metà avventura l’ha sicuramente penalizzato: ma il pubblico lo ha sempre sostenuto, facendogli superare più di una nomination.

    A XFactor 2 tra Matteo Becucci e i Bastard Sons of Dioniso ci sono stati solo 16 voti di differenza e questo già può essere un dato indicativo: concentrati sulla musica, pronti a ogni sfida, sempre disponibili a seguire le indicazioni dei capitani e dei vocal coach.
    Ugualmente Morena Funari è stata l’altra outsider de La Fattoria 4, vinta, come detto ieri, da un ‘signore’.

    Insomma la polemica ad ogni costo non paga, anzi pare essere finalmente diventata controproducente nei reality. Speriamo se ne accorgano presto anche gli autori.

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