Benigni su Rai 1 decanta La Costituzione e critica Berlusconi [VIDEO]

Benigni su Rai 1 decanta La Costituzione e critica Berlusconi [VIDEO]

La più bella del mondo, Roberto Benigni ha portato su Rai 1 uno show dedicato alla Costituzione italiana: il meglio del programma

    La più bella del mondo è andato ieri in onda su Rai 1: lo show di Roberto Benigni ha portato la Costituzione italiana in prima serata. I primi 12 principi fondamentali letti e commentati dal comico toscano. Parlando di quegli articoli che hanno ispirato altri Testi costituzionali in altri Paesi europei e non, quegli articoli che la rendono, secondo il premio Oscar, la più bella del mondo. Tutti ai tempi presenti, nessun passato, tutto scritto da quei padri Costituzionali a cui Benigni ha anche dedicato un pensiero. La serata è stata un successo di pubblico, ed è stata vista da 12.619.000 milioni di telespettatori con il 43,93% di share. Oltre al commento, la serata di Rai 1 verrà ricordata anche per alcune frecciatine che Benigni ha inviato a Silvio Berlusconi.

    A inizio serata, il comico ha subito punzecchiato l’ex premier Silvio Berlusconi per il suo ritorno in politica: ‘A dicembre ci sono due brutte notizie: una è la fine del mondo, mentre l’altra notizia… Tra tutti gli italiani ce n’è uno che potrebbe andare in pensione ma non c’è verso che ci vada, si ripresenta la sesta volta, la settima si riposa‘. Il comico voleva parlare anche di altri politici, ma con il ritorno di Silvio Berlusconi, c’è poco spazio per gli altri: ‘Volevo occuparmi di Renzi, di Bersani, di Alfano per dieci minuti e poi passare alla Costituzione. È tornato lui: c’è spazio per due ore e mezza‘. E continua: ‘Berlusconi ha un sogno nella testa: vorrebbe fare il presidente della Repubblica. Sarebbe l’unica maniera di vedere la sua immagine dappertutto, di vederlo in una caserma dei carabinieri‘. Renzi, invece, : ‘è l’unico uomo di sin… No, è l’unico uomo di Firenze che è andato a cena da Silvio ed ha trovato solo maschi’. Prima di passare alla bellezza del nostro testo costituzionale c’è il tempo di parlare dell’intervista di Domenica Live a Berlusconi, secondo il comico risaliva al 1994. Il Giornale ha anche pubblicato il cachet del regista toscano, secondo alcune indiscrezioni Benigni è stato pagato dalla Rai 5,8 milioni di euro per la serata di ieri.

    L’inizio dello show e la ricandidatura di Silvio Berlusconi

    Un saluto subito al presidente Giorgio Napolitano e la butta subito sul ridere e parla al telefono con il papa. E il ringraziamento a Silvio Berlusconi che a detta del comico è “superiore” allo stesso Dio.

    I padri costituenti

    Il testo è stato redatto dall’Assemblea Costituente, le sedute si svolsero fra il 25 giugno 1946 e il 31 gennaio 1948 e fra i “padri” anche Giulio Andreotti, Alcide De Gasperi e il futuro presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.

    L’articolo 1

    Il primo articolo, che apre la sezione dei 12 principi fondamentali, recita: ‘L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione‘.

    L’articolo 3

    L’articolo 3 riporta il principio di uguaglianza.

    Ecco il commento del comico toscano.

    L’articolo 4

    Il quarto articolo è dedicato al lavoro: ‘La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società‘.

    L’articolo 5

    L’articolo 5 ruota, invece, intorno alle autonomie locali , mentre il sei è dedicato alle minoranze linguistiche presenti in tutto il territorio del nostro Paese, dalla Valle d’Aosta alla Calabria.

    Il commento di tutti i 12 articoli

    I dodici articoli compongono la sezione dei principi fondamentali.

    Il porcellum

    All’interno della serata si è parlato anche del tanto criticato “porcellum”, la legge elettorale che tutti (o quasi tutti) vogliono cambiare e che secondo il comico toscano è una norma che risale al Medio Evo.

    Le conclusioni

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