Che Tempo che Fa 15/4/12: Benigni (e Littizzetto) show tra Berlusconi e Lega [VIDEO]

Che Tempo che Fa 15/4/12: Benigni (e Littizzetto) show tra Berlusconi e Lega [VIDEO]

Gli interventi (integrali) di Roberto Benigni e Luciana Littizzetto a Che tempo che fa del 15 aprile 2012

da in Che tempo che fa, Luciana Littizzetto, Rai 3, Roberto Benigni, Video
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    Che tempo che fa all’insegna della comicità ieri sera su Rai 3, tra Roberto Benigni (in alto la sua performance) e Luciana Littizzetto: cambiato il bersaglio – non più Silvio Berlusconi, è la volta della Lega Nord già presa di mira nel corso della presentazione del film To Rome With Love di Woody Allen, di cui il toscanaccio è uno dei protagonisti – rimane intatta la forza comica dell’attore, che ha anche annunciato il ritorno del suo spettacolo: ‘Dal 15 luglio ricomincio Dante, si chiama ‘Tutto Dante’, altrimenti avrei dovuto intitolarlo ‘Un po’ di Dante’‘. Una performance, quella di Benigni, premiata dagli ascolti, con punte di 7.300.000 spettatori e di circa il 25% di share (di cui il 38% tra laureati) a fronte di una media di 5.383.000 spettatori e il 18,87% di share per il programma in toto.

    Berlusconi mi manca, non me lo aspettavo‘: all’esordio della sua intervista Roberto Benigni rende ‘omaggio’ al suo vecchio bersaglio, ‘se dico che non mi manca è brutto verso di lui, se dico che mi manca lo è verso di noi‘. Dopo aver ribadito suo ‘Viva l’unità d’Italia‘ e il suo omaggio al Risorgimento e ai patrioti (‘Mi è piaciuto moltissimo, mi piace l’argomento, il Risorgimento. Ero alla chiusura col presidente della Repubblica. Viva l’unità d’Italia, in quel periodo eravamo un esempio per tutto il mondo‘), Benigni ha poi preso di mira la Lega Nord, da giorni al centro di una serie di scandali.

    Camicie verdi, lauree in bianco e conti in rosso: ecco la bandiera tricolore della Lega. Dove è Umberto? Andiamo in Tanzania io e te, si fonda ‘Tanzania libera’, il sindacato tanzano il Sinta, con l’ampolla dell’acqua del Nilo, ci dividiamo da quei terroni del Kenia. Umberto ci portiamo Renzo, guida lui la macchina ci facciamo un film on the road. Ci abbiamo l’autista, ci abbiamo un bancomat, ma lui non conosceva il pin‘.

    Oltre alla cronaca ‘stretta’, Benigni si è dedicato anche al folklore, come la passione per la magia nera di Manuela Marrone: ‘Libri di magia nera? La notizia è che a casa di Bossi c’erano dei libri.

    I libri di magia nera mi hanno fatto un po’ impressione, ma c’è stato un fraintendimento lì: siccome la moglie di Bossi faceva tutti questi investimenti, tutti le ripetevano, Signora ci vuole la fattura‘.

    Benigni – che ha anche parlato di ricordi personali, come l’episodio relativo alla malattia del padre di ritorno dalla Germania, o l’esperienza di lavorare con Woody Allen – ha comunque avuto parole di stima per la base leghista: ‘Ma guarda la Lega, la Tanzania. Adesso vive un momento difficile. Mando un saluto alla base leghista base che è di grandi lavoratori, operai, imprenditori che sapranno riprendersi. Sapranno coltivare il federalismo e abbandonare quell’altra cosa (la secessione, ndr) che è terribile e crea solo disgrazie e violenze e secessioni‘. (Continua dopo il video).

    Di Lega Nord e di finanziamento ai partiti ha parlato invece Luciana Littizzetto nel suo consueto intervento finale: ‘Hai visto la Lega? Che grana padana! Si è capottato il Carroccio, si è rotto il cerchio magico, spaccata l’ampolla, spatasciata la rosa celtica: prima volavano alto i padani, adesso volano bassi i paduli’, ha esordito la comica, secondo cui ‘Umberto piange, la Rosy piange, il Trota ride. Perché poverino mica ha capito che è successo, del resto al posto del cervello ha solo la vescica natatoria. Però ha l’occhietto vispo, perché è ancora fresco‘. Non manca una battuta su Roberto Calderoli – ‘Roby, mi fai un favore? Ti dai del pir*a da solo?’, ha detto ricordando il caso dello scontrino chiesto per il cenone di Capodanno di Mario Monti, mentre oggi dalle intercettazioni emerge che il senatore avrebbe tramato per depistare le indagini sullo scandalo. Il finale è tutto dedicato all’assurdo permanere del finanziamento ai partiti, camuffato da rimborso elettorale: visto che il referendum precedente è stato aggirato – ‘Noi avevamo fatto un referendum per dire no al finanziamento ai partiti, ma ci state prendendo per il culo!‘ – la Litti ne propone una sua versione…

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