Benigni a Sanremo, video: l’Inno dell’Italia minorenne da Mameli a Berlusconi

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Desiderato, voluto, atteso, Roberto Benigni è arrivato a Sanremo 2011 su un cavallo bianco sventolando il tricolore accompagnato da un garibaldino per viaggiare nella storia d’Italia, dai giovani eroi di Garibaldi alle giovani escort di Berlusconi. Metà dell’intervento è dedicato all’attualità politica e con il Premier – cui consiglia di andare a dormire perché tra lui e Santoro è serataccia – per poi spiegare pezzo per pezzo l’inno di Mameli: in fondo un’esortazione a un nuovo Risorgimento, che si chiude con un omaggio al suo Dante e con un’intensa, poetica, reale interpretazione dell’Inno, come l’avrebbe cantata un ragazzo di vent’anni che lotta per la sua patria, non per l’Italia dei suoi padri ma per quella dei suoi figli. Lontana da quella fanfara un po’ caciarona che invade gli stadi italiani. Commovente. Straordinario. Di seguito le altre parti.

Dopo aver ‘riportato’ Dante agli italiani con TuttoDante, Roberto Benigni ha tentato ‘l’impossibile’, dare seguito all’esortazione di Massimo d’Azeglio, ‘Fatta l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani’. Perdonateci l’iperbolico paragone, ma metà del suo intervento l’ha dedicato a ricordare gli eroi del Risorgimento, in un continuo gioco di rimandi sottili (e non) all’amato Silvio. Cavour, Vittorio Emanuele II, Garibaldi sono evocati con l’eco delle loro gesta e diventano strumento per affrontare i temi di oggi, dalla Fiat che lascia Torino al Caso Ruby, dalla ‘caduta’ dei Savoia (passati dall’incontro a Teano con Garibaldi a quello con Pupo a Sanremo) all’Italia minorenne che oggi va tanto di moda (“150 anni per una nazione cosa sono, nulla… è una bambina, è una minorenne…“).

La spiegazione dell’inno, quartina per quartina, viene dopo una buona mezz’ora e più dedicata all’attualità, partendo da Morandi e dal suo Sanremo. Non è ancora sceso dal cavallo che lo ha condotto sul palco attraverso la platea, che subito fa capire di cosa ha intenzione di parlare: “Quando mi hanno di detto ‘Entri a cavallo… ‘ beh, è un periodo che ai cavalieri non va tanto bene‘”. Si scalda il clima con Morandi (“Beh, tu ne hai scritta una su Garibaldi, Uno su Mille ce la fa… e poi ho visto che per Par Condicio avete invitato Barbarossa“) e gira intorno al tema dell’Inno d’Italia con una sorta di preambolo storico che serve da specchio all’attualità politica. Un monologo tutto da vedere.

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Maria 17 febbraio 2011 23:42
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Stupendo! Sono ancora commossa…..PENSO AI MIEI FIGLI, AI MIEI NIPOTINI in un’Italia che DEVE essere più unita vera pulita!

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Silvia palmeri 18 febbraio 2011 01:16
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Grandioso!!!…. il più grande patrimonio italiano dei nostri tempi,che ci ricorda dato che noi intontiti abbiamo dimenticato le imprese della nostra storia,che “bisogna svegliarsi se si vogliono realizzare i sogni…bisogna restare uniti se si vuole vincere…e bisogna ricordare che il popolo è sovrano ed ha il potere decisionale di cambiare la sorte del proprio paese”

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Daniela D'abbenigno
Daniela D'abbenigno 18 febbraio 2011 03:24
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Bravissimo, talmente bravo e capibile da tutti, tanto che io farei dei dvd,s da distribuire nelle scuole di ogni ordine e grado!! Ti invoglia ad ascoltarlo! BRAVOBRAVOBRAVO……..

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ANITAGARIBALDI 18 febbraio 2011 10:08
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GRANDE GRANDE GRANDE.PURTROPPO PENSO CHE L ITALIA SI DEBBA RIFARE DAL NORD…DOVE IO MERIDIONALE SONO COSTRETTA A VIVERE,E DOVE LE OSTILITA VERSO DI NOI NON SONO MAI CESSATE…ECCO PERCHE ABBIAMO PERSO LA GUERRA.

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Duca delle Gardenate 18 febbraio 2011 16:15
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la guerra l’abbiamo persa per altri motivi.
Hai ragione quando dici che c’è ostilità più volte ho sostenuto che siamo pronti ad ospitare ed aiutare uno straniero o extracomunitario piuttosto che un fratello ITALIANO.Devo dire però che nemmeno voi fate tanto per far smettetere queste differenziazioni….. vedi Napoli VIVA L’ITALIA

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Oliva costanzo 18 febbraio 2011 11:04
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Begnini perchè non farlo presidente della Repubblica, nessun politico sente l’Italia come Lui, tutti gli altri sono mezze calzette. Saluti

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Magneto 18 febbraio 2011 11:48
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I patrioti hanno combattuto e sono morti x L’Italia, senza compenso, lui x parlarne ha guadagnato 200.000 euro….e’ un vero patriota?

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18 febbraio 2011 11:57
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Ci sono persone ben più in alto di lui(istituzioni dello stato) che per denari hanno ridotto l’Italia in brandelli. Vergogna!!!!!!!!!!!!!!!!

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Mrg 23 giugno 2011 19:05
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Vorrei ricordare che Benigni ha donato l’intero cachet all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze!

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