Beauty Contest addio: sì del Governo a una nuova asta per le frequenze tv

Beauty Contest addio: sì del Governo a una nuova asta per le frequenze tv

Il Governo Monti ha annullato il Beauty Contest: entro quattro mesi ci sarà un'asta pubblica per l'assegnazione a pagamento delle nuove frequenze tv

    beauty contest passera

    Il governo Monti ha annullato il Beauty Contest voluto dal precedente governo Berlusconi: la commissione Finanze della Camera ha infatti approvato l’emendamento che supera il principio della procedura di gara per l’assegnazione gratuita delle frequenze derivanti dal cosiddetto ‘dividendo digitale’. Entro quattro mesi ci sarà una nuova asta a pagamento per l’aggiudicazione delle frequenze tv risultate libere dopo il passaggio dall’analogico al digitale. L’emendamento, presentato all’interno del dl fiscale, è passato nonostante il voto contrario del Partito delle Libertà che ha già chiesto che il premier Monti ne parli con Angelino Alfano nel corso del vertice con i segretari di maggioranza in programma per stasera. Secondo Paolo Romani, ex ministro delle Comunicazioni, ‘la norma così com’è scritta non consentirà a Rai e Mediaset di partecipare alla gara’.

    Alla fine, dunque, il tanto discusso Beauty Contest è stato archiviato davvero: al suo posto un’asta a pagamento per l’assegnazione delle nuove frequenze tv. E subito sono scoppiate le polemiche: per l’ex ministro delle Comunicazioni Paolo Romani è ‘un fatto grave’ che il governo Monti e il ministro Passera abbiano modificato l’accordo raggiunto sul beauty contest senza consultare il Pdl, ma soprattutto ritiene che l’emendamento ‘così com’è congegnato non consentirà a Rai e Mediaset di partecipare alla gara’.

    Al contrario il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha dichiarato che ‘il governo ha fatto bene, ha votato e ora vada avanti. Non ho capito per quale motivo ci sia stato un ripensamento da parte del PdL, non abbiamo visto emendamenti o altro. È evidente che dovevano esserci ragioni non solo estetiche …’ ha aggiunto polemicamente.

    L’annullamento del Beauty Contest, inoltre, pone le basi per la chiusura della procedura di infrazione comunitaria aperta contro l’Italia qualche tempo fa.

    All’asta andranno reti di più frequenze, modulabili per macroaree di diffusione, alcune delle quali (quelle posizionate sopra la banda 700) saranno assegnate per un periodo di tempo più limitato in quanto potranno poi essere destinate a servizi diversi da quelli televisivi. Il bando della nuova gara sarà emanato dal Ministero dello sviluppo economico entro quattro mesi e si baserà su regole elaborate dall’Agcom secondo le indicazioni della Commissione europea. Spetterà all’Autorità e al Ministero adottare ogni azione utile a garantire la concorrenza, l’uso efficiente e la valorizzazione economica dello spettro radio, in riferimento anche agli indirizzi dettati dalla Conferenza mondiale di Ginevra 2012 e dall’Unione Europea nell’ambito degli obbiettivi dell’agenda digitale.

    L’emendamento prevede inoltre che vengano adottate misure atte a favorire l’introduzione di nuovi standard televisivi DVB-T2, MPEG—4 e successive evoluzioni, attraverso i quali sarà possibile aumentare la quantità e la qualità della trasmissione televisiva: per questo dal 1° gennaio 2015 le aziende produttrici di televisori saranno obbligate a utilizzare solo sintonizzatori digitali in grado di ricevere i nuovi standard e dal successivo 1° luglio queste saranno le uniche tv a poter essere messe in vendita.

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