Basta ai personaggi dei reality nei film, le agenzie di management sul piede di guerra

Le agenzie pronte a non mandare più alcun attore sul set: "Avere a che fare con queste persone prive di talento è un insulto

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    Di reality è pieno il mondo della tv italiana, il problema (almeno secondo il mondo del management degli attori) è che anche il cinema sta facendo il pieno di personaggi che passano dal piccolo schermo al cinema senza alcun merito.

    Il Grande Fratello è insieme il papà dei reality e dei personaggi di cui le agenzie di attori si lamentano: Jonathan, vincitore del Grande Fratello 4, ha preso parte all’ultimo film dei Vanzina (non una cosa di cui vantarsi, direi, ma non è questo il punto); Luca Argentero, che oltre a recitare (?) in Carabinieri (quest’anno lascia, sostituito da Simon del GF7), ha lavorato anche con Francesca Comencini nel suo “A casa nostra”, e poi in “Saturno Contro” di Ferzan Ozpetek (dove si è visto grosso modo per quaranta minuti con un’espressione né carne né pesce, fortuna che Margherita Buy e Ambra hanno mandato avanti la baracca egregiamente), oltre ad ottenere il ruolo di coprotagonista, a fianco di Violante Placido, nel nuovo film di Capellini, “Lezioni di Cioccolato”; Pietro Taricone (che a onor del vero ha sempre tentato di scrollarsi di dosso l’epiteto “del Grande Fratello”), ultimamente visto nel ruolo di giurato nel trash-reality “Uno, due, tre…stalla“, ha recitato in “Radio west” e in “Ricordati di me”, “Maradona – La mano de Dios”, oltre a partecipare al Maurizio Costanzo Show, video di Syria, alcune serie tv. Laura Torrisi (chi?) interpreterà il ruolo della protagonista nel nuovo film di Leonardo Pieraccioni, La sposa bellissima. La lista potrebbe continuare all’infinito con la gattamorta Marina La Rosa (da Carabinieri al teatro), Flavio Montrucchio (Cento Vetrine), il conte Filippo, Mascia, Serena Garitta, Eleonora Daniele, Catrina Davies (sondaggina di Colorado Café), etc.etc.etc.

    Ma le agenzie di management non ci stanno, e sono pronte “alla guerra”: se in tv possono andarci tutti (d’altronde per fare il giurato, sculettare, recitare in un video & co non è richiesta alcuna ‘competenza’ particolare) nel cinema talento, scuola e studio “dovrebbero” avere la precedenza; e invece, denunciano le agenzie, “si registra sempre più la presenza e la promozione dei reduci dai reality” (probabilmente presi più per la ‘fama’ che per reali capacità recitative, ma mai dire mai). E quindi? “Non manderemo più alcun attore delle nostre agenzie. Avere a che fare con queste persone prive di talento è un insulto…”

    Agenzie 1 – Reality 0…in attesa (ma anche no) del secondo tempo.