Barbarossa, il film voluto da Bossi al cinema e poi in tv

Il kolossal Barbarossa, dedicato alle gesta di Alberto da Giussano, è stato presentato in anteprima a Milano alla presenza dei vertici leghisti, dei dirigenti Rai e Mediaset e del Premier Silvio Berlusconi

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    Il kolossal Barbarossa, dedicato alle gesta di Alberto da Giussano, è stato presentato in anteprima a Milano alla presenza dei vertici leghisti, dei dirigenti Rai e Mediaset e del Premier Silvio Berlusconi. In sala dal 9 ottobre, il fim di Renzo Martinelli con Raz Degan protagonista arriverà prossimamente in tv come miniserie per RaiUno. In alto il trailer.

    Dopo tre anni di lavoro e mesi di polemiche è stato presentato Barbarossa, film kolossal prodotto da RaiFiction e RaiCinema, distribuito nei cinema da 01 Distribution (società che fa capo a Viale Mazzini), costato 30 milioni di dollari e con un cast internazionale che vede Rutger Hauer nei panni dell’imperatore Barbarossa, Raz Degan in quelli dell’eroe ‘lumbard’ Alberto da Giussano e Cécile Cassel (sorella di Vincent Cassel e cognata di Monica Bellucci) in quelli di Beatrice di Borgogna, la seconda moglie di Barbarossa. Ad assistere alla prima organizzata nel Castello Sforzesco di Milano due giorni fa c’er in prima fila il leader della Lega, Umberto Bossi, che ha partecipato al film con un cameo, ma anche il premier Silvio Berlusconi, Tremonti, Calderoli, Zaia e La Russa, il sindaco di Milano Letizia Moratti, noché il vicedirettore della Rai Antonio Marano, accompagnato da Simona Ventura, e il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. Tutti riuniti per seguire sul grande schermo la vittoria della Lega Lombarda sull’imperatore del Sacro Romano Impero Federico I, detto appunto il Barbarossa, avvenuta nel 1167.

    Un tributo dovuto alla grande storia del popolo padano, che avebbe meritato la candidatura all’Oscar al posto del ‘siciliano’ Baarìa di giuseppe Tornatore, secondo Roberto Castelli, vice ministro alle Infrastrutture. Intanto la pellicola è stata girata in inglese per permetterne una commercializzazione all’estero. Un film in ballo da tempo ed entrato anche nelle indagini sui rapporti tra Berlusconi e Saccà, ex direttore di RaiFiction, che avrebbe avuto qualche ‘sollecitazione’ per sbloccare il progetto da parte di Bossi.

    Si è detta pentita della scelta fatta la Cassel (“Non sapevo nulla dei fantasmi politici dietro Barbarossa. Diciamo che se lo avessi saputo probabilmente non avrei accettato la parte“) mentre Hauer non si è presentato all’anteprima, anche se giustificato dal fatto di essere impegnato come organizzatore di un festival di cinema.

    Noi non vediamo l’ora di vederlo in tv.