Banfi vuole morto Nonno Libero. È la fine di UMIF

Banfi vuole morto Nonno Libero. È la fine di UMIF

Lino Banfi vuole la morte di Nonno Libero per la sesta e ultima serie di Un Medico in Famiglia

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    Lino Banfi ha chiesto agli sceneggiatori la morte di Nonno Libero e pare sia stato accontentato. L’amatissimo nonno Libero Martini comparirà solo nelle prime sette puntate della sesta, e ultima, serie di Un Medico in Famiglia. Si conclude quindi la saga di una delle famiglie storiche della fiction italiana e fa specie scoprire che dietro la morte di Nonno Libero ci siano semplici questioni di budget. In alto uno spezzone della prima puntata della prima serie.

    Per chi bazzica la fiction non è, in realtà, così strano scoprire che la ‘scomparsa’ anticipata di Nonno Libero, alias Lino Banfi, non è dovuta solo a questioni di sceneggiatura, ma sia da ascrivere soprattutto a ragioni economiche. Come rivelato dallo stesso Banfi all’Ansa, la casa di produzione, la Publispei, gli ha fatto velatamente capire che una sua ridotta presenza nel cast della sesta edizione avrebbe permesso di coprire più agevolmente le spese per il nutrito e numeroso cast della serie finale, ricca di guest star e zeppa dei protagonisti che l’hanno resa celebre. E così, dopo essersi inizialmente convinto a girare tutte e 13 le puntate a un cachet ‘ridotto’ – ovvero identico a quello di due anni fa – ha poi ricevuto dalla produzione l”invito’ a girarne un numero inferiore. Da qui la richiesta di ‘seppellire’ definitivamente il suo personaggio.

    Si tratterebbe di una nota triste per il capitolo conclusivo di un prodotto che ha fatto la storia della fiction italiana.

    Primo esempio di lunga serialità prodotta in Italia dopo la fase della ‘colonizzazione americana’ – con i 52 espisodi da 50′ nella prima stagione, 1998/1999 -, primo caso di famiglione allargato stile patriarcale che affrontava i temi della società con tono piuttosto leggero e storie alla portata di tutti, Un Medico in Famiglia ha rapidamente conquistato il cuore degli italiani, che si sono non solo immedesimati (per quanto possibile) nella super-famiglia Martini, ma l’hanno soprattutto ‘invidiata’.

    Nata dall’adattamento (alquanto edulcorato) di un format spagnolo di successo, Médico de Familia, Un Medico in Famiglia ha saputo adattarsi, almeno fino alla quarta edizione, agli sconvolgimenti del cast, timoroso di restare cristallizzato nei ruoli amati dal pubblico, riorganizzando storie credibili e atmosfere assolutamente familiari, adattissime al pubblico della domenica sera di RaiUno. Ha portato alla ribalta attori divenuti presto beniamini della tv, da Giulio Scarpati (Lele Martini) a Claudia Pandolfi (Alice, la cognata poi sua moglie) al centro delle prime due serie; senza contare Pietro Sermonti (Guido Zanin), che ha invece segnato il passaggio all’età adulta dei tre piccoli di casa Martini, divenuti con Nonno Libero il fil rouge della serie ovvero Maria Martini, poi in Zanin (Margot Sikabonyi), Ciccio (Michael Cadeddu) e la sorella, anche nella vita, Annuccia (Eleonora Cadeddu), comparsa per la prima volta sullo schermo a soli 3 anni (ora ne ha 13) e praticamente cresciuta sotto gli occhi dei telespettatori. Da non dimenticare l’exploit di Lunetta Savino, l’adorabile Cettina legata nelle prime due serie ad un semisconosciuto Enrico Brignano(Giacinto) e poi moglie dell’impresario di pompe funebri Augusto Torello, interpretato da Francesco Salvi.

    Dopo una quinta serie praticamente ‘tirata per i capelli’, con l’inserimento di un nuovo protagonista, il dottor Emilio Villari (David Sebasti) e l’innesto di una famiglia indiana capeggiata da Kabir Bedi, era anche normale che il prodotto trovasse una sua ‘naturale’ conclusione, con una serie assolutamente celebrativa che vede il ritorno di tutti i volti che hanno segnato il programma.

    Nella sesta serie, in onda su RaiUno nella primavera 2009, ci saranno infatti Giulio Scarpati, Pietro Sermonti, Margot Sikabonyi e Ugo Dighero, grande amico di Lele uscito dalla fiction con la partenza del dottor Martini per l’Australia. Grande assente Claudia Pandolfi, che non ha voluto tornare sul ‘luogo del delitto’.

    Stando a quanto detto da Banfi, si ritroveranno tutti al capezzale di Nonno Libero: un modo per mettere definitivamente fine alla serie e per evitare nostalgie da settima serie (per quanto un prequel sia sempre possibile, come insegna anche La Piovra) e per sistemare i conti della produzione. Un modo anche per legare la ‘vita’ della fiction a quella reale: Nonno Libero non può essere immortale. Così sia.

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