Ballarò riparte, Floris invita Berlusconi

Ballarò riparte, Floris invita Berlusconi

Ballarò torna questa sera, martedì 13 settembre, nel prime time di RaiTre e non manca di invitare Silvio Berlusconi (non al telefono, però)

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    Parte questa sera alle 21.05 su RaiTre la nuova stagione di Ballarò e si ricomincia da dove ci si era interrotti, con Giovanni Floris che parla della crisi economica e invita nel suo talk Silvio Berlusconi, ben deciso, però, a non accettare nuove incursioni telefoniche. In alto la nuova sigla.

    Giovanni Floris scalda i motori in vista del ritorno in tv, questa sera in prime time, del suo Ballarò, che giunge quest’anno alla sua decima edizione e che per l’occasione rinnova un po’ la sua sigla (con una reinterpretazione dell’ormai tradizionale Jeux des Enfants di René Duperé a opera di Alessandro Mannarino) e lancia un sito internet con annesso blog, che nel corso dell’anno di animerà di eventi in streaming (ieri la diretta della conferenza stampa) e di videochat. Non cambia invece la copertina, affidata anche quest’anno a Maurizio Crozza.

    Fedele al carattere pluralista del suo spazio (“sempre aperto a tutti, da noi si riesce a far parlare tutti, mettere a confronto le idee“, come ribadisce in conferenza), riconosciuto anche da Berlusconi jr. che lo voleva a Mediaset, Floris rinnova il suo invito a Silvio Berlusconi, tenutosi sempre a debita distanza dallo studio di Ballarò, preferendo piuttosto le telefonate in diretta.

    Abbiamo invitato Berlusconi e quando vuole può venire in trasmissione. Le telefonate non funzionano più, è meglio venire di persona, c’è sempre qualcuno che ascolta” dice Floris, riferendosi evidentemente a quando decise di non far intervenire telefonicamente il Premier. Intanto per la prima puntata Floris ospita il segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano e il segretario del PD.

    Floris - e con lui tutta RaiTre – dovranno fare i conti con il passaggio di del direttore di rete Paolo Ruffini a La 7. “Il suo non è un tradimento – dice Floris – Sono convinto piuttosto che per la Rai sia un doppio danno, la perdita e il fatto che vada alla concorrenza. Ma la Rai ha le risorse per poter non solo tamponare ma rispondere alla grande operazione di mercato fatta da La7“. Il guaio è che non sempre intenzionata a farlo.

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