Crozza a Ballarò: “Più che un governo di larghe intese, è un governo di grandi attese”

Crozza a Ballarò: “Più che un governo di larghe intese, è un governo di grandi attese”

La copertina di Maurizio Crozza nella puntata di Ballarò, in onda su Rai3 martedì 21 maggio 2013

    Copertina di Crozza Ballarò

    Inizio di puntata insolito, quello di martedì 21 maggio 2013 per Ballarò, il talk show di Rai3 condotto da Giovanni Floris. Prima di lasciare spazio alla consueta copertina di Maurizio Crozza, il conduttore ha dedicato la puntata a Giovanni Falcone, in occasione del ventesimo anniversario dalla strage di Capaci, e ha intervistato il Presidente del Senato Pietro Grasso e il giudice Alfonso Sabella, entrambi collegati dalla Scuola di Polizia Penitenziaria di Roma, dove è conservata l’auto coinvolta nell’attentato in cui persero la vita Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti di scorta.

    Conclusa l’intevista e presentati gli ospiti in studio, Floris ha accolto Maurizio Crozza per la copertina che questa settimana ha riguardato Epifani, il Pd e il Pdl. Il comico genovese ha esordito ironizzando sulla caduta del segretario neoeletto del Pd Guglielo Epifani: “Ciao Giova, scusami, ahia, stavo provando un nuovo personaggio: Epifani. Giova, alla prima uscita pubblica è finito steso, grande Epifani! Mai nessun leader del Pd era riuscito a riassumere la situazione del partito in modo così sintetico: a volte un gesto vale molto più di mille discorsi; tra l’altro, un segretario che cade senza che nessuno dei suoi che gli faccia lo sgambetto è novità mostruosa”.

    Poi, ha spostato l’attenzione sulla Finocchiaro e sulla proposta del decreto-legge per impedire ai movimenti di presentarsi alle elezioni. “Quelli del Pd sono dentro la trama di un film. Che priorità avete nel Pd? Invece di pensare a una legge contro il precariato, a una legge per tutelare i lavoratori, a una legge per migliorare i servizi pubblici, cosa fa la Finocchiaro? Propone una legge contro i movimenti.

    E’ come se un chirurgo in sala operatoria, col paziente davanti a cuore aperto, invece di operare, cominciasse prima spuntandogli le basette.”

    Crozza riporta anche la risposta del partito alle critiche che sono state mosse circa la proposta di legge in questione: “Giova, io comunque adoro Zamba, il capogruppo del Pd al Senato che ha detto che questa legge non è stata pensata per il M5S. Ah no? E a chi pensava? Al movimento ‘esportiamo la fonduta in Africa’? A chi pensava?!” E, prima ancora che la domanda possa lasciare spazio a una riflessione, arriva la stoccata per Matteo Renzi, fresco di presentazione dell’ultimo libro: “Menomale che c’è Renzi, ecco, lui sì che è una novità, ha capito molte cose; al Salone di Torino Matteo Renzi ha presentato il suo nuovo libro, ‘Oltre la rottamazione’, poi si è fatto fotografare su Chi con la stessa posa di Fonzie. Però, Renzi non si candida alla segreteria del Pd perché non vuole fare un torto al suo amico, non Enrico Letta, ma Ricky Cunningham!

    Non poteva mancare, però, il riferimento al Pdl: “Per un Pd che brancola nel buio, c’è un Pdl che ha le idee molto chiara. Oggi Guido Campagna ha proposto un decreto-legge per dimezzare le pene a chi è condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. No, Dell’Utri non c’entra niente, è una legge pensata per tutte le famiglie italiane che ogni mese vivono col rischio di essere condannate! Pare che il Pdl lo ritirerà, ma non passa giorno che il Pdl non minacci di far cadere il governo: condannano Berlusconi, cade il governo; Berlusconi ineleggibile, cade il governo; non fanno il decreto sull’Imu, cade il governo; il Pdl non ha il coltello dalla parte del manico, ha proprio tutto il ceppo con il portacoltelli in legno, altroché!”.

    Subito dopo, Crozza si rivolge al Presidente del Consiglio: “Letta, pensare a questo governo senza polemiche è come pensare al telefilm di Rex senza il cane, come pensare a Razzi senza vitalizio. Si aspetta sempre che accada qualcosa in questo Paese e intanto continuiamo a perdere tempo.” Poi, Crozza fa una riflessione che racchiude il senso della copertina di oggi: “Più che il governo dalle larghe intese, a me sembra il governo delle grandi attese”. Nota finale sul presunto esorcismo di Papa Francesco ad un fedele: “Non è stato un esorcismo, stava solo cercando di convincerlo a versare l’8 per mille. Ciao.”

    749