Ballarò, la copertina di Crozza e il discorso di Letta: “La parte più bella è stata l’omelia”

Martedì 30 aprile 2013 Ballarò ha ospitato la copertina di Maurizio Crozza, dedicata al discorso del Presidente del Consiglio Enrico Letta

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    Ballarò Maurizio Crozza

    Dopo una settimana intrisa di avvenimenti politici, la copertina di Maurizio Crozza, in apertura della puntata di martedì 30 aprile 2013 di Ballarò, in onda alle 21.05 su Rai3, è stata dedicata al discorso programmatico alle Camere tenuto dal nuovo Presidente del Consiglio Enrico Letta. Giovanni Floris ha introdotto la puntata con un servizio riassuntivo dei fatti accaduti negli ultimi giorni: dalla sparatoria davanti a Palazzo Chigi al giuramento del nuovo Governo, passando per l’approvazione della fiducia al Senato e l’incontro di Letta con Angela Merkel. Dopo aver introdotto gli ospiti in studio, il conduttore ha espresso solidarietà al brigadiere Giuseppe Giangrande, ferito nella sparatoria a Montecitorio, seguito da un lungo applauso in studio.

    L’intervento di Maurizio Crozza ha riguardato il discorso programmatico che Enrico Letta ha tenuto alle Camere lunedì 29 aprile “Eh, caro Giova, la parte migliore per me è stata senz’altro l’omelia. Su gesti, parole opere e omissioni, mancava solo scambiatevi un segno di pace, fate questo in memoria del Pd”. Il comico genovese ha ironizzato sulle parole del Presidente, parafrasando – con la sua inconfondibile verve – le sue parole: “E’ stato bravissimo: più crescita, ma meno debito; più rigore, ma meno tasse; più Europa, ma meno vincoli; e poi ha chiuso con più latte e meno cacao!

    Ma Crozza non ha risparmiato neanche i ministri: “Mi è piaciuto di più quando ha detto che tagliava lo stipendio ai ministri: alla Bonino è caduta la mascella; aveva la stessa espressione che ti viene quando vedi l’autovelox, ma ormai è troppo tardi”. Poi il comico ha continuato a punzecchiare il Presidente del Consiglio, interpellando Floris: “Ma ti rendi conto, Giova, della forza dirompente di Enrico Letta? Quello che fino a due settimane fa aveva il carisma di un portapacchi. Sai che, da piccoli, c’è sempre un bambino che gioca solo se porta il pallone? Enrico Letta non giocava nemmeno se portava il campo! Enrico Letta fino a due settimane fa era così”.

    Non è mancata, però, la stoccata per Bersani: “Nel Pd si diceva ‘Letta, mi potresti fare queste fotocopie, per favore? No, niente, lascia stare, faccio da solo’. Lui era il vice di Bersani, l’uomo che ha sbagliato tutto, compreso il vice!” Ricordando una vecchia pubblicità che promuoveva l’uomo che non deve chiedere mai, Crozza si è rivolto all’ex segretario del Pd: “Ecco, Bersani è l’uomo che forse poteva chiedere a qualcuno”.

    Il monologo si è poi focalizzato su una parola chiave del discorso di Letta: divisivismo: “Letta ci ha proiettato in un’era nuova: il non divisivismo, cioè, non toccare argomenti che dividono. Rodotà, Prodi, cassintegrati: tutti divisivisti”; riflettendo sul significato attuale di destra e di sinistra, Crozza ha immaginato che Giorgio Gaber oggi canterebbe non più cos’è la destra, cos’è la sinistra, ma “cos’è divisivo, cosa non è divisivo”. Ma l’ironia del comico genovese non si è fermata qui. Ha proseguito ricordando l’abbraccio di Letta con Alfano e il cinque scambiato con Brunetta: da qui, il nuovo soprannome Bruletta. Da lì l’imitazione magistrale di quest’ultimo: “Se Letta fa il nostro programma, lo votiamo e gli diamo anche un croccantino”.

    Sul finale è intervenuta la voce fuoricampo di Andrea Zalone: “E il programma del loro partito?” “Quale partito? Il partito di Letta è il Pdl, partito di Letta!”, a detta di Crozza-Brunetta; all’obiezione di Zalone, che ha ricordato l’appartenenza di Letta al Pd, il comico ha risposto con una pungente battuta finale: “Partito democratico? Quello per cui 3 milioni di elettori hanno votato alle primarie? Adesso fa quello che vuole Berlusconi. Lo chiamiamo Partito Domato”.