Ballarò: il deputato del M5S e il complotto dei microchip sottopelle [VIDEO]

Ballarò: il deputato del M5S e il complotto dei microchip sottopelle [VIDEO]

Un deputato del M5S parla di complotti e microchip impiantati sottopelle ai microfoni di Ballarò, scatenando ilarità e perplessità su internet

da in Ballarò, Rai 3
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    Ballarò: il deputato del M5S e il complotto dei microchip sottopelle

    Sta facendo il giro della rete il filmato dell’intervista di Ballarò a uno dei neo deputati del Movimento 5 Stelle. Il giovane, all’anagrafe Paolo Bernini, si è infatti lasciato andare ad affermazioni che hanno lasciato il pubblico a dir poco perplesso. Il motivo del contendere? Una teoria complottista su presunti microchip impiantati sottopelle.

    ‘Mi chiamo Paolo Bernini, ho 25 anni, sono laureato, sono vegano e faccio karate da 20 anni’.

    Si presenta così e a vederlo si fa fatica a credere che presto siederà nelle aule del parlamento. Paolo è lontano anni luce dalle figure che siamo abituati a vedere entrare e uscire dai palazzi governativi. Jeans, felpa, occhiali, ha l’aspetto del classico bravo ragazzo che potremmo incontrare al bar o al supermercato. E d’altra parte è proprio questo ciò di cui si fanno vanto gli esponenti del M5S, il fatto che tra le loro fila ci siano solo cittadini, persone comuni, non parrucconi, banchieri o pregiudicati.

    Paolo ispira fiducia con la sua faccia pulita e il sorriso spontaneo. Fa anche simpatia il fatto che ci tenga a specificare il proprio regime alimentare e la sua specialità sportiva. Ma andando avanti con l’intervista, il sentimento che diventa via via più forte è quello dello stupore misto a incredulità e inquietudine.
    Portatile alla mano, Paolo illustra alle telecamere ciò che ha cambiato la sua visione del mondo e il suo approccio nei confronti della realtà che lo circonda.

    Grazie a Internet il ragazzo ha scoperto Zeitgeist (‘penso che la pronuncia sia ‘Zaigaist’), un web film basato su teorie cospirazionistiche che abbracciano religioni, eventi bellici, pratiche finanziarie, attentati come quello dell’11 settembre e quant’altro.
    Tra i vari contenuti della pellicola vi è anche l’insinuazione che il governo americano stia da anni sottoponendo i propri cittadini a un regime di controllo assoluto, tramite l’impianto di microchip sottopelle.

    ‘Quelle persone che se lo fanno iniettare non sanno a cosa vanno incontro.’

    Grazie a questo ‘documentario’ ora Paolo ha scoperto tutta una realtà di cui ignorava l’esistenza e ha deciso di diffondere il Verbo altrove. Lui e gli altri grillini si propongono infatti di ricorrere al mezzo informatico come strumento per risvegliare la coscienza collettiva e portare a galla verità a lungo taciute.

    Inutile dire che l’intervista ha scatenato ogni genere di ilarità, ben maggiore della stessa parodia dei grillini fatta da Crozza in apertura di puntata.
    Desta una certa preoccupazione il fatto che Paolo guiderà tra non molto le sorti del nostro Paese, ma almeno ora sappiamo perché Beppe Grillo abbia sempre impedito ai suoi di rilasciare interviste.

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