Ballarò 2014: Roberto Benigni ospite della prima puntata: l’intervista di Massimo Giannini

Ballarò 2014: Roberto Benigni ospite della prima puntata: l’intervista di Massimo Giannini

Ballarò 2014 torna a settembre con Roberto Benigni

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    Ballarò riprende in questo settembre 2014 con Roberto Benigni ospite della prima puntata. Un debutto anche per Massimo Giannini, che parte facendo due ringraziamenti – a Giovanni Floris e alla Rai – e sottolinenando come in questo paese di gufi e rosiconi, qualcosa cambi. Applausi del pubblico. “La Rai deve avere il coraggio e l’orgoglio. Questo sarà un programma di parte, dei telespettatori che ci seguono da casa: i nostri azionisti di riferimento non saranno mai i partiti, di maggioranza o opposizione, ma i cittadini, che hanno il diritto e il dovere di sapere e di conoscere. Cercheremo di raccontare i fatti: un malinteso principio di imparzialità ha finito per stendere una cortina fumogena sulla verità – che può avere tante facce. A Ballarò rispetteremo tutte le opinioni, ma di fronte ai dati della realtà io sostengo che non ci può essere spazio per la fazione o la manipolazione“, l’inizio dell’introduzione di Giannini. E poi – dopo una citazione di Joseph Pulitzer, un memento ai social per mandare eventuali segnalazioni e un servizio sull’#italiamigliore – arriva Roberto Benigni, seppur solo via pillola: si dice un grande fan del Ballarò di Massimo Giannini: “Da quando c’è lui – certifica – non perdo una puntata“.

    ‘Circondato’ da Romano Prodi e in attesa de il sottosegretario Graziano Delrio, il direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, Roberto Benigni ‘debutta’ in un ruolo a sorpresa, previo altro servizio a ‘tirare’ quanto più possibile la celeberrima ospitata – al momento non è chiaro se infatti il ‘regalo’ del grande amico Roberto sia una tantum o un appuntamento fisso. Da quello che ci è parso di vedere, dovrebbe trattarsi di un’intervista fluviale e molto generale, che non si ripeterà.

    Come lo vede ‘sto paese?“, comincia Giannini, e Benigni – un Benigni che in retrospettiva ci pare più spento del solito – risponde: “L’Italia la vedo benissimo. Ma è la prima puntata di Ballarò, serve clima festoso e allegro. Parlerò bene di tutti, mi faccia una domanda su chi vuole, io ne parlerò bene“. “Pure di Berlusconi?“, chiede Giannini, al che Benigni risponde: “Ora non esageriamo… ma sì, anche di lui

    Allora partiamo da Renzi, che mi dice?“, prova a stuzzicare il conduttore, e Benigni svicola: “Mi sono dimenticato di salutare gli italiani, qua a Ballarò faccio il saluto a tutti gli italiani, son felice di essere qui con gli italiani. Sono un fan di Ballarò, da quando lo conduce Giannini non ne perdo una puntata. Ma si diceva di Renzi – aggiunge il comico – Bisogna dargli fiducia a Renzi, ci dimentichiamo che è riuscito a far vincere le elezioni al Pd, ci possiamo aspettare delle cose incredibili. Ma come ha fatto? Incredibile“.

    Ma non fa troppe promesse?“, annota Giannini. E Benigni risponde: “Ha il piano dei mille giorni, fa tante promesse: l’agenda dei mille giorni è lunga, lui spera che ce ne scordiamo. Son passati 15 giorni ne mancano 985. Io non me lo dimentico“. E poi, un po’ cazzeggiando: “Quando si parla di Matteo Renzi bisogna adeguarsi, camicia bianca, slide, qualcuno ha un gelato?“. Ma si torna anche seri: per Benigni, “Il piano scuola è il fondamento del nostro futuro, è la base di ogni salute e ricchezza. Goethe dice l’incendio della fattoria è una tragedia, la caduta dello Stato solo una frase. Se si rifà una scuola o una strada, quella è una riforma“.

    E i famosi ottanta euro renziani? “Un colpo bellissimo“, dice il comico, prima di affondare il coltello: “Renzi dice che gli ottanta euro sono una riforma strutturale e rimarranno. Sì, in effetti in busta paga rimangono solo quelli. Non c’è più un euro di stipendio, solo gli ottanta euro“. Non manca un accenno alla crisi: “La crisi economica le banche sono messe malissimo, ci sono banche che non arrivano alla fine del mese. Ma – aggiunge Benigni tornando serio – se la gente inquieta è buona, vuol dire che la gente è viva e reagisce: si può stare tranquilla.

    L’altra questione è che l’Italia non decide più niente da sola“, provoca Giannini, ma Benigni non risponde: “Mario Draghi, mi metterei a fare i salti sulla poltrona, è il mio preferito. E’ il più estroso e vispo, intelligente.

    E’ il più italiano dei tedeschi e il più italiano degli italiani. Io -aggiunge stuzzicato sull’Europa – sono europeista da prima di Carlo Magno, anche se l’euro è una moneta senza Stato: ci sono 28 Paesi, quindi 28 persone in una stanza, ognuna con il suo punto di vista: sembra la sede del Pd. Si parla di rigore, di flessibilità: ma se ognuno cede un po’ di sovranità nazionale, sarà uno scambio di sogni. C’è una sola cosa più grande che vantarsi di amare la propria patria, è amare il mondo. Mi piace l’Europa, non so se si è capito“.

    Si passa poi a parlare del Pd e dei vari scandali italiani: “Quanto successo in Emilia Romagna è una sciocchezza rispetto a Piemonte, Liguria, il Mose di Venezia, l’Expo, tanta malavita al nord. Bisogna mettere un argine, che non scenda al Sud. Berlusconi? Silvio ultimamente ha perso un po’ di consensi, ma gli italiani ci credono ancora e lo votano anche quando non si presenta. Dopo un ventennio calano i consensi, anche io sono vent’anni che rispondo a domande su Berlusconi, non li faccia diventare 21“.

    Ma Berlusconi con Renzi fa le riforme“, dice Giannini, ed è qui che Benigni un po’ si scatena: “Il patto del Nazareno, le mie sorelle mi chiedono se è un patto con Gesù. Quando avvenne fece scalpore, l’uomo politico più importante della Destra nella sede del Pd… e poi arriva pure Berlusconi? Persone che non si possono vedere, che litigano… e poi c’è Forza Italia? Come fanno a fare le riforme? E poi il Pd l’unico partito che fa opposizione a Renzi“.

    Ma il premier è promosso sulle ministre donna: “La meraviglia di avere ministri donna è una cosa straordinaria, sono entrate dentro la nostra testa, è una cosa meravigliosa: al di là del pettegolezzo, il ministro al mare a seno nudo, avere ministri donna è una cosa meravigliosa, è una vera luce“. Insomma, pazienza se bisogna sopportare un po’ di gossip. E si chiude con una riflessione sull’Italia del 2020, con Benigni che dà un messaggio di speranza: “Mi chiede dell’Italia del 2020? Lei è ottimista che non mi chiede di quella del 2015“.

    Io – aggiunge – vedo un paese felice dove la gente lavora, pulito, rispettoso della natura… e questa è la Svizzera. L’italia la vedo ancora meglio. Se noi italiani seguiamo la nostra natura creativa, imprevedibile, generosa, se la riprendiamo siamo imbattibili. Costruiamo insieme, camminiamo insieme, se abbiamo un obiettivo sappiamo anche seguire le regole. Sto dicendo una cosa banale, semplice, ma con tutto il cuore che ho, e mi sembra di averne sette. Guardiamo al futuro, ci sono persone che non vedono nulla e ricordano solo il passato, ma ognuno di noi può fare la sua parte nel suo piccolo mondo: ricordati del futuro. Potrebbe essere un bello slogan“.

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