Ballando con le Stelle e le derive dell’Auditel: lo scandalo del ‘ballo interruptus’

Ballando con le Stelle e le derive dell’Auditel: lo scandalo del ‘ballo interruptus’
da in Auditel, Ballando con le stelle 2016
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    Ha dell’incredibile quanto successo a Ballando con le Stelle di ieri, sabato 25/2/2012: scendono in pista Lucrezia Lante della Rovere e Stefano Di Filippo per il loro primo ballo, ma a musica partita e a ballo omai iniziato i due vengono stoppati per dare la pubblicità. Erano le 21.46 e su Canale 5 Italia’s Got Talent era già a ‘nero’ (ovvero era anch’esso in break): di fronte all’Auditel poche riserve e pochi scrupoli, se è necessario si ‘spezza l’emozione’ in virtù delle colonnine. Ma prima le logiche della controprogrammazione non erano diverse?

    La concorrenza va in pubblicità e si corre ai ripari interrompendo un’esibizione: questo quanto successo ieri nel corso del primo blocco di Ballando con le Stelle 8. Il cuore del format viene ‘fermato’ per non penalizzare gli ascolti e così la narrazione va a farsi benedire per lasciare spazio al’unico vero ‘criterio’ narrativo che oggi gli autori concepiscano, il break. Lungi da noi colpevolizzare la presenza di spot nei programmi, elemento essenziale per la loro sopravvivenza, bensì cogliere l’occasione offerta ‘dall’incredibile incidente’ occorso ieri a Ballando per sottolienare una volta di più come i programmi tv siano totalmente succubi delle colonnine dell’Auditel.

    Certo un break tassativo è ‘tassativo’: non si può scherzare con i soldi degli investitori. Peccato che da listini Sipra il primo blocco tassativo per Ballando sia fissato intorno alle 21.55 (quello più remunerativo della serata, con circa 87.000 euro per 30” di spot, stando ai listini di RaiUno). Dunque il tempo per completare l’esibizione della coppia di concorrenti (in tutto 1’31”) c’era eccome. Ma visto che nel backstage dei nostri programmi, più che seguire la propria scaletta sembra che si guardi sul monitor la concorrenza, ecco che scatta il nero improvviso. Non sia mai che qualcuno, lasciando Canale 5 per fare un po’ zapping approfittando della pubblicità, si imbatta su Ballando, eh! In basso l’esibizione di Lucrezia Lante della Rovere dopo il break.

    Chi abitualmente fa zapping il sabato sera tra i talent delle ammiraglie Rai e Mediaset sa quanto sia impossibile approfittare della pubblicità per dare uno sguardo a quel che succede nel programma ‘avversario’. La sensazione, ma chiediamo a questo punto lumi a chi è più addentro di noi nelle logiche di controprogrammazione, è che pur di avere un dato omogeneo di confronto sugli ascolti si mortifichi il principio stesso della concorrenza. Certo, la questione può essere letta anche inversamente: un nero di Ballando a Italia’s già ricominciato avrebbe potuto favorire Canale 5 con ‘migrazione’ di una quota di telespettatori sul programma rivale.

    Insomma, una forma di ‘autodifesa’ dalle ‘grinfie’ della concorrenza.

    Il punto è che con ‘l’interruzione dell’emozione’ (stigmatizzata anche dal giudice Zazzeroni) si finisce per far perdere credibilità al programma e si ‘denuncia’ tutto il proprio timore e la propra debolezza nei confronti del principale competitor. E’ come affermare che si tratta di programmi ‘identici’, interscambiabili per il pubblico a casa. A questo punto perché si dovrebbe seguire un programma nel quale non sembrano ‘credere’ neanche gli autori? E dire che un tempo, se la nostra memoria di telespettatori non ci inganna, i blocchi pubblicitari erano una delle strategie più adottate per ‘rubare’ clienti all’avversario: oggi invece – e il sabato sera ne è la dimostrazione palese – i break pubbllicitari Rai e Mediaset sono ‘identici’, programmati all’unisono. Torneremo su questo aspetto; intanto notiamo che, nonostante la precipitosa fuga a nero, Ballando, almeno sul piano dell’Auditel, si è dovuto arrendere alla durata monstre di Italia’s Got Talent, terminato solo all’una di notte. Nonostante gli sforzi, Ballando ha dovuto cedere…

    Se non è un tema da WIDG questo… A proposito, per seguire tutti gli articoli e gli approfondimenti legati all’iniziativa interblog WIDG vi rimandiamo alla pagina Facebook dedicata. Non perdiamo l’occasione di dire la nostra sulla tv!

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