Bakhita, schiava e santa per RaiUno

Bakhita, schiava e santa per RaiUno

Va in onda questa sera, domenica 5 aprile, e domani la miniserie Bakhita, dedicata alla vita della suora sudanese santificata nel 2000 da Papa Giovanni Paolo II

    Va in onda questa sera, domenica della Palme, la prima delle due puntate della miniserie Bakhita, dedicata all’omonima suora sudanese santificata nel 200o da Giovanni Paolo II. Nel cast l’esordiente Fatou Kine Boye nel ruolo della protagonista, affiancata, tra gli altri, da Sonia Bergamasco, Stefania Rocca, Ettore Bassi e Francesco Salvi. In alto il backstage.

    Prodotta da RaiFiction e dalla Titania di Ida Di Benedetto, e diretta da Giacomo Campiotti, questa miniserie agiografica ben si attaglia al clima pre-Pasquale e alla tradizione fictional di RaiUno. La fiction s’incentra sulla storia di Suor Bakhita,che di ‘fortunato’ nella vita pare abbia avuto davvero solo il nome (che si traduce, appunto, con Fortunata).

    Seguendo il più classico schema del flashback, la storia di Suor Bakhita viene raccontata dal personaggio di Aurora Marin, interpretato da Stefania Rocca, che nel 1948 si reca presso il convento delle Canossiane di Schio dove la suora, colonna della sua infanzia, è appena morta. Si ripercorrono così la vita e le opere di questa donna sudanese, nata nel 1869 in un villaggio del Darfur (un occhio all’attualità) e rapita piccolissima dai negrieri che la vendono a un generale turco, dove subisce per dieci anni soprusi e torture. Salvata da Federico Marin (Fabio Sartor) che la porta con sé a Zianigo, nel Veneto, Bakhita si trova a fare da ‘madre’ alla piccola Aurora, rimasta orfana della madre Angelica (Sonia Bergamasco) morta durante il parto. Un evento che ha indurito Marin, divenuto il ‘terrore’ del suo piccolo paese.

    Bakhita si avvicina al cattolicesimo e nello stesso tempo aiuta il paese e la piccola Aurora a crescere e a rifiutare le angherie di Marin: con lei anche il parroco, Padre Antonio (Francesco Salvi), riscopre la sua missione sacerdotale.

    Lasciamo ovviamente alla visione della fiction rivelare tutte le implicazioni affettive e lungo percorso di emancipazione della donna attraverso l’incontro con la religione e il suo apporto alla vita della comunità dove ha vissuto. Una dedizione e un sacrificio che l’hanno portata alla santificazione per decisione di Papa Giovanni Paolo II nel 2000.

    Per dovere di cronaca, ricordiamo, però, che questo titolo è stata una delle pietre dello ‘scandalo’ che ha coinvolto Agostino Saccà, ai tempi dell’ideazione direttore di RaiFiction. Ma non è il momento per rinvangare ‘scandali’. La storia della santa Bakhita continuerà anche domani, sempre in prima serata su RaiUno: buona visione.

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