Bake Off Italia 2, la vincitrice Roberta Liso: ‘MasterChef è più spinto, Il più grande pasticcere è un’altra cosa’ [INTERVISTA]

Bake Off Italia 2, la vincitrice Roberta Liso: ‘MasterChef è più spinto, Il più grande pasticcere è un’altra cosa’ [INTERVISTA]

L'intervista al vincitore di Bake Off Italia 2: Roberta Liso commenta la vittoria ai microfoni di Televisionando

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    Scherzando si può dire anche la verità. Il vincitore, anzi la vincitrice di Bake Off Italia 2, Roberta Liso, è un fiume in piena nell’intervista a Televisionando: da MasterChef a Il più grande pasticcere, da Benedetta Parodi all’autore del programma Simone Cordella, dai dolci a Real Time al nuovo libro di ricette già in fase di realizzazione e che – lo anticipa ai nostri microfoni – sarà fatto con “dolci dedicati” ai grandi affetti della sua vita. Dalla Puglia con furore, alla grinta del trionfo, passando per il talento, l’impegno e il sacrificio: ecco cosa ci ha detto la prima italiana che ha vinto l’edizione tricolore di Bake Off.

    Vincitrice di Bake Off Italia 2. Che effetto ti fa e cosa significa avere questo riconoscimento?

    Significa che hanno visto in me qualcosa e quindi sono contenta che sia andata a finire così. Cioè, hanno visto forse l’impegno, la caparbietà, la tenacia, l’impegno fortissimo che ci ho messo, la passione, e il sangue e il sudore! Un po’ quella che sono io, ed è bello no? Per me significa il giusto riconoscimento a tanti sacrifici. Alla fine, posso dire me lo sono meritato: me lo sono meritato, lavorando, poi è stato la giusta fine di un percorso di un qualcosa che comunque è nato fuori dalla TV tanto tempo fa, quando avevo 8 anni con la vicina di casa mia. Spero che continui, ecco.

    Secondo te, hai vinto perché sei stata la concorrente migliore o perché sei la pasticcera più brava?

    Ecco, bella domanda. Secondo me, alla fine, perché sono stata la più brava, cioè nel senso sono riuscita a coniugare certe qualità e, alla fine dei conti, ho fatto colpo sui giudici. Penso che avete potuto vedere, alla fine la torta della finale era molto complicata. Penso mi sia meritata il coronamento di questo sogno. Obiettivo raggiunto!

    Dai casting alla vittoria. Raccontaci la tua esperienza a Bake Off come se stessi preparando un dolce: ingredienti, procedimento, gran finale…

    Allora, ingredienti: tanta pazienza, tanta passione, tanta tenacia. Non ci sono le dosi, poi dipende da persona a persona. Tanto cuore, tanta ansia e tanta gioia. Anche tanta voglia di esplodere, di far vedere che comunque qui forse c’è un talento. Poi, il procedimento è questo: cerchi di far emergere un po’ la faccia tosta, ti metti in cucina, prepari il dolce, vai ai casting e fai vedere a tutti quello che vuoi; ecco ti esprimi per quello che sei, ti metti a nudo, in fondo è giusto, no? Io ho fatto così, ed evidentemente è stata una carte vincente. Il gran finale? Vinci Bake Off. Spero che sia un punto di partenza per cominciare qualcosa di nuovo e di bello.

    A Bake Off si respira un clima di sfide, ma anche di dolcezza. Tre bontà e tre cattiverie sul programma…

    E’ un programma molto pacato, sia nei toni che nel suo essere, molto armonico. E’ bello, è semplice, non è difficile farne parte. Un’altra cosa bella del programma è far emergere te stesso attraverso i dolci che prepari; l’opportunità di esprimere la tua creatività, ti mettono alla prova con delle sfide tecniche. Un’altra cosa bella da sottolineare? Conoscere tanta gente, stringi dei legami molto forti, si instaurano dei rapporti d’amicizia che probabilmente vanno avanti per una vita. Ormai Bake Off è finito da qualche mese, si sa che è stato girato in primavera, però in realtà…

    Tre cattiverie? Una cosa negativa, non tanto del programma, ma di quello che succede è che essendoci le emozioni di mezzo puoi combinare pasticci con i dolci. Essendo comunque un talent, con le personalità della gente, il coinvolgimento emozionale, spesso la parte emotiva ti può giocare brutti scherzi: fai male il dolce, perché c’è anche questa cosa che ti coinvolge. Non ci son aspetti negativi, io non ne vedo.

    Immagino che anche il vincitore si sia rivisto in TV. Il montaggio di Bake Off in effetti è ben preciso: alla fine, parlando di dolci, il programma racconta anche storie personali (penso a Scampia-Antonio). Cosa ne pensi di questa scelta?

    Cioè alla fine fa parte di un vissuto di una persona, non ci vedo niente di male, anzi. La cosa bella di questo ragazzi, 33 anni, Antonio, famiglia alle spalle, quattro figli, abbia cercato di cogliere un’occasione per passare un’immagine diversa da quella che in Italia si pensa mediamente di Scampia, (si pensa ndr) popolata da gente, criminali. Alla fine si è visto: è il ritratto della genuinità, di un ragazzo che comunque lavora tutti i giorni, si sveglia la mattina, e cerca di coltivare una passione così bella e pulita come la pasticceria. Giusto che lo racconti Bake Off? Sì, perché stiamo parlando di un talent, non di un concorso (…) Invece, qui si sta parlando di un talent, voglio dire, con le differenza tra le varie persone. Racconti la loro storia. Basti pensare al livello da cui partiamo: c’è chi ha fatto corsi, c’è chi ha fatto meno…E’ un programma televisivo, ed è giusto che ci sia un coinvolgimento personale. Hanno raccontato quello che siamo, io sono veramente la ragazza che vive in campagna, che si impegna nella vita. Oppure, Alfredo, un ragazzo piccolino, alla fine è una bella cosa.

    Guardando il rapporto tra concorrenti e giudici si capisce che, quando fate le prove, crescete professionalmente. Che tipo di restituzione c’è a Bake Off?

    Sicuramente cresci, perché ti abitui a dare sempre di più (…). Uno cerca per sopravvivere nel programma di impegnarsi il più possibile e di cercare comunque di far emergere le proprie capacità. E normale che dall’inizio alla fine i dolci che facevo all’inizio sono diversi da quelli fatti nelle ultime puntate. Alla fine, è una sorta di allenamento: doverti mettere tutti i giorni in cucina per rifare un dolce significa tanto impegno e la voglia di far bene. Mi è rimasta tanta cultura.

    Benedetta Parodi ha saluto ieri i telespettatori di Real Time. Martedì prossimo, Caterina Balivo debutta su Rai 2 con Il più grande pasticcere. Non c’è il rischio che ti rimpiazzino prima del tempo?

    E’ un altro programma, su un’altra rete.

    Non giudico perché non ho le facoltà. Penso che siano due cose completamente diverse (…) Ho capito che sarà un programma con pasticceri professionisti, due cose completamente diverse. Io non ho mai studiato per quello che faccio, non ne vedo tanto il nesso. Chi vincerà questo programma avrà comunque modo di farsi conoscere (…). Sicuramente, magari darò anche un’occhiata! Però, devo dire la verità, sono due mondi diversi. Non è così?

    Da quest’anno Benedetta Parodi si sente più a suo agio nella conduzione. Com’è stata con te e con gli altri concorrenti nel corso del programma?

    Benedetta? Estremamente dolce e molto mamma. Devo dire la verità, soprattutto con i concorrenti un po’ più giovani. Ha sempre cercato di sostenerci e di mettere una buona parola, perché eravamo un po’ come i suoi figli. Una bella esperienza da questo punto di vista. E’ stata molto brava: ci dava dei consigli, ci diceva di stare tranquilli, secondo me è stata una brava conduttrice, una brava madrina, ecco, ha saputo coniugare delle giuste dosi, secondo me è riuscita alla grande. Poi, lei è bellissima, molto dolce, penso che l’abbiano capito un po’ tutti.

    Cosa c’è di diverso tra un pasticcere amatoriale che prepara dolci a casa sua da uno che va in TV? Cosa ti ha spinto a cercare il piccolo schermo?

    Sicuramente voglia di emergere, anche perché Bake Off – è vero – è un programma che finisce ma è un trampolino di lancio. Cogli la palla al balzo e riesci magari a fare centro. Spero, di riuscire – tra virgolette – a cavalcare quest’onda. Lo stesso libro che poi uscirà…spero di continuare su questa strada. Un buon punto di partenza per me, poi chi vivrà vedrà. Io cerco di impegnarmi e spero di riuscire.

    Ci anticipi qualcosa che non hai detto a nessuno sull’uscita del libro?

    Una cosa che non ho detto a nessuno? Allora, una cosa che si può dire, proprio piccola. Fammi pensare! Ci saranno dei dolci dedicati: non l’avevo detto, te lo dico a te. Poi, vedrete, ci saranno delle belle sorprese. Non ti posso dire a chi saranno dedicati, sicuramente puoi immaginare che intorno a me ci sono degli affetti molto grandi, sto cercando di farti capire in maniera velata…

    Sui social polemiche di alcuni utenti, sulla possibile vittoria di una concorrente straniera…

    Secondo me sono delle polemiche fini a loro stesse…Stephanie è americana, vive in Italia da 7 anni. L’abbiamo adottata, ecco, quindi vive in Veneto ormai da parecchio. Poi, è abbastanza appassionata della nostra cucina, ovviamente a Bake Off ha cercato di portare una ventata di USA. Qui vince il talento. Poi, che abbia origini in Romani, in America, in Italia, può essere pure australiano, vince il talento. In questo caso, ha vinto un’italiana: sono la prima italiana che vince la seconda edizione di Bake Off Italia. Non facciamo discriminazioni che non servono a niente.

    Qual è il ruolo degli autori a Bake Off Italia?

    Volevo ringraziare un autore del programma, che è Simone (Cordella ndr), perché è una persona speciale. Veramente. Scrivetelo, perché sennò non ci crede. E’ stato un autore, ma in realtà un amico. Per me veramente è stata una scoperta. Il ruolo degli autori? Ti rispondo subito, sennò pare che scrivono un copione, ma non è così. Può sembrare questo ma non è così. Avete presente quando parliamo alla telecamera? Sembriamo dei matti che parlano con la telecamera, in realtà non parliamo con la telecamera, parliamo con gli autori che in realtà passano e ci fanno delle domande e ci chiedono: Roberta come sta andando? Che pensi di questo dolce? Il loro ruolo è farci esprimere le nostre perplessità, i nostri dubbi, le nostre anche perché no obiezioni. Capita che magari ci va male il dolce…sta andando bene? Sta andando male? E’ un lavoro che, secondo me, è la parte che più serve ai telespettatori a casa a capire. Se io non parlassi con l’autore in quel momento, di me, di quello che sta succedendo, probabilmente uno non capirebbe. Capita che ci vedete che buttiamo all’aria, o ci scappa qualche parolaccia, è perché è l’autore che ci chiede… Ti dirò che è anche una bella figura di supporto, perché in quel momento parlare con qualcuno in cui dici ‘ Sta andando male, mannaggia’, ti fa anche mantenere i nervi saldi, sennò te ne scappi!

    A dicembre comincia MasterChef. Ti andrebbe di fare un giretto, come guest star, nella prossima edizione?

    Sarebbe fighissimo. In realtà MasterChef non lo seguo tantissimo, ma quando posso lo guardo. L’unica cosa che non mi piace tanto è che sia un programma un po’ più spinto: (a Bake Off ndr) da me, non succedono mai piatti volanti, non è mai successo, però Bake Off tutta la vita! Mi piacerebbe andare a fare un’altra puntata di Bake Off, magari l’anno prossimo, come successo con Madalina. Sai che bello un Bake Off finale con tutti i vincitori negli anni? Io e Madalina arriveremo col bastone!

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Bake Off ItaliaBenedetta ParodiIntervisteIntrattenimentoReal TimeReality ShowTalent Showmagnolia Ultimo aggiornamento: Giovedì 02/06/2016 07:50
     
     
     
     
     
     
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