Baila! “riproduce” Ballando: per la Rai “decisione storica”

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    Bailando por un sueño

    Continuano ad arrivare estratti dell’ordinanza con la quale il Tribunale di Roma ha deciso di bloccare la messa in onda di Baila!, inibendo peraltro “a Rti (Mediaset), a Endemol Italia, a Roberto Cenci (regista e direttore artistico) e a tutte le parti resistenti, la trasmissione dello spettacolo con titolo Baila! o con qualunque altro titolo“. Baila! e Ballando con le Stelle appaiono ‘‘l’uno riproducente l’altro”, dice il giudice, che ha ‘individuato’ “la contraffazione di Ballando e il relativo illecito per violazione del diritto di proprietà intellettuale” scrive il giudice. “Una decisione storica” commenta Giorgio Assumma, avvocato di Milly Carlucci, che ritiene peraltro ineccepibile e inappellabile la sentenza. In alto il logo di Bailando por un Sueno, da cui

    è ‘tratto’ Baila… vi ricornda qualcosa?

    Partiamo dai contenuti dell’ordinanza che continuano a essere battuti dalle agenzie: “‘Ballando è caratterizzata da una creatività sufficiente a differenziarla da altre gare di ballo, creatività i cui caratteri di individualità sono principalmente l’accoppiamento di persone non note con personaggi noti, la selezione e l’eliminazione con la combinazione di una giuria del voto popolare e l’aggiudicazione di un premio”. Elementi che, secondo il giudice, ”sono presenti anche nella concorrente trasmissione Baila!, le cui caratteristiche differenziali relative ai criteri di formazione delle coppie, al ruolo dei ballerini, alla composizione della giuria e alla sua interazione col televoto e la natura del premio rappresentano elementi marginali e non sufficienti per attribuire al programma un gradiente creativo autonomo e diverso”.

    A dir poco entusiasta Giorgio Assumma, che ha presentato istanza a nome di Milly Carlucci, che definisce la sentenza “storica, perché servirà a mettere ordine nel settore della concorrenza televisiva, dove spesso vanno in onda su reti diverse programmi simili, se non addirittura identici”. E il pensiero corre a Ti Lascio una Canzone e Io Canto, causa decisamente vinta se qualcuno avesse deciso di presentare ricorso per plagio.

    La decisione, sotto il profilo giuridico, è tecnicamente corretta e a mio avviso inappellabile – dice ancora Assumma – perché applica il principio della legge sul diritto d’autore, poco conosciuto e perciò poco adottato, secondo cui ben può essere inibita da un giudice la diffusione di un programma prima della sua messa in onda quando nel frattempo siano stati conosciuti all’esterno della redazione elementi che ne provino la illiceità sotto il profilo della tutela della proprietà intellettuale”. E i clonatori di format hanno di che preoccuparsi…