Baila! chiude per flop e Mediaset chiede i danni al Tribunale per il format “azzoppato”

Baila! chiude per flop e Mediaset chiede i danni al Tribunale per il format “azzoppato”

Mediaset conferma la chiusura anticipata di Baila! e promette di chiedere i danni per la 'versione deformata'

    Barbara d'Urso

    Stamattina vi davamo conto della finale anticipata di Baila!, in onda questa sera, sottolineando come in realtà non fosse giunta ancora nessuna comunicazione ufficiale da parte di Mediaset. Del talent erano state previste inizialmente otto puntate, ridotte quindi a sei dopo il calo degli ascolti e giunta, infine, a soli quattro appuntamenti. Arriva ora il comunicato ufficiale di Mediaset, che conferma la chiusura del talent di Barbara d’Urso e si dice pronta a chiedere i danni per il ‘flop’ indotto dalla necessità di trasformare il format originale, ‘condannato’ per plagio dal Tribunale di Roma. Di seguito il comunicato.

    Stasera andrà in onda la quarta e ultima puntata della versione deformata di Baila!” scrive Mediaset, che decide, quindi, di addossare la colpa del flop al Tribunale di Roma, che prima ha condannato il format di plagio nei confronti di Ballando con le Stelle e poi ha ‘ritardato’ la decisione sul ricorso presentato dal Biscione (attesa per venerdì scorso, ma ancora ‘latitante’), rendendo di fatto impossibile ‘ripristinare’ il format originale, tratto da Bailando Por un Sueno.

    Ma leggiamo direttamente la nota di Mediaset: “Come è noto, il progetto originario, articolato in sei puntate (in realtà 8, n.d.r.), non ha mai potuto essere realizzato a causa di un incomprensibile ricorso d’urgenza presentato, prima ancora che Baila! andasse in onda, da una conduttrice e da un’azienda concorrente (si legga Milly Carlucci e Rai, cui poi si è unita la BBC) convinti che la normale competizione televisiva in questo caso non dovesse avere luogo“. E si torna sul concetto intorno al quale si basa tutta la difesa del programma, ovvero che una rete non può avere il nomopolio su un genere, concetto da noi (nel nostro piccolo) più volte contestato.

    Il ricorso – continua il comunicato - ha generato comunque un provvedimento al buio del Tribunale di Roma che Mediaset, pur non condividendolo, ha rispettato scrupolosamente, rivoluzionando Baila! alla vigilia del debutto e amputandolo di elementi cruciali diffusi in tutte le gare di ballo televisive per garantire un’avvincente struttura narrativa“.

    E qui inizia l’attacco ai giudici: “Mediaset ha deciso di sopportare un vincolo di tale onere in attesa dell’esito dell’impugnazione dell’ordinanza: ovvero una decisione espressa dai giudici a ragion veduta, dopo aver finalmente visionato l’oggetto del contendere, e in grado di stabilire una volta per tutte che Baila! è, come in effetti è, un contenuto originale e inedito. A quel punto, nonostante il programma fosse partito con i gravi handicap descritti, avremmo potuto ripristinare l’ispirazione originaria capace di incontrare i gusti del pubblico.

    Purtroppo, a oggi, giorno di emissione di un’ulteriore puntata azzoppata, non abbiamo ancora potuto avere notizia della decisione dei nuovi giudici, e non sappiamo se arriverà a ore, a giorni o a settimane“.

    Da qui la decisione dell’addio: “Nell’incertezza, la versione deformata di Baila! stasera si fermerà con un arrivederci al pubblico. E’ già infatti allo studio un nuovo programma Mediaset dedicato al ballo che, magistratura permettendo, saprà incontrare i gusti dei telespettatori“.

    Insomma, Mediaset non molla l’idea di un talent danzereccio, “magistratura permettendo“, e promette che “a conclusione di questa incomprensibile e dispendiosa vicenda, procederà in ogni caso alla richiesta di un equo risarcimento per il danno subito“. Immaginiamo che chiederà i danni al Tribunale Civile di Roma, prima per quel che definisce una “decisione al buio“, quindi per i ritardi nel liquidare il ricorso.

    Ora, non ce ne vogliano quelli di Mediaset, ma il format in genere esprime l’idea e il meccanismo di una gara, al di là della sua ‘messa in scena’ e quindi il verdetto del giudice si sarà formato sulla base di un confronto tra ‘regolamenti’ e idea autoriale. In più, onde evitare ulteriori difficoltà, non sarebbe stato meglio aspettare che la vertenza legale avesse avuto termine? Certo, i 250 posti di lavoro chiamati in causa da Roberto Cenci e Barbara d’Urso sarebbero stati a rischio, ma anche così non è che siano stati tutelati.
    In ogni caso la decisione di andare in onda comunque, con una versione riveduta e corretta – o, come dice ora Mediaset, deformata – è stata presa dei vertici del Biscione, in accordo con produzione e autori, e pertanto tutti se ne sono assunti le responsabilità, o no?

    Ovviamente le nostre sono osservazioni ‘a naso’, visto che non abbiamo modo di conoscere i contratti e i dettagli legati al talent; così, forse, si è riuscito a recuperare qualche cosa in termini di introiti pubblicitari e di ‘penali’ contrattuali (ce ne andiamo per un’idea). Del resto i tempi della giustizia italiana sono ben noti: la decisione su Baila è arrivata alla vigilia della messa in onda, il verdetto sul ricorso forse alla vigilia della sesta puntata.

    Intanto per stasera si Baila, anche se per l’ultima volta (almeno per ora). Barbara d’Urso, intanto, a Pomeriggio Cinque fa finta di nulla: lancia gli appelli dei vip delle cinque squadre ancora in gara e si prepara alla finale. L’appuntamento è alle 21.10 con la diretta web di Televisionando.

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