Baila!, Barbara d’Urso arringa il popolo di Pomeriggio Cinque

Baila!, Barbara d’Urso arringa il popolo di Pomeriggio Cinque

    Baila durso pomeriggio cinque

    Carica a molla, Barbara d’Urso dedica l’anteprima e la primissima parte del suo Pomeriggio Cinque al caso Baila!, promettendo nella terza parte un approfondimento del caso con Roberto Cenci, regista e direttore artistico del talent che Mediaset ha deciso di trasmettere nonostante le ‘inibizioni’ del Tribunale Civile di Roma. Con espressione agguerrita e severa, la d’Urso annuncia ‘in esclusiva’ ai telespettatori di Pomeriggio Cinque (i primi, a suo dire, ad avere la notizia… ma secondo lei il web non esiste, a parte il suo blog?) che il Tribunale ha deciso la sospensione del programma. Scatta il telefonatissimo ‘buuuu’ del pubblico, cui segue la lettura integrale del comunicato in cui il Biscione annuncia battaglia e garantisce la messa in onda del programma. Grandi sorrisi e applauso liberatorio dello studio. Ossignore…

    Barbara d’Urso apre la puntata di Pomeriggio Cinque come ci aspettavamo, ovvero trattando del caso di Baila!: fa immediato riferimento alla causa intentata dalla “signora Carlucci” (la chiama proprio così), dalla Rai e dalla Ballandi Entertainment e spinge sul pedale dell’impegno indefesso con cui tutta la produzione si è gettata in questa avventura: “Abbiamo lavorato fino a tarda notte ieri, con le 250 persone di Endemol e di Mediaset che realizzano Baila!, ma questa mattina alle 8.30 è stata depositata la sentenza e il giudice ha deciso che Baila non può andare in onda“. Segue profondo ‘buuuuu’ del pubblico.

    Ma visto che dalle difficoltà si esce ‘più forti di prima’ (titolo del suo ultimo libro), la d’Urso sfodera il suo miglior sorriso di sfida e legge integralmente il comunicato stampa con cui Mediaset annuncia il ricorso e la messa in onda – comunque – della prima puntata del talent, sottolineando alcuni passaggi chiave, su tutti quello in cui il Biscione si dichiara ‘disponibile’ a “modificare ulteriormente”, il format “in attesa dell’annullamento della decisione provvisoria”. Inutile dire che il tono si fa didascalico nel leggere la parte in cui si fa riferimento ad Amici, Zelig, Grande Fratello, rappresentati come la fossero ‘generi tv’ e non format ‘aderenti’ a un tal genere. Per sostenere la loro tesi, Cenci, Mediaset e la d’Urso ‘confondono’ volutamente generi e format, come dire tra genere e testo letterario: una cosa che già in quinta elementare è da matita blu.

    Noi ci sentiamo presi in giro…e voi?

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