Awake, Kyle Killen spiega il finale (spoiler) e dice: ‘Lo show su un altro canale? No’

Awake, Kyle Killen spiega il finale (spoiler) e dice: ‘Lo show su un altro canale? No’

Awake, Kyle Killen spiega il finale (spoiler) e dice: 'Lo show su un altro canale? Improbabile'

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    Awake è stato cancellato da NBC, ma lo potremmo mai vedere su un altro canale? La risposta data dal creatore Kyle Killen è no, ‘sarebbe difficile, visti i bassi ascolti‘, spiega lo sceneggiatore, secondo cui quello che è successo nel series finale ci dà risposte abbastanza chiare sulla direzione che lo show avrebbe dovuto prendere in un’eventuale seconda stagione e che in ogni caso quello è il finale (di serie o di stagione) che gli sceneggiatori avevano in mente sin dalla prima stagione. [Attenzione, seguono spoiler sul finale dello show].

    Mentre nella realtà rossa Michael Britten (Jason Isaacs) viene incarcerato, in quella verde riesce ad incastrare i cattivi, e lo show finisce con una sequenza in cui il nostro torna a casa …e vede sua moglie Hannah (Laura Allen) e figlio Rex (Dylan Minnette), e non ha più nessun braccialetto. Intervistato da TVLine ed EW.com il creatore Kyle Killen fa il punto sullo show, spiegando in particolare che l’incidente è successo davvero e che comunque il protagonista non è in coma sognando alternativamente realtà rossa e verde: ‘E’ un uomo sopravvissuto ad un incidente stradale avendo perso una o l’altra delle persone più vicine a lui, e che ha creato un altro mondo per correggere questo danno‘, ha spiegato l’autore.

    E a proposito di realtà, l’autore spiega che gli sceneggiatori non avevano ancora pensato quale fosse quella reale, ‘ci eravamo assicurati che entrambe le realtà potessero avere dei punti a favore e contro, ma non era questa la risposta che cercavamo nell’ultimo episodio, non ci sembrava necessario dare una risposta a questa domanda ora: anche la seconda stagione non avrebbe spiegato quale mondo sarebbe stato reale e quale no, entrambi gli sarebbero apparsi realistici ma sarebbero andati in direzioni differenti, con tutto quello che ne consegue‘.

    Tra queste ‘separazioni’, secondo quanto rivelato a TVLine, il fatto che in una realtà Britten avrebbe avuto la moglie incinta, mentre nell’altra avrebbe sviluppato una relazione romantica con l’allenatrice di tennis del figlio (Michaela McManus,); più in generale, la seconda stagione di Awake avrebbe in particolare perso un po’ di tocco procedurale, i personaggi sarebbero stati sviluppati sul piano emotivo ed approfonditi, sfruttando anche la gravidanza dell’attrice Laura Allen per sviluppare un arco narrativo inedito per il personaggio di Hannah che avrebbe fatto da contraltare alla relazione con Tara.

    Killen smentisce la creazione di una terza realtà, sottolineando invece il fatto che in una delle conversazioni con la dottoressa Evans (Cherry Jones) il protagonista capisce che può avere entrambi i mondi e continuare a sognare: ‘Twin Peaks è stato per me uno show fondamentale, anche se non abbiamo mai inserito troppi elementi fantastici e immaginifici: il finale aveva il compito di aprire una terza dimensione, uno spazio da sogno per introdurre nuovi elementi surreali: la dimensione con moglie e figlio è la nostra Loggia nera [un luogo metafisico extradimensionale nella serie di David Lynch, ndr], il posto dove tutto può succedere, e non so se le cose sarebbero state sempre così felici e lineari‘.

    L’autore conferma comunque che il finale era stato concepito così fin dall’inizio, ‘dopo Lost gli executives dei network vogliono una serie di tappe e quella era la nostra tappa di fine prima stagione‘, spiega Killen, secondo cui è difficile che lo show sarà comprato da qualche altra rete: ‘I rating sono quelli che sono – dice l’autore – ringrazio i fan che vogliono salvare lo show, ma se vogliono usare le loro energie per qualcosa, comincino una campagna per far nominare Jason Isaacs agli Emmy‘. Nonostante i due fallimenti televisivi, infine, Killen conferma che continuerà a lavorare in tv, magari essendo meno ‘superbo’ nel concepire i progetti da vendere ai grandi network: ‘Se avrò idee da network le venderò ad un network, altrimenti mi rivolgerò alle tv via cavo‘.

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