Avanti un altro, Paolo Bonolis: ‘Improvvisato, imprevedibile e politicamente scorretto’

Avanti un altro, Paolo Bonolis: ‘Improvvisato, imprevedibile e politicamente scorretto’

Paolo Bonolis rivendica il successo di Avanti un altro anche all'estero, dove è stato venduto in sette Paesi

    Paolo Bonolis e Avanti un altro, ormai, sono una cosa sola. Finito – suo malgrado – al centro delle polemiche a causa del suo personaggio filippino che non è stato particolarmente gradito (la sfortuna ha voluto che la messa in onda della registrazione fosse quasi contemporanea alla tragedia avvenuta in Asia), il conduttore romano, intervistato da TV Sorrisi e Canzoni, ha parlato della sua creatura con orgoglio, sottolineandone il successo di ascolti e – di conseguenza – commerciale. “Il nostro show è stato venduto in sette Paesi: non esisteva prima, esce dallo schema globalizzato“.

    In effetti Avanti un altro è un quiz sui generis: a metà tra lo spettacolo da circo e il cabaret, non di rado confina le domande in un angolino per lasciare spazio allo show più puro, orchestrato da Bonolis e dal socio Laurenti. “Non è politicamente corretto, ogni puntata è totalmente imprevedibile, sia per chi la guarda sia per chi la fa“, dice Bonolis.

    Beh, sul fatto che non sia politicamente corretto ci sono pochi dubbi: tra i filippini presi in giro e le belle stupide e prosperose, passando per pseudo-analfabeti e becchini, certamente Avanti un altro non è un programma eticamente inoppugnabile. Ma è giusto che sia così: l’importante è fare divertire. Come rivela il presentatore, Il 90% è improvvisato. Le domande sono preparate prima dagli autori ma tutto quello che ne consegue è… impreparabile.

    E’ come nella commedia dell’arte. Fondamentalmente sono un autore che si ritrova a fare il conduttore“.

    E i risultati si vedono, se è vero che – sotto il profilo degli ascolti – Avanti un altro si trova a combattere fianco a fianco con L’eredità, che per altro può godere di spazi pubblicitari meno lunghi. Bonolis non manca di farlo notare, pur con la massima correttezza: “C’è grande serenità. Io e Carlo Conti ci conosciamo bene, lui fa un prodotto da Rai1, noi facciamo uno show tutto nostro che potrebbe andare su ogni canale. La valutazione sugli ascolti è complicata: siamo praticamente alla pari, noi abbiamo 12 minuti in più di assenza dal video per la pubblicità“.

    Mentre prosegue l’impegno con Avanti un altro, comunque, l’ex conduttore di Tira e Molla è al lavoro su altro: Scherzi a parte o La Corrida? Lui non svela molto: “Sto lavorando a una cosa, che deve essere ancora discussa ai piani alti, parlarne ora non ha senso, se mi dicono di no abbiamo parlato di aria fritta“.

    Anche se – confessa – il suo sogno sarebbe una serata con tre programmi diversi: “Si venderebbero meglio! In un’ora sei in grado di circoscrivere il pubblico, in due ore e mezza invece il flusso è così variabile che devi rivolgerti a tutti e diventa molto faticoso“.

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