Auditel, multata dall’Antitrust, fa ricorso al Tar

Auditel, multata dall’Antitrust, fa ricorso al Tar

    Auditel antitrust

    E’ di ieri la notizia della supermulta di 1,8 mln di Euro comminata dall’Antitrus all’Auditel per abuso di posizione dominante, segnalata da Sky nel 2009 in merito alla mancata pubblicazione dei dati di ascolto dettagliati dei canali della piattaforma satellitare e delle tv DTT. In questo modo, dice sentenzia l’Antitrust, si sarebbe avvantaggiate Rai e Mediaset, che risultano anche i principali azionisti della società che dal 1984 è incaricata di elaborare e pubblicare i dati di ascolto tv. L’Auditel, però, non ci sta e annuncia un ricorso al Tar.

    Procediamo con ordine: che l’Auditel sia un sistema alquanto discutibile per monitorare i reali ascolti tv sembra ormai assodato da tempo, ma resta di fatto l’unic parametro trasversalmente riconosciuto da emittenti e investitori pubblicitari per calibrare i listi di vendita degli spazi pubblicitari e determinare il successo o l’insuccesso di un programma tv.

    Considerazione di fondo a parte, l’Auditel non è mai stato un sistema ‘particolarmente veloce’ nel recepire i cambiamenti del panorama tv: è emerso con chiarezza con la diffusione in Italia del mercato pay e con l’avvento del Dtt, che ha fatto ‘esplodere’, frammentandola, l’offerta tv.
    Già nel 2009 Sky aveva presentato un esposto all’Antitrust per denunciare la ‘scorretta’ condotta dell’Auditel, che a lungo non ha pubblicato dati dettagliati relativi a tutti i canali (dagli analogici ai dtt, dai satellitari agli IPTV) presenti sul territorio nazionale, finendo così, secondo Sky, per avvantaggiare i principali poli tv, Rai e Mediaset, e rafforzarne la ‘percezione’ dominante sul mercato tv anche agli occhi degli investitori.

    L’accusa di Sky viene riconosciuta e avallata dall’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, che ieri ha condannato Auditel al pagamento di una salatissima multa: sottolineandone il monopolio nella rilevazione dei dati d’ascolto e la sua posizione dominante nel mercato tv, l’Antitrust ha condannato l’Auditel per aver ingiustificatamente ostacolato, a partire dalla seconda metà del 2009 e fino al mese di ottobre 2010, la pubblicazione giornaliera dei dati di ascolto televisivi relativi a ciascun canale, distinti per ciascuna piattaforma di trasmissione (analogica, digitale, satellitare e Tv via internet) e per aver ostacolato, dalla seconda metà del 2008 e fino al mese di gennaio 2010, la pubblicazione giornaliera dei dati relativi alla voce ‘ALTRE DIGITALI TERRESTRI’.

    Ma il terzo ‘capo d’imputazione’ a nostro avviso più grave per il quale Auditel è stata condannata è quella di aver erroneamente attribuito i dati di ascolto rilevati nel panel, nella fase della loro elaborazione, anche alla popolazione non dotata di apparecchi televisivi. Insomma, oltre ad aver favorito Rai e Mediaset, riconosciuti come suoi principali azionisti, si profilerebbe nella rilevazione dei dati addirittura ‘un falso’, con l’estensione del panel anche a individui non dotati di tv.

    Una situazione che sfiora il paradosso e che mette sempre di più in luce i limiti di un sistema nato nel 1984: possibile che in Italia tutto possa essere oggetto di lottizzazione e potenziale strumento di ‘truffa’. Possibile che non possa essere messo a punto un sistema di rilevazione degli ascolti più dettagliato, puntuale e davvero indipendente?

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