Auditel, come funziona? Lo ‘spiega’ (e lo difende) il direttore generale

Auditel, come funziona? Lo ‘spiega’ (e lo difende) il direttore generale

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    Dopo la pesante multa comminata dall’Antitrust per abuso di posizione dominante, contro la quale l’Auditel ha già annunciato ricorso, sono diventati (se possibile) ancora più pesanti i dubbi sulla ‘trasparenza’ e la validità dei dati d’ascolto pubblicati quotidianamente dalla società di rilevazione italiana. Accusato di essere poco rappresentativo del campione italiano, poco ‘adeguato’ al mutato panorama multipiattaforma della tv e di avere acquisito un potere eccessivo nella definizione dei palinsesti – basandosi peraltro su un sistema esclusivamente quantitativo e non qualitativo – l’Auditel cerca di difendersi per voce del Direttore Generale Walter Pancini, intervistato da Tv Sorrisi e Canzoni.

    Il settimanale di Alfonso Signorini ha deciso di seguire un’inchiesta sul funzionamento dell’Auditel, o meglio ‘un’indagine sui consumi tv’ in un periodo in cui si fa sempre più forte la frammentazione dell’ascolto e sembra sempre più difficile tenere ‘sotto controllo’ la distribuzione dei telespettatori tra canali satellitari e DTT free e pay, tra web e fruizione differita.

    L’Auditel, si sa, è da sempre oggetto di grandi critiche (consigliamo la lettura de La Favola dell’Auditel di Roberta Gisotti) e così la prima intervista di Sorrisi è dedicata proprio al gran capo del sistema di rilevazione in uso.
    Secondo Pancini, molto è cambiato dal 1986, anno d’introduzione del sistema di rilevazione, sia dal punto di vista tecnologico che da quello statistico: Auditel è uno dei sistemi di rilevazione più avanzati al mondo. In questi 25 anni ha migliorato tecniche e metodologie. Nel 1996 ha raddoppiato il campione da 2500 a oltre 5000 famiglie (per la precisione 5.163 famiglie con oltre 9.500 rilevatori meter su altrettanti televisori, per una copertura di circa 14.000 individui, da dati Auditel, n.d.r) con un notevole aumento dell’affidabilità e una percentuale d’errore inferiore al 2%.

    Pancini spiega, poi, il miglioramento tecnologico introdotto negli ultimi anni: L’introduzione dell’Audio Matching ci permette di affrontare la digitalizzazione del sistema tv italiano e un numero triplicato di canali che oggi sono circa 300. Auditel misura anche l’ascolto differito, cioè i programmi registrati e rivisti, e si prepara a monitorare l’ascolto anche su altri tipi di schermo, come computer e iPad (come, però, non viene ancora spiegato, n.d.r).

    Venendo poi al campionamento per le rilevazioni e alla ‘proiezione’ dei dati registrati sull’universo della popolazione, Pancini afferma che ‘la popolazione italiana viene indagata con una grande ricerca che prevede 30.000 famiglie intervistate ogni anni e che permette di descrivere la popolazione in strati socio-demografici. Il campione che ne deriva rispecchierà la composizione di questi strati. Le 5200 famiglie del panel rispecchiano le diverse Italie.

    Il campione ‘ruota’ (ovvero cambia, n.d.r) di un 20% l’anno e non riceve compensi, solo qualche omaggio, oggetti di uso comune come phon, ferri da stiro e via così.

    La rilevazione dei dati si basa, in buona parte, sulla ‘buona fede’ degli individui monitorati: ciascuno di loro, infatti, deve segnalare costantemente quante persone sono in quel momento davanti alla tv, specificando in caso di ospiti anche i dati ‘sensibili’ (età, sesso, titolo di studio etc). Facile, quindi, che qualcuno ‘bari’ o ‘tralasci’ alcuni dettagli: per Pancini, però, non è un problema. Se qualche famiglia, per favorire un programma, dovesse dichiarare all’ascolto un numero di ospiti con una sistematicità e un’entitùà poco credibili scatterebbe un controllo telefonico da parte nostra. In situazioni fortemente sospette faremmo uscire la famiglia dal campione. In ogni caso un comportamento del genere avrebbe un impatto marginale sui dati. La scorrettezza di un individuo su un campione di circa 14.000 individui non può influenzare i dati, a meno che non sia ‘sfacciata’, ma in questo caso la sua intercettazione sarebbe più semplice. La stragrande maggioranza delle famiglie si comporta in modo corretto.

    Ci si addentra, quindi, nella difesa dalle accuse mosse da Sky e accolte dall’Antitrust, ma la sensazione che lascia questa ‘indagine sugli ascolti’ e questo ‘approfondimento’ sui retroscena dell’Auditel è quella di uno ‘spazio promozionale’ gestito (o in buona parte) dall’Ufficio Stampa Auditel. I dubbi sulla sua attendibilità e sulla sua puntuale registrazione dei dati restano: d’altra parte ci si affida alla buona volontà del panel e come insegnano gli ‘exit poll’ scarti tra proiezioni e realtà non mancano.

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