Ascolti, Sanremo non delude: prima parte a 12.500.000

La terza serata conferma il successo di audience delle prime due: quasi nove milioni e mezzo in media (poco meno della serata di ieri), ma 12 milioni e mezzo nella prima parte

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    Apertura terza serata Sanremo 2009

    Nell’affascinante serata dei duetti delle Proposte, il Festival di Sanremo 2009 mantiene i suoi alti standard di ascolti, anche se cala leggermente in media: la prima parte ha ottenuto 12.523.000 telespettatori (43,89%), nella seconda, conclusasi alle 01.25, l’audience ha raggiunto i 6.312.000 (54,33%). In media 9.417.500 telespettatori e il 49,11% di share. Scherzi a Parte resiste con 4.064.000 e il 15,62% di share.

    Stando a questi risultati non si può dire che il Festival sia definitivamente uscito dal cuore degli italiani. Tutto sta al ‘progetto’, come ama definirlo Paolo Bonolis. E aggiungeremmo, molto è nelle mani dei conduttori. Il clima, anche un po’ caciarone volendo, dettato dai toni e dalla complicità tra i due conduttori ha conquistato il pubblico a casa e, cosa ancor più difficile, il teatro Ariston. A nostra memoria non ricordiamo un pubblico in sala così caldo, così partecipe, così complice: il calore del teatro si trasferisce facilmente a casa e spezza finalmente quell’aria da ‘requiem’ capace di gelare anche il Maracanà di Rio de Janeiro. Quegli applausi striminziti, quelle facce distanti e snob, quell’atmosfera da “siamo qui solo per far morire d’invidia il vicino di casa, ma alla fine il festival è un carrozzone noioso” ha lasciato spazio forse alla ‘sagra’, ma ben venga. Persino Lucio Dalla, ieri sera, ha commentato la trasformazione del pubblico – incitato, sostenuto, avvolto da Bonolis – prendendolo bonariamente in giro: “Siete proprio svizzeri, eh?” ha detto Dalla prima di coinvolgerlo a propria volta in una lezione di canto.

    Tutto questo arriva a casa e trasforma, come detto anche in un precedente articolo, la funzione solenne (finora da Requiem) in una celebrazione stile ‘protestante’, con cori Gospel e battito delle mani. Amen!

    Senza contare, indubbiamente, che ne guadagna anche la musica: al di là della splendida sfilata di duetti che ha impreziosito la terza serata con ospiti eccezionali, la musica torna alla sua vera dimensione, quella della partecipazione, della condivisione, lontano dalla vetrina un po’ gelida scandita dai tempi di esecuzione, dalle votazioni della giuria, dall’esibizione asettica per non influenzare il pubblico a casa. Da Festival della Canzone Italiana a Festa della Musica: un passaggio non banale che merita i complimenti.

    Con i tempi che corrono, e con lo scandalo televoto che incombe, almeno riuciamo a godere di buona musica senza l’ipocrisia di una correttezza notarile che nessuno (stando così le cose) riesce a garantire.

    Che il Festival continui, dunque, e che gli dei dell’Auditelquasi nome e della Musica diano ancora forze sufficienti a Bonolis per arrivare carico alla serata finale.