Ascolti Rai in crisi, Del Noce se la prende con l’Auditel

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    Fabrizio del Noce

    Il calo generalizzato degli ascolti Rai dipende dalle misurazioni Auditel: questo il succo delle dichiarazioni rilasciate da Fabrizio Del Noce, direttore di RaiUno agli sgoccioli, a margine della conferenza stampa di presentazione della miniserie Rebecca, la prima moglie, in onda il 7 e l’8 aprile su RaiUno. “Il campione dell’Auditel è superato“, tuona del Noce: peccato che finora gli era andato bene.

    Lo sfogo del direttore di RaiUno viene ripreso oggi da Emilia Costantini sul Corriere della Sera. In pratica Del Noce non può credere ai tanti risultati sotto le aspettative raccolti negli ultimi mesi dalla sua rete, pertanto cerca una spiegazione nelle modalità di rilevazione degli ascolti adottato dall’Auditel fin dal lontano 1984.

    Troppi dati non quadrano“, dice Del Noce, “il calo è generalizzato e repentino. Sanremo ha perso uno spettatore su tre in un’edizione da tutti giudicata buona. Don Matteo, che batteva regolarmente il Grande Fratello ora perde tre punti contro Lo Show dei Record; Carlo Conti ha fatto più ascolti con le Canzonissime che con la prima puntata de I Raccomandati, che hanno perso contro I Cesaroni, il backstage di Viva Radio2…minuti ha fatto solo il 20% nonostante i 10 milioni di gennaio. E ancora, Capri ha ottenuto risultati più bassi del previsto e anche Affari tuoi è in calo”.

    Tutto troppo sospetto per Del Noce, che ha chiesto all’Azienda di fare verifiche sul campione Auditel. Immediata la risposta del Direttore Generale dell’Auditel, Walter Pancini: “I dati Auditel sono verificati da una società esterna, la Replay, che certifica che le nostre rilevazioni sono corrette. Per le reti nazionale il margine di errore è irrilevante, in più la Rai ha a disposizione i dati d’ascolto minuti per minuto”.

    Da tempo il sistema Auditel è sotto processo per l’incapacità di registrare, con un seppur minimo tasso di verosimiglianza, il consumo televisivo delle famiglie italiane. Al di là della selezione del campione, non si può non tener conto, ad esempio, che il meter (ovvero l’apparecchio di rilevazione dell’ascolto tv) è collegato ad un solo apparecchio, solitamente quello “principale” collocato in salone o in cucina. Degli altri due o tre televisori, plausibilmente disseminati per casa in famiglie con almeno due figli, non è dato sapere. Sull’inadeguatezza dell’Auditel uscì qualche anno fa un interessante volume, La Favola dell’Auditel, scritto da Roberta Gisotti, che ovviamente vi consigliamo di leggere. Persino l’Auditel si è presa la briga di realizzare sul proprio sito web una pagina ad hoc per rispondere alle “accuse” rivolte alla società dall’autrice e per difendersi da alcuni “errori” dei giornalisti.

    Ma la colpa di una stagione andata male non si può riversare sull’Auditel: tutti i programmi citati da Del Noce non sono proprio delle novità nell’offerta televisiva della Rai. Forse Don Matteo, giunto alla sesta serie (con la settima già in cantiere) ha stancato, così come I Raccomandati, che hanno ugualmente tagliato il traguardo della sesta edizione e per di più si scontrano con un colosso di gradimento (oltre che di ascolto) come I Cesaroni. Non stupisce, quindi, che Carlo Conti abbia fatto più telespettatori con un programma che, per quanto retrò, era comununque una new entry, così come accade per Lo Show dei Record. Perchè poi stupirsi per i risultati del “backstage” di Viva Radio2…minuti, promosso a mezzo stampa come una semplice antologia del meglio di una trasmissione andata in onda non più di due mesi fa? Su Capri, poi, ci sarebbe da aprire un capitolo a parte, cosa che prima o poi faremo: il fascino dell’Isola Azzurra non può bastare da sola a reggere un’intera serie tv, pensata male e recitata peggio, come “denuncia” anche Aldo Grasso nella sua recensione per il Corriere della Sera.

    Insomma, un bell’esame di coscienza onesto e sncero non farebbe male al direttore Del Noce: il suo è ormai tempo di bilanci, essendo prossima la scandenza del contratto, e il suo dev’essere veramente molto amaro se arriva a prendersela con l’Auditel.