Arisa a Sanremo 2016 con Guardando il cielo: testo della canzone

La cantante tenta la tripletta, in tanti la danno per favorita

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    Arisa sarà tra i Big al Festival di Sanremo 2016 con il brano Guardando il cielo: il testo della canzone con cui la cantante gareggerà durante la 66esima edizione della kermesse musicale. Arisa, data per favorita sul palco dell’Ariston, porta un pezzo che, secondo gli addetti ai lavori, potrebbe colpire immediatamente il pubblico. Guardando il cielo tratta un tema diverso e particolare: “Credo che ci siano temi importanti che vadano affrontati, come quelli su cui si sta tanto dibattendo in questi giorni in Italia, ma credo che ci siano tematiche anche più importanti, come il rispetto per il nostro pianeta”.

    La cantante foggiana che lo scorso anno ha affiancato Carlo Conti in qualità di valletta, ritorna sul palco dell’Ariston nelle vesti solite di cantante. Arisa ha già vinto il Festival di Sanremo per ben due volte, nel 2009 con Sincerità e nel 2014 con Controvento, mentre nel 2012 si è guadagnata la medaglia d’argento con La notte. Come andrà il 2016 con la canzone Guardando il cielo?

    Arisa canterà a Sanremo 2016 Guardando il cielo, di seguito il testo della canzone con cui gareggerà sul palco dell’Ariston nella sezione Big.

    Guardando il cielo: il testo della canzone di Arisa

    Se tu mi chiedi cosa faccio in questa vita amico mio

    La sola cosa che so dirti è non lo so nemmeno io

    Viviamo tempi troppo austeri

    Siamo animali di città

    Eppure sai che ogni notte prima di dormire io

    Che ho preso tutto da mia nonna faccio una preghiera a Dio

    Potrà sembrarti rituale però a me dà serenità

    Con la certezza che ci sia

    Una realtà che va al di là di questa comprensione mia

    Potrai chiamarla anche magia

    Per me adesso si chiama universo

    Stringo i pugni e rido ancora che la vita è questa sola

    Se un giorno un’altra vita arriverà

    Mi sono già promessa di non viverla in città e quindi

    Di ogni giorno prendo il buono

    Tanto a cosa serve a un uomo

    Svegliarsi e dire che oggi non andrà

    È troppo presuntuosa la previsione di una verità

    Se tu mi chiedi cosa faccio in questa vita amico mio

    La sola cosa che so dirti è non lo so nemmeno io

    Viviamo tempi troppo austeri in queste stupide città

    Ma ho la certezza che ci sia

    Una realtà che va al di là di questa comprensione mia

    Potrai chiamarla anche utopia

    Per me adesso è solo universo

    Stringo i pugni e rido ancora

    Che la vita è questa sola

    Se un giorno un’altra vita arriverà

    Mi sono già promessa di non viverla in città

    Di ogni giorno prendo il buono

    Tanto a cosa serve a un uomo

    Svegliarsi e dire che oggi non andrà

    È troppo presuntuosa la previsione di una verità

    Di una verità

    Di una verità

    Di una verità