Arbore: la tv? Fatta in serie come il cibo di McDonald’s

Arbore: la tv? Fatta in serie come il cibo di McDonald’s

renzo arbore, nel corso della presentazione della docufiction focaccia blues, ha parlato della tv italiana e ha sostenuto che ormai è fatta solo di format e reality in serie, come il cibo da mcdonalds

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    Renzo Arbore, tv

    Renzo Arbore usa una bella metafora per descrivere l’attuale situazione che regna all’interno della televisione italiana e mondiale. Il piccolo schermo va avanti solo con format e reality, i programmi sono fatti in serie, proprio come il cibo di McDonald’s. Mai paragone fu più azzeccato.

    Renzo Arbore, simpatico protagonista di tante divertenti prime e seconde serate della Rai negli anni ’80, è un grande esperto e conoscitore della televisione e dei suoi meccanismi. Ecco perché ha tutte le carte in regola per criticarla, dopo averla vissuta e amata per tanto tempo.

    La tv di oggi “in tutto il mondo, è fatta in serie, dominata da format e reality. È un po’ come il cibo da McDonald’s”. Questa la considerazione di Arbore espressa durante la presentazione di Focaccia Blues, la docufiction di Nico Cirasola incentrata sulla incredibile storia di una semplice focacceria di Altamura che ha costretto alla chiusura nientemeno che il colosso americano dei fast food.

    Una critica come detto davvero azzeccata, visto che il piccolo schermo italiano sembra ormai essere in grado di sfornare e offrire a noi poveri telespettatori solo prodotti pre-confezionati, ovvero format che al massimo richiedono un piccolo “adattamento nazionale”. Per non parlare poi dei reality e dei talent show che ormai spopolano su qualsiasi rete e ci accompagnano, nostro malgrado, in tutte le stagioni tv: Il ballo delle debuttanti, L’Isola dei famosi, La Talpa, Amici, Ballando con le stelle, Grande Fratello, XFactor, La Fattoria e adesso anche Vuoi ballare con me? e Academy. Dieci reality da settembre a oggi, non saranno un po’ troppi?

    Ha ragione Arbore dunque quando parla di prodotti in serie, a volte di qualità scadente (appunto come i panini di McDonald’s), e forse sarà per questo che per ora preferisce continuare a concentrarsi sulla musica e il tour con l’Orchestra Italiana, anche se il piccolo schermo un po’ gli manca.

    Io sto sempre covando qualche nuovo programma – ha detto – ma tra il dire e il fare c’è di mezzo la tv”. Inoltre, ha aggiunto, “mi piacerebbe che l’Italia, il paese del gusto e della fantasia, fosse in grado di mostrare queste sue qualità anche attraverso la sua tv”.

    Attualmente lo showman guarda molto favorevolmente a Sky che rappresenta a suo parere “una valida alternativa” grazie a programmi molto interessanti. “Certo con una televisione generalista vivace come la nostra, ha un percorso difficile, ma Fiorello ha aperto la strada”, ha concluso.

    Tornando infine alla docu-fiction, Focaccia Blues uscirà in dieci copie nei cinema il prossimo 17 aprile, distribuito da Bunkerlab. Nel film, che mischia i fatti veri alla fiction, appaiono in alcuni camei anche Michele Placido, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, Lino Banfi e lo stesso Arbore.

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