Antonio Ricci: ‘Un programma in Rai? Lo farei se mi dessero la libertà’

Antonio Ricci: ‘Un programma in Rai? Lo farei se mi dessero la libertà’

Il papà di Striscia la notizia si 'confessa'

    Antonio Ricci non esclude di poter realizzare un programma per la Rai, a condizione di avere tutta la libertà che ha con Striscia La Notizia: per la cronaca, il creatore del più longevo tg satirico ha già collaborato con Viale Mazzini, anche se si parla di anni ’80 e dintorni, con Fantastico, Te la do io l’America e Te lo do io il Brasile, programmi in cui lavorò anche Beppe Grillo. Ma come potrebbe Ricci realizzare un programma per la Rai? La risposta è che – strano ma vero – il nostro non ha un’esclusiva con Mediaset, e che già tempo fa c’erano stati degli abboccamenti con la tv pubblica, caduti nel nulla.

    Antonio Ricci potrebbe fare un programma per la Rai: al momento di concreto non c’è niente, ma l’autore di Striscia la notizia confessa di non avere vincoli ed esclusive Mediaset, quindi potrebbe lavorare per Viale Mazzini. ‘Tempo fa ne abbiamo parlato, senza concretizzare. Non ci vedrei niente di strano. L’importante è avere la libertà che ho qui a Striscia‘, spiega Ricci intervistato da Aldo Cazzullo sul Corriere della sera, aggiungendo che il tg satirico ha sì tanti guai, ma anche otto milioni di spettatori, perché fa le cose che i tg non fanno: dare spazio alle denunce della gente. Nello specifico, filmare i furbetti del cartellino, occuparsi delle malversazioni di Equitalia (che minaccia denunce) e chiedere conto ai politici (anche se da lunedì 4 aprile scatta la par condicio definita da Ricci una vera e propria censura

    Insomma, Ricci lavorerebbe in Rai, anche se per ora si limita a fare i complimenti ad Antonio Campo Dall’Orto (non tanto per il suo lavoro in Rai, quanto perché, stando a quanto riferito da Ricci, non risponde nemmeno al telefono, e fa bene visto che probabilmente si tratta di tutte telefonate di raccomandazioni) e confessa di non invidiare Daria Bignardi a Rai 3.

    Quanto al futuro della tv, Ricci ritiene che non sia troppo tardi per cambiare la Rai, che però dovrebbe svecchiare il pubblico e i prodotti: se anche la Rai vince negli ascolti, ha un pubblico anziano, Mediaset è davanti nella raccolta pubblicitaria perché la Rai ha poco interesse, avendo il canone.

    Per Ricci, invece, i dirigenti dovrebbero guardare meno l’Auditel e recuperare il pubblico attivo, lavorare sulla qualità dei prodotti, investire, sperimentare e perseverare se i risultati non arrivano subito – d’altronde, con Montalbano che fa otto milioni in replica, possono permettersi di aspettare. Non che Mediaset stia meglio, considerando che a parte Ricci, Maria De Filippi, Bonolis e Gerry Scotti non ha programmi forti: ‘colpa’ di Sky, che grazie a una programmazione giovane ha tolto una parte del pubblico più attivo: ‘Ora però – dice Ricci – Canale 5 sta recuperando pubblico, ricomincia a programmare‘.

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