Antonio Caprarica, addio poco ‘british’ alla Rai: il giornalista fa causa per ‘persecuzione’

Antonio Caprarica, addio poco ‘british’ alla Rai: il giornalista fa causa per ‘persecuzione’

Caprarica si licenzia e accusa la Rai: 'Mi perseguitano'

da in Personaggi Tv, Rai
Ultimo aggiornamento:

    Antonio Caprarica

    Per anni lo abbiamo visto parlarci di Londra e dell’Inghilterra come se fosse diventato inglese pure lui (e chi se le scorda certe sue cravatte…), ma di certo l’addio di Antonio Caprarica dalla Rai avrà – a meno di colpi di scena – una coda poco british: il popolare corrispondente ‘sbatte la porta‘ al servizio pubblico e tramite un comunicato stampa al vetriolo in cui attacca il direttore generale Gubiotosi e il consiglio di amministrazione (sordo alle sue denunce) annuncia azioni giudiziarie nei confronti dell’azienda di viale Mazzini per giusta causa. Come finirà questa storia non si sa, incluso chi gestirà la sede di Londra: il favorito sarebbe Marco Varvello, attuale responsabile dell’Ufficio di corrispondenza di Berlino.

    Dopo anni di amore – seppure a distanza – si chiude bruscamente la storia tra Antonio Caprarica e la Rai: ‘Non mi resta, con profonda amarezza, che sbattere la porta e andare dritto nelle aule dei tribunali‘, la chiusa di un lungo comunicato diffuso dell’Ansa, nel quale il conduttore annuncia che chiederà ai giudici ‘la tutela dei miei diritti e della mia onorabilità contro il vertice Rai, che dev’essere ricondotto al rispetto delle regole. Bisognerà battersi per assicurare, in questa situazione, un futuro al servizio pubblico, e io continuerò a farlo da cittadino e da giornalista‘.

    Non è chiaro cosa sia successo tra la tv di Stato e Caprarica – ritornato nella sede di Londra dopo aver ‘lasciato’, non senza polemiche, la direzione del Giornale Radio Rai e di Rai Radio Uno: secondo la ricostruzione del giornalista, in primavera l’azienda avrebbe cercato di ‘incentivarlo‘ all’esodo, a fronte di una potenzialità lavorativa di altri tre anni (Caprarica è nato nel 1951); il corrispondente risponde ‘picche, e dopo tre settimane ‘arriva un’ispezione di auditing interno‘, senza riscontri. ‘Allora – racconta il volto Rai – si sono inventati una lettera di addebito, datata 7 ottobre scorso, in cui mi costestano di non aver rispettato le regole burocratiche aziendali, come non aver chiesto il certificato antimafia, non avere una procura negoziale, e non aver seguito le procedure di gara europee per la selezione dei collaboratori, tutti freelance che collaborano con la sede da 30 anni)‘.

    Sempre secondo il racconto di Caprarica (difeso dallo studio legale D’Amati), è lo stesso direttore del personale che gli consegna la lettera ad ammettere che alcune contestazioni ‘non esistono‘; il nostro viene comunque convocato dal direttore generale Luigi Gubitosi che, almeno secondo la versione del corrispondente gli dice che ‘se accetta di andarsene, il procedimento decade‘; il dg a precisa domanda di Caprarica, aggiunge di aver già parlato a Marco Varvello per offrirgli la sede di corrispondenza di Londra.

    Dopo le sue controdeduzioni e una nuova lettera di richiamo, oggi Caprarica denuncia di essere stato ‘esautorato dalla gestione della sede di Londra‘ e parla di ‘crescenti pressioni esercitate dai vertici aziendali con metodi inammissibili e offensivi‘ e di ‘persecuzione‘ nei suoi confronti: ‘Di fronte al mio rifiuto della proposta di andare via dall’azienda con un incentivo – spiega all’ANSA – ho ricevuto contestazioni risibili. Non avrei mai immaginato – aggiunge – di lasciare in questo modo l’Azienda della mia vita, dopo oltre un quarto di secolo di servizio onorevole e immacolato in ogni angolo di mondo.

    Troncare questo rapporto con effetto da oggi, come ho appena comunicato alla direzione del personale, è per me l’unica possibilità di immediata reazione alle crescenti pressioni esercitate dai vertici aziendali con metodi inammissibili e offensivi. Inutile dire – conclude l’ex corrispondente all’Adnkronos- con quanta tristezza assisto allo spettacolo della Rai che divora i suoi figli‘.

    Rabbia, ma anche amarezza: spiega ancora Caprarica nella sua nota:

    ‘Ho respinto finora gli attacchi rivoltimi, dimostrandone l’infondatezza, ma né la mia salute né la mia dignità mi consentono di rimanere ulteriormente in Rai. Purtroppo, la mia vicenda illustra drammaticamente l’assenza di qualsiasi organo aziendale di garanzia per i lavoratori, giacché il consiglio d’amministrazione – da me informato su ogni passaggio della persecuzione – ha preferito voltarsi dall’altra parte piuttosto che chiedere spiegazioni al direttore generale. Con buona pace per il codice etico della Rai’

    784

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Personaggi TvRai