Antonello Zara di Uomini e Donne, i genitori del tronista in visita dal Papa

Antonello Zara di Uomini e Donne morto in un incidente: i genitori si sono recati in udienza dal Papa

da , il

    Non si placano il dolore ed il senso di ingiustizia per la morte di Antonello Zara, tronista di Uomini e Donne. L’incidente mortale causato nel 2008 da un automobilista a folle velocità ed alla guida contromano ha sconvolto la vita dei genitori di Antonello, Valter e Patrizia, che con grande dignità e perseveranza hanno ingaggiato una vera e propria battaglia per l’introduzione dell’omicidio stradale volontario nel nostro Codice Penale. Duramente provati dalla sentenza beffa sulla morte del figlio, i coniugi Zara sono reduci da un incontro con Papa Francesco che ha potuto così conoscere la loro triste storia.

    La visita dal Papa dei genitori di Antonello Zara è stata motivata dalla volontà di far conoscere la storia del figlio per sensibilizzare ulteriormente sulla questione dell’omicidio stradale. La posizione della famiglia a proposito di quanto accaduto al figlio sei anni fa è stata espressa da un recente post apparso su Facebook: ‘Posso dire grazie per la forza che mi dai sempre e soprattutto per avermi dato la calma di non agire per te. L’assassino di Antonello non sarà mai perdonato da noi genitori‘.

    Aggiornamento del 09/10/2014 a cura di Paola Zagami

    Antonello Zara di Uomini e Donne, sentenza beffa per la sua morte

    E’ forte la rabbia del papà di Antonello Zara, il tronista di Uomini e Donne morto in un incidente stradale nel 2008. Il ragazzo venne travolto da un automobilista che correva ben oltre i limiti di velocità e contromano. La decisione presa dal giudice può benissimo classificarsi come sentenza beffa, visto che il responsabile di quella tragedia è stato condannato a un anno di reclusione con pena sospesa e una multa di 231 euro. ‘Tanto vale ma vita di mio figlio’, tuona amareggiato Valter Zara.

    I fatti risalgono al 2008, quando Antonello si trovava in vacanza in Sardegna. Zara stava percorrendo una strada in Costa Smeralda in sella al suo scooter, quando il veicolo a due ruote venne travolto da una BMW guidata contromano da Matteo Sgariboldi, allora 22enne. Il ragazzo non si fermò nemmeno per prestare soccorso ad Antonello e in seguito non fu sottoposto a test alcolemico, esame che invece eseguirono sul corpo di Zara.

    Il padre dell’ex tronista è tornato ad esprimere tutto il proprio sdegno e la propria rabbia di fronte a una situazione che ha dell’indecente. Queste le parole di Valter Zara raccolte dalla rivista Giallo:

    ‘Gli agenti si giustificarono dicendo che era stanco. Non è incredibile? Questa storia appare ancora più assurda se si pensa che a mio figlio, ormai morto, prelevarono il sangue proprio per accertare se fosse ubriaco. Non lo era: era perfettamente in sé. Quel che più mi fa rabbia è pensare che chi ha ucciso mio figlio non abbia mai pagato. Non dico che dovesse finire in carcere, ma sarebbe stato giusto che facesse alcuni mesi ai servizi sociali. Non ci ha mai neppure chiesto scusa. Antonello non c’è più, ma lo sento vicino: passo ore nella sua camera, da qui combatto per l’introduzione del reato di omicidio stradale, perché quello che è successo a me e a mia moglie Patrizia non accada ad altri: la vita di un ragazzo non può valere solo 231 euro.’

    Questo è il vero scandalo, perché Sgariboldi è riuscito a cavarsela patteggiando una multa di 231 euro e un ritiro della patente per 18 mesi. La sentenza definitiva non ha portato giustizia alla famiglia Zara, che per anni si è battuta invano alla ricerca della verità.

    Nel frattempo, il comune di Verona ha deciso di dedicare un parco giochi all’ex tronista, ricordato con enorme affetto dal papà:

    ‘Era un bravo ragazzo. La fama non l’aveva cambiato.’