Annozero va a trans e fa il boom di ascolti

Annozero va a trans e fa il boom di ascolti

Dopo le escort di Berlusconi è il turno dei trans di Marrazzo: Annozero continua a indagare sugli scandali privati e politici dell'establishment italiano e fa il pieno di ascolti

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    Dopo le escort di Berlusconi è il turno dei trans di Marrazzo: Annozero continua a indagare sugli scandali privati e politici dell’establishment italiano e fa il pieno di ascolti. Oltre 6.125.000 telespettatori per Michele Santoro per uno share del 24,53%, il più alto della serata, con buona pace del virtuoso Don Matteo. Al centro il misterioso video che ha ‘incastrato’ Marrazzo, che molti hanno visto e che nessuno ha ‘colpevolmente’ denunciato secondo Santoro: ma davvero la denuncia del fatto sarebbe dovuta toccare ai tanti giornalisti che l’hanno visionato?

    Annozero si è occupato del caso Marrazzo, scavando nel torbido del giro romano delle prostitute transessuali (che sembra concentrarsi tra Due Ponti e Via Gradoli, dove sarebbe stato girato il video che ha definitivamente compromesso il governatore del Lazio, poi dimessosi) e cercando di ricostruire il vorticoso giro fatto da questo video, proposto in vendita alle principali testate giornalistiche italiane vicine (in vari modi) al centrodestra. Un giro che ha portato molti a vedere questo filmato di un paio di minuti, di qualità scadente, girato con un cellulare da dei carabinieri della caserma Trionfale di Roma, durante un’irruzione illegale a casa di una trans.

    La vicenda è drammaticamente ingarbugliata e la puntata di Annozero ieri ha cercato di ricostruirla partendo da un dato di fatto, il reato commesso da questi carabinieri (quattro gli arrestati, ma ce ne sarebbe anche un quinto) con l’irruzione illegale cui si aggiungerebbe l’estorsione perpretata ai danni di Marrazzo che per acquistare il silenzio dei quattro avrebbe staccato tre assegni da 20.000 euro, mai incassati. Stando poi alle dichiarazioni rilasciate dai trans intervistati dai giornalisti di Santoro, questi carabinieri (almeno un paio di loro, ovvero Nicola Testini e Carlo Tagliente) sarebbero noti per i loro ‘ricatti’: in pratica avrebbero chiuso un occhio verso spacciatori e trans che fornissero loro informazioni sui clienti vip con l’obiettivo di ricavare denaro dalle informazioni compromettenti raccolte.

    Nicola Testini, interrogato dagli inquirenti, avrebbe parlato di un video di 13 minuti, tagliato ad arte perché non fossero visibili i volti dei ‘ricattatori’, dal quale avrebbero voluto ricavare almeno 50.000 euro e ricostruisce il giro di contatti, tutto da verificare, con i vari direttori di giornali per la vendita del materiale, con l’intermediazione di un paparazzo, Max Scarfone, che li avrebbe messi in contatto con l’agenzia Photomasi di Milano. Per le dichiarazioni di Testini vi rimandiamo a un articolo del Corriere della Sera, ma è su questo stesso punto che ha insistito anche Santoro nella puntata di ieri, cercando di evidenziare come, probabilmente, il fulcro dell’operazione non fosse l’estorsione e il ricatto nei confronti di Piero Marrazzo (che al momento è parte lesa, anche se gli viene ‘imputata’ politicamente, e presto forse anche giuridicamente, la colpa di non aver denunciato il fatto) bensì la vendita alla stampa del video.

    Il direttore di Gente, che per primo ha visionato il filmato, è stato contattato pochi giorni dopo l’irruzione, avvenuta il 3 luglio; sarebbe poi toccata a due giornaliste di Libero (allora diretto ancora da Feltri) vedere il filmato proposto a 500.000 euro; sarebbe stata, quindi, la volta di Alfonso Signorini, direttore di Chi, che avrebbe avvertito Marina Berlusconi – che a sua volta avrebbe avvisato il padre premier che poi avrebbe messo sul chi va là Marrazzo – e dirottato il video su Maurizio Belpietro, che lo avrebbe visto a metà ottobre, pochi giorni prima dell’esplosione dello scandalo, e al quale era stato proposto a circa 150.000 euro. Insomma, un giro vorticoso alla ricerca di denaro finito poi con l’arresto dei carabinieri: nel frattempo la notizia di questo video circolava da tempo negli ambienti editoriali, mentre tutta Roma sarebbe già stata da anni al corrente dei gusti sessuali di Marrazzo. In basso la continuazione del video di apertura, con le dichiarazioni dei trans intervistati dalla trasmissione e la continuazione del racconto del direttore di Gente, cui seguono il racconto delle croniste di Libero, di Alfonso Signorini e la ricostruzione di quanto successo fatta da Berlusconi, raccolta nel prossimo libro di Vespa.







    La tesi sostenuta da Santoro, quindi, è duplice: da una parte cerca di ‘depotenziare’ la colpa politica di Marrazzo (quella di essersi reso ricattabile e di non aver denunciato il fatto) sostenendo che non fosse lui oggetto diretto del ricatto (per quanto, aggiungiamo noi, degli assegni siano stati staccati e quantomeno ci sia una concussione); dall’altra cerca di investire di responsabilità quanti hanno subdorato il reato perpetrato dai carabinieri ai danni di Marrazzo e non abbiano denunciato. Senza contare che viene chiamato in causa anche Fabrizio Corona, che ha spiegato i motivi per cui questo video non era ‘vendibile’ per lo stato di assoluto asservimento della stampa alla politica. Inoltre Corona, per i quali sono stati chiesti 7 anni di carcere per la vicenda Vallettopoli (sostanzialmente ‘simile’ a quanto successo a Marrazzo) dichiara che se fosse condannato scapperebbe. Ma alla fine la sua è la ricostruzione più attendibile del sistema Italia.



    A questo poi si aggiunge l’editoriale di Marco Travaglio, che ha enumerato i vari ‘ricatti’ subiti e non denunciati da Silvio Berlusconi, l’unico – a suo avviso – a non essersi mai dimesso. Rivediamo in basso il suo intervento.



    La questione è senza dubbio ingarbugliata: si mescolano carabinieri corrotti, politici viziosi e corruttibili, sistemi editoriali legati alla politica, mercati marci, reati e scandali, in una matassa in cui diventa difficile recuperale un solo bandolo. Ma onestamente non crediamo che i tanti giornalisti, direttori e politici implicati, se non il diretto interessato, siano responsabili della mancata denuncia di quanto successo in una notte di luglio a Roma. Voi che ne pensate?

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