Annozero: Santoro ‘burla’ Masi, sfiduciato dai giornalisti

Annozero: Santoro ‘burla’ Masi, sfiduciato dai giornalisti

Michele Santoro apre la puntata di Annozero dedicata alle macerie italiane prendendosi 'gioco' di Mauro Masi, massicciamente sfiduciato dai giornalisti Usigrai

    Michele Santoro apre la puntata di ieri di Annozero, dedicata alle Macerie italiane rivlgendosi a Mauro Masi, direttore generale della Rai. “Ma lo sa caro direttore generale che questa volta mi verrebbe proprio da darle ragione? Il 91,38% dei giornalisti Usigrai lo ha sfiduciato: roba da Bulgaria!“. Lo sguardo di Santoro e il suo sorrisino tradiscono la ‘soddisfazione’ per il risultato del referendum dei giornalisti Rai: in alto il video dell’anteprima di Annozero.

    Prima di introdurre l’argomento della puntata di ieri, Michele Santoro si rivolge a Mauro Masi facendo riferimento al risultato ‘bulgaro’ del referendum dei giornalisti Usigrai che hanno massicciamente sfiduciato il direttore generale. Snocciola i dati Santoro (“In tutto i giornalisti della Rai sono 1700, vanno a votare in 1450 e 1314 la sfiduciano“) e li commenta, dandone una sua lettura: “Questa è roba da Bulgaria, da socialismo reale! E i 77 che hanno votato per lei chi sono? Sicuramente comunisti, sono sicuro, perché proprio come in Bulgaria sono persone che la vedrebbero volentieri in Siberia, ma sono andati al voto per mantenere una parvenza democratica. Invece i tifosi della Lazio quando lei è arrivato allo stadio le hanno fatto la ola, l’ha detto lei.

    Quindi non si deve avvilire: per lei si chiude una porta ma si apre un portone. Può prendere il posto di Lotito: vincere lo scudetto e la Coppa dei Campioni e diventare presidente del Consiglio laziale“.

    Così Michele Santoro ha commentato, non senza nascondere la sua soddisfazione, il risultato del referendum Usigrai prima di passare a una durissima puntata che ha fatto un viaggio nell’Italia delle Macerie, da quelle de L’Aquila terremotata a quelle del Veneto sommerso dalle acque, passando per la Pompei che si sbriciola e Napoli sommersa dai rifiuti. Metafora di un’Italia che si disgrega nel vuoto pneumatico della politica.

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