Annozero, la Rai sottovaluta i rischi della chiusura

Annozero, la Rai sottovaluta i rischi della chiusura

Nino Rizzo Nervo contro il dg Mauro Masi, sempre più disposto a cancellare Annozero: eppure fa 5 miioni di telespettatori ed aiuta il bilancio della Rai

    Mercoledì 21 luglio il caso Annozero dovrebbe (e il condizionale è d’obbligo) approdare definitivamente al CdA Rai: in ballo il ritorno del programma di Michele Santoro nel palinsesto di RaiDue. Ma per il consigliere d’amministrazione, in quota opposizione, Nino Rizzo Nervo il dg, e l’azienda, stanno sottovalutando le conseguenze dell’eventuale cancellazione di Annozero. Conseguenze sia sul piano economico che di credibiolità aziendale. Ma Nervo parla un po’ di tutto: in alto la prima parte dell’intervista, di seguito il resto.

    “Credo che si stia sottovalutando la vicenda di Annozero, una trasmissione che porta pubblicità e ascolti a una Rai con un bilancio non esaltante”: così Nino Rizzo Nervo, membro dell’opposizione nel CdA Rai commenta le ultime dichiarazioni di Mauro Masi, che ha con una nota stampa diffusa subito dopo il consiglio della scorsa settimana ha ricordato ai consiglieri di minoranza che “le proposte sulle trasmissioni da collocare in palinsesto spettano solo al Direttore Generale” e che “bisogna uscire una volta per tutte da questa favola del programma che fa grandi introiti pubblicitari. Come è ben noto è l’azienda stessa che decide quali spot pubblicitari devono andare in onda a seconda delle trasmissioni e delle fasce d’ascolto”.

    “Masi ha dichiarato che la pubblicità va dove vuole l’azienda, ma non è cosi – sottolinea Nervo – va dove vogliono i centri media che scelgono le trasmissioni di migliore ascolto. Senza parlare di quei 5 milioni di telespettatori che si sentirebbero traditi dal servizio pubblico. Non farlo andare in onda rideterminerebbe un danno già commesso in passato e per il quale qualcuno è stato chiamato a rispondere”.
    E aggiunge: “Su Santoro esigo un voto del consiglio affinché ognuno si assuma le responsabilità individualmente. Siamo al 20 luglio e al 20 luglio si può decidere che può andare a settembre in onda solo Annozero.

    Qualunque professionista Rai non sarebbe in grado di inventare in cosi poco tempo una nuova trasmissione”.

    Che poi Massimo Giletti possa essere paragonato a Michele Santoro, questa davvero ci lascia perplessi… e non solo a noi. “Non credo che Giletti sia il “nuovo” Santoro. Michele e la sua squadra sono, secondo me, il miglior gruppo di lavoro per l’inchiesta televisiva che c’è in Italia. Giletti è un conduttore che viene dall’intrattenimento. La sua formula ha successo? Bene, immagino che il direttore di Raiuno saprà valorizzarla”. E tornando su Annozero e la sua libertà d’azione, Rizzo Nervo sottolinea che spetta solo a Michele Santoro decidere i contenuti e i collaboratori della sua trasmissione: “A loro deve essere chiesto soltanto di non violare i principi che distinguono un servizio pubblico televisivo e il codice penale. Poi non può che essere l’autore a scegliere i temi della trasmissione, i collaboratori e gli ospiti funzionali al format. Solo il pubblico potrà decidere con il telecomando se quelle scelte sono state giuste o no”. Vedremo…

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