Annozero non ha paura: si riparte dai Ribaltonisti e da Travaglio senza contratto

Annozero non ha paura: si riparte dai Ribaltonisti e da Travaglio senza contratto

Riparte Annozero, ma le polemiche non si placano: spot partiti solo due giorni fa, Vauro contrattualizzato solo ieri, Travaglio in attesa, Santoro deciso a non arrendersi

    Annozero torna questa sera su RaiDue: nonostante gli ‘ostacoli burocratici’ denunciati in questi mesi da Michele Santoro e non ancora rimossi – Vauro ha firmato il contratto solo ieri e Marco Travaglio ne è ancora privo -, nonostante le minacce di chiusura dei programmi ‘non conformi alle schede editoriali’ e nonostante la sostanziale assenza di spot – partiti solo due giorni fa -, Michele Santoro torna nel prime time di RaiDue con il suo consueto format. “Scacco al Premier” il titolo della prima puntata, tutta dedicata ai ‘ribaltonisti’, ovvero a Fini e a Futuro e Libertà, proprio ora che si è interrotto il dialogo sulla giustizia: in studio Italo Bocchino, capogruppo di FLI alla Camera, Roberto Castelli della Lega Nord e il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro. Insomma esattamente quello che la Rai non vorrebbe vedere. In alto un estratto della conferenza stampa.

    Un’affollata conferenza stampa ha inaugurato ieri la nuova stagione di Annozero, e come consuetudine Michele Santoro ha colto l’occasione per illustrare ai colleghi la situazione in cui versa la sua trasmissione e per ribadire la sua intenzione di andare avanti, sempre e comunque.
    Io non ho paura” dichiara subito Santoro che attacca subito frontalmente il dg Masi: “Siamo il programma più redditizio della Rai con un fatturato di 41 milioni di euro di pubblicità in 4 anni contro un costo di 6 milioni e però ci troviamo in una situazione kafkiana. E’ in atto mobbing contro di noi, ma non sappiamo chi ce lo fa. Masi deve avere il coraggio di decidere di non mandare in onda certe trasmissioni e prendersene le responsabilità, o vuole solo far vedere ad un padrone esterno di essere attivo?“.

    Santoro ribadisce la sua stretta intenzione di proseguire il suo lavoro, senza condizionamenti: “Non accetterò limitazioni di libertà; ospiti e argomenti spettano a me, non accetterò ingerenze esterne o meno che non dovessi violare la legge – dichiara, facendo riferimento alle varie circolari estive diramate da Masi sulla corretta gestione dei talk – La mia autonomia è garantita dal contratto Rai.

    Le scalette continueremo a darle il giovedì, nessuno ci ha detto il contrario. Il pubblico lo sceglieremo noi, perché è rappresentativo di quello a casa e non prevede claque“.
    Ma al di là dei 5 punti indicati da Masi per garantire imparzialità e pluralismo nei talk, liquidate da Santoro come sciocchezze, è la ‘decadenza’ della Rai a sconvolgerlo: “La politica vuole ordine e silenzio – continua Santoro – Non si possono più fare fiction sulla mafia, autori scomodi come Celentano non trovano spazio. Occorre dire basta! Un tempo c’era Grillo, Indietro tutta e Mixer, oggi arriva uno come Mentana e fa sembrare vecchio tutto quello che c’è attorno a lui, perché Tg1 e Tg5 non si fanno più concorrenza“. Il tutto senza che nessuno si mobiliti: assenti “commentatori liberali, come Ostellino o Scalfari – elenca il giornalista – assente il presidente Paolo Garimberti, che dovrebbe aprire un tavolo sull’informazione televisiva per far emergere i problemi, invece si dimentica anche delle difficoltà della messa in onda di Annozero“. Un intervento a gamba tesa, questo, sul Presidente della Rai che finora ha dato comunque prova di interesse sulla insostenibile situazione dell’informazione Rai.

    In tutto questo, la prima puntata di Annozero ha il sapore dell’emergenza: “Non abbiamo avuto la possibilità e il tempo di farele modifiche che volevamo, le troupe ad esempio sono arrivate solo una settimana fa – dice Santoro – Vauro è stato costretto ad accettare all’ultimo momento le condizioni dell’accordo dell’anno scorso e lo ha fatto con grande senso di responsabilità. E anche se il contratto non è stato ancora sottoscritto, Marco Travaglio ci sarà, è parte inscindibile del programma“. Del resto anche l’anno scorso Travaglio firmò il contratto solo dopo la terza puntata, partecipando alle precedenti in veste di ospite, come farà anche stasera. Il capitolo Travaglio resta da sempre uno dei più delicati per i vertici di Viale Mazzini, che non digeriscono i suoi monologhi e chiedono da anni che venga chiamato un ‘contro-monologhista’. “E’ pensabile che nel servizio ci siano monologhi senza contraddittorio?insiste il dg Mauro Masi. Ma Santoro non vuole saperne: “Travaglio non è un opinionista, racconta fatti che altri non raccontano, ma in trasmissione ci sarà sempre qualcuno che potrà replicare“.

    Annozero, comunque, può cominciare: le truppe sono schierate, il campo di battaglia è pronto. Cosa ci aspetta?

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