Annozero, Masi: “La telefonata? Atto dovuto per difendere la Rai”

Annozero, Masi: “La telefonata? Atto dovuto per difendere la Rai”

Mauro Masi difende il suo intervento telefonico ad Annozero: "Atto dovuto per difendere la Rai da ulteriori sanzioni"

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    Annozero Masi Santoro

    La telefonata in diretta tv del dg Rai Mauro Masi ad Annozero per dissociarsi dalla trasmissione ha immediatamente scatenato furiose reazioni nel mondo della politica e dell’informazione. PD e Idv chiedono le immediate dimissioni di Masi, l’Usigrai dà del ‘kamikaze’ al dg e si dice certa che “una cosa del genere non accade neanche nello Zimbabwe“. Sul fronte opposto, per il Ministro delle Comunicazioni Paolo RomaniAnnozero ha superato ogni limite del decoro, della decenza e del rispetto della deontologia giornalistica“, mentre il portavoce del Pdl Capezzone ricorda a Santoro di non essere il presidente della Rai. E Masi? il Dg dichiara che non poteva fare altrimenti: “Avevo il dovere di difendere l’azienda“.

    Non potevo fare altrimenti – ha detto Masi pochi minuti dopo l’intervento telefonico ad Annozeroperché avevo il dovere di difendere l’azienda dalle possibili conseguenze derivanti dalla violazione di quanto previsto dal Codice di autoregolamentazione (in materia di rappresentazione delle materie giudiziarie, n.d.r.). Negli ultimi mesi, e soprattutto negli ultimi giorni – ha aggiunto il Dg – ho più volte richiamato i responsabili editoriali al rigoroso rispetto di queste norme, peraltro richiamate qualche giorno fa dallo stesso Presidente della Repubblica. Ancora stasera, dopo aver preso visione della scaletta della trasmissione, avevo ribadito per iscritto al conduttore di Annozero la preoccupazione per un taglio del programma che metteva al rischio l’azienda da nuove sanzioni, anche economiche“. La telefonata, quindi, assume il valore di una mossa necessaria, per evitare che la Rai venga messa sotto accusa e sia costretta a pagare qualche nuova multa per causa di Santoro. “E’ arrivato il momento in cui ognuno deve assumersi le proprie responsabilità ed io mi sono assunto le mie, ripeto, a tutela dell’azienda e dei cittadini telespettatori” ha sottolineato il Dg, tornato poi, con una nota stampa, a commentare quanto visto su RaiDue a puntata conclusa.

    Ribadisco che i processi si fanno in tribunale e non in tv è questo è un innegabile dato di civiltà prima che giuridico – ha scritto Masi una volta terminato Annozero - E’ indegna l’attività istruttoria parallela che svolgono taluni sulla televisione del servizio pubblico come se avessero ricevuto chissà quale delega dall’autorità giudiziaria che ancora una volta dovrà verificare l’attendibilità di un teste di accusa che anche questa sera ha rivelato in diretta televisiva fatti e circostanze oggetto di un procedimento penale ancora in fase di indagine preliminare“. Insomma un nuovo attacco che prelude a qualche nuova iniziativa del dg, che di certo solleciterà il CdA sul comportamento di Santoro.

    E a proposito di CdA, non è mancata la reazione del consigliere di minoranza Nino Rizzo Nervo: “La telefonata preventiva in diretta ancora mancava nel repertorio delle direttive di questo Direttore generale (anche se tanto preventiva non era, visto quanto accaduto prima della diretta, n.d.r.). Invece di far dissociare l’azienda da Annozero, spero che presto Masi si dissoci da se stesso per avere ancora una volta dimostrato che non è in grado di guidare il servizio pubblico e che, prendendo coscienza della sua imperizia, tolga il disturbo“.

    Sulla stessa scia Pd e Idv, che chiedono ancora le dimissioni di Masi. Gentiloni (Pd), ad esempio, sottolinea la pessima figura fatta dal direttore generale: “Con una telefonata, iniziata con toni da censura golpista e conclusa con un balbettio da operetta, Masi conferma che non può continuare a guidare la Rai. Milioni di telespettatori hanno constatato l’assoluta inadeguatezza di un vertice ridotto a fare minacciose telefonate su commissione nei confronti del programma di informazione di punta della propria azienda“.

    Ma l’intervento più netto contro Masi viene dall’Usigrai, che qualche tempo fa ha apertamente sfiduciato il direttore generale per la sua linea editoriale e la sua condotta in materia di informazione: “Mai prima alla Rai una cosa del genere e siamo certi neanche nello Zimbabwe.

    Il delirio di Masi ad ‘Annozero’ svela agli italiani il perchè del nostro referendum di sfiducia, che ha raggiunto percentuali in Italia sconosciute. Un kamikaze dell’azienda contro la sua stessa azienda davanti a tutti i suoi utenti“.

    Non mancano, ovviamente, commenti di tono opposto, volti a condannare la condotta di Santoro. Il protavoce del Pdl, Daniele Capezzone, finisce per dare del ‘fascista’ a Santoro, cui contesta modi e toni da Piazza Venezia negli anni ’30: “Santoro forse ha dimenticato che non è il padrone della Rai, ma qualcuno a cui il principesco stipendio è pagato con i soldi dei cittadini -dice Capezzone – Il modo in cui si è rivolto al direttore generale Masi e al pubblico fa pensare a una nuova Piazza Venezia. Negli anni Trenta c’era la radio, ora il balcone è televisivo. Stasera Annozero sta superando ogni limite“.

    Nota fascista a parte, anche il ministro dello Sviluppo Economico, con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, si dice convinto dell’assoluta mancanza di deontologia del giornalista salernitano: “Anche stasera Annozero ha superato ogni limite del decoro, della decenza e del rispetto della deontologia giornalistica“. Ovviamente noi aspettiamo i dati Auditel: siamo sicuri che, come sempre, Annozero si sarà pagato da solo, senza attingere ai fondi del canone, e come sempre scatterà un CdA urgente per valutare il da farsi.

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