Annozero: la Guzzanti fa D’Alema, Santoro risponde

Annozero: la Guzzanti fa D’Alema, Santoro risponde

Sabina Guzzanti è tornata ieri ad Annozero con l'imitazione di Massimo D'Alema dopo aver dato spazio a Berlusconi due settimane fa

    In perfetta ‘par condicio’ ieri sera ad Annozero Sabina Guzzanti ha rispolverato un’altra delle sue interpretazioni cult, quella di Massimo D’Alema. Ma la puntata si è aperta con le attese precisazioni di Michele Santoro sul caso Joe Violanti: “Non mai chiesto di interrompere l’imitazione, né ho chiesto un risarcimento di due milioni di Euro. Ha dovuto ammetterlo anche Il Giornale“.

    L’apertura di Annozero è quindi tutta dedicata all’attualità. Prima di entrare nel merito degli sprechi della Pubblica Amminstrazione, c’è tempo per affrontare due questioni: la prima, di ordine più personale, riguarda il caso Santoro-Violante, la seconda l’uscita di Antonio Di Pietro, ospite in studio, che ieri sera si è rivolto a Berlusconi chiamandolo “Signor Presidente Videla (ex dittatore agnetino, n.d.r.)”, sottolineando la natura dittatoriale della sua conduzione di governo.

    Michele Santoro approfitta dei primi minuti di trasmissione per puntualizzare la sua posizione nei confronti dell’imitatore di Rds Joe Violanti, specificando di non aver mai chiesto l’interruzione dell’imitazione nè di aver richiesto un risarcimento milionario: “Non sarebbe giusto chiedere soldi, mi sono limitato a chiedere che non venga usato il mio nome, nè la mia voce, tantomeno il programma, nelle fasi di contatto con i personaggi, quelle che precedono lo scherzo e che sono fuori onda. Presentarsi con la voce di Michele Santoro o per nome e per conto di Annozero fa cadere la credibilità della trasmissione. La libertà di espressione è sacrosanta, ma chi chiama in causa la Costituzione dimentica che i diritti personali sono altrettanto inviolabili: ciascuno ha il diritto di essere se stesso”. E continua: “Ci sono tanti imitatori bravi e va benissimo, ma è una cosa diversa andare in giro usando la voce di un altro chiedendo pareri a personalità varie per poi scriverci magari un articolo”. Insomma, il ‘furto d’identità’ reclamato da Santoro non riguarda l’imitazione in sé, quanto l’utilizzo che del suo nome e della sua voce viene fatto fuori onda.

    Sul caso Berlusconi-Videla, invece, poche scintille: ormai Di Pietro è noto per le sue uscite a effetto e, nonostante la presenza in studio di Castelli, non si è tornati più di tanto sulla questione. Un dato, però, resta.

    Riccardo Villari, eletto dal PdL alla presidenza della Commissione Vigilanza Rai non si è ancora dimesso e probabilmente, come afferma Di Pietro, non lo farà, creando un pericoloso precedente.

    Ma la puntata di ieri ha visto anche il ritorno di Sabina Guzzanti a due settimane dalla precedente ospitata: dopo Silvio Berlusconi è stata la volta di Massimo D’Alema. Un’alternanza che sembra rispettare in pieno i principi della ‘par condicio’, sebbene si sia lontani al momento da elezioni. In basso la seconda apparizione della Guzzanti.



    Chiudiamo, per completezza di informazione, con il consueto intervento iniziale di Marco Travaglio: argomento ‘La Casta ed è tutto da seguire.

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